L’isola che profuma di salsedine e limoni

Ho amato tanti mari, ma quello del Sud ha un odore e una luminosità diversa. E tutte le volte che posso torno lì: sulle isole del mio cuore.
Vengo dal mare e vedo terra. Un’isola. La più bella ed elegante delle isole Eolie: Salina.
Scendo dall’aliscafo e lei mi viene incontro in tutta la sua maestosità sobria. Profuma di limoni, capperi e fichi. Ha messo un po’ di profumo di fichi dietro i polsi, un po’ di profumo di limoni dietro il collo, e per finire qualche goccia di cappero sparsa qua e là.
Salina ha tante anime. È misteriosa e accogliente. Seduttiva e respingente. Perché le isole, un po’ tutte, sono degli isolani e gli ospiti sono graditi solo se a termine.
Approdo e lei si manifesta in tutto il suo splendore, nuda e senza veli. Meravigliosamente assolata. Immersa e abbracciata da un bagno di luce unico che durante le ore del giorno si intrufola tra le siepi e cambia colore in maniera graduale e accattivante.
Le stradine, piccole e disseminate di pietre e di fiori, uniscono il cielo al mare, ma non sono affatto pianeggianti. Vanno tutte verso il mare, perché è lì che vogliono andare ed e da lui che solo tremendamente attratte; come me del resto.
Così se vuoi percorrerle in senso opposto devi faticare. Ti lasci il mare alle spalle, non lo guardi e ti arrampichi con fatica; perché dare le spalle al mare, in un’isola, è un’offesa.
Stritolata ancora dalla fatica e dal freddo mite dell’inverso siciliano, l’isola ha il sapore della possibilità. Indossa la segreta promessa che tutto può succedere.
Se fosse una persona la immagino con un colore intenso negli occhi e il calore sulla pelle. Festaiola e sorridente. Se fosse un cibo, nel mio immaginario, sarebbe senza ombra di dubbio un fico d’india, la cui vera essenza va oltre le apparenze.
E poi c’è il porto. Il mio posto-porto del cuore, come in tutte le terre bagnate dal mare. Il porto è metafora di partenza e di approdo, di mareggiate e di riparo. Di quiete e di tramonti bellissimi. I porti, solitamente, sono abitati da isolani dal cuore luminoso che amano il mare, la pesca e gli approdi. Nei porti si respira salsedine miscelata a pace, calma e strategie nautiche.
Nelle isole può succedere di tutto; con lei impari a collezionare profumi e ricordi. Emozioni e sapori, di quelli che non dimentichi mai più e che se tenti di riproporli quando rincasi non ci riesci. Perché i capperi che acquisti a Salina, se poi li mangi nel tuo piatto di casa, lontana dal mare, smarriscono quel sapore e quel fascino eoliano e isolano.
E come tutto ciò che ti seduce e si fa presenza, quando vai via senti la sua assenza. Anche quando si tratta di un’isola. Un luogo apparentemente senza cuore, ma che il cuore te lo rapisce.

2 Commenti. Nuovo commento

  • Bellissima descrizione, ho chiuso gli occhi per un istante ed ho immaginato di trovarmi in questo luogo incantevole da lei descritto.
    Un piacevole momento.
    Grazie

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