Niente sesso, siamo italiani

“Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere”, al giorno d’oggi, diventa: tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e nessuno è disposto a spiegarvelo.
In famiglia vige il tacito non detto: tanto sanno già tutto. A scuola si fa altro e nessuno pensa alle parole emotive, al lessico amoroso, all’ascolto delle paure e confusioni del cuore e del corpo. L’educazione affettiva e sessuale a scuola è chiaramente questa sconosciuta.
I ragazzi si arrangiano alla meno peggio tra youporn e la rete, anche se per imparare ad amare ci vuole molto di più di un film porno.
Tra social, influencer e siti che millantano facili soluzioni a disagi profondissimi, continua a passare un messaggio che recide quel legame indissolubile che c’è tra i genitali, il cuore, la psiche e la coppia.
Un approccio positivo alla sessualità, cosa ben diversa dal sesso, deve tener conto degli aspetti emotivi, cognitivi, sociali, relazionali e biologici della sessualità. Nessuno escluso.
I documentari, le serie TV, i profili social molto affollati e frequentati, e tanto altro non sono e non possono mai diventare un interlocutore affettuoso ed emotivamente presente che sappia rispettare le paure di chi si rivolge a lui, che rispetti i meccanismi di difesa della psiche, e per finire, le emozioni uniche e profonde che appartengono a ogni essere umano, mai uguali per tutti.
La rivoluzione tecnologica che ha investito le nostre vite, rappresentata dallo smartphone e dal web, ha creato una frattura nella trasmissione dei valori. Il nuovo mito dominante è la spontaneità, l’attimo, l’apparite, la comunicazione simmetrica dei social – senza clinici o adulti di riferimento – che trasforma in inutili orpelli comunicativi le conoscenze mediate e scaldate da chi la sessualità la studia e dovrebbe promuoverla nella sua vera essenza fatta di scambio e di intimità.
La sessualità di oggi si muove su un reticolo epocale complicato. In un’epoca dove si vive con la musica esasperante nelle orecchie per scollarsi dal mondo e da sé stessi, un po’ di droga per anestetizzare il dolore, il malessere o il mal di vivere, o per provare una qualche emozione sbiadita, tanta ma tanta solitudine tipica di quell’individualismo esasperato dei giorni nostri, un deserto assoluto di valori, un eccesso di apparenza a scapito dell’essenza.
Alla luce di tutto ciò, cercare facili soluzioni che evitino di andare oltre il sintomo sessuale è diventata la scorciatoia per ogni malanno del cuore.

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