Nudi di pelle o nudi di cuore?

Mi chiedo spesso quanto conosciamo le persone che amiamo. Sino a che punto. Sino a che livello di profondità, e se la confidenza significhi conoscenza.
Le relazioni che tessiamo durante il cammino della nostra vita camminano con noi: si evolvono, involvono, attraversano crisi e riparazioni, pandemie, strappi, tradimenti e segreti, eccessi e mancanze. Alcune sopravvivono, altre si adagiano, altre muoiono tristemente o finalmente.
Poi mi sono chiesta che rapporto abbiamo con le nostre zone d’ombra psichiche, quelle che conosciamo ma teniamo per noi o che non sappiamo nemmeno di avere, dimostrando di non conoscerci nemmeno.
Le zone d’ombra di ogni essere umano sono una risorsa o una punizione? Vanno svelate? raccontate? In un mondo che espone tutto, che propone e impone la mancanza di pudore e l’assenza della dimensione privata del vivere, ha ancora senso parlare di riservatezza? di pudore? di zone d’ombra? di porte chiuse o socchiuse? di segreti, bugie e confessioni?
L’autenticità nelle e delle relazioni, secondo me, non è da correlare alla trasparenza eccessiva, al dire tutto, al mostrare tutto, all’andare in bagno con la porta aperta, a quell’eccesso di volgarità – e quotidianità – confuso per spontaneità (nei fatti e nelle parole) ma a tantissimo altro.
Ha ancora senso parlare di lealtà? di fedeltà? di dialogo profondo (non su WhatsApp, ma fatto di orecchie, parole e cuore)? di parole piene o scritte? d’amore? di condivisione, non sui social, ma di confessioni uniche che si fanno a quella sola persona e solo a lei?
Continuo a pensare di sì, e continuo a pensare che questo fa la differenza tra i follower e gli amici, tra i matrimoni tiepidi e i legami, tra mettere al mondo un figlio e crescerlo. Tra il seguire come capre le mode e imparare a discostarsene e a sapere dire di no.
La nudità del cuore, cosa ben diversa dalla nudità del corpo, si conquista pian piano: con un figlio, con un genitore, con un compagno di vita, con un amico, con uno sconosciuto.
Talvolta non si conquista mai, altre volte dura per sempre.

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