Una pessima, ma a volte indispensabile, abitudine è quella di cancellare il partner a fine relazione.
Gli addii non sono sempre consapevoli e civili: alcune volte sono molto dolorosi e passano dallo strazio, dal tormento e dalle frequenti ricedute. Scatta quell’impulso di guardarsi con gli occhi dell’ex, di specchiarsi in quelle antiche e familiari acque stagnanti, di sostare tra quelle braccia anche se nocive e stritolanti. Ed ecco che la ricaduta è dietro l’angolo.
Così, colui (o colei) che un tempo è stato amore diventa ossessione e malessere, e il desiderio più grande che abita le terre del dopo è l’irreversibile cancellazione del partner, e insieme a lui in fondo anche un po’ di noi stessi.
Un partner che è stato amore e anche strazio, che è stato il buongiorno e la buonanotte per un tempo limitato o infinito, labbra nelle labbra e fiato nel fiato, scambio di pelle e di intelletto e condivisione profonda, non può e non dovrebbe essere cancellato con un difensivo colpo di spugna. (Custodire il passato è cosa ben diversa dal mantenere un harem reale o virtuale di ex che a turno diventano quasi ex, forse ex, partner, amanti, ex).
Un amore che si è insinuato tra le pieghe della psiche, tra i solchi inesplorati del cuore, in quelle crepe forse mai abitate perché aride e desolate, non può essere cancellato e nemmeno eliminato, eventualmente può cambiare forma e rispettare il contenuto. Un amore che ha fatto nascere parti psichiche nuove, che ha regalato brividi inediti, parole nuove e una nuova visione del mondo non dovrebbe essere cancellato o eliminato. Quindi, la famosa frase tratta dall’omonimo film “Se mi lasci ti cancello”, io lo farei diventare: “Se mi lasci ti conservo”.
Mi sembra decisamente più adeguata e anche rispettosa.

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2 Commenti. Nuovo commento

  • Manuela Boschian
    26 Agosto 2022 13:56

    Buongiorno Dottoressa.
    Questa sua è una riflessione tanto profonda quanto rara da sentirsi dire.
    Il più delle volte, la parola più scontata che ci si sente rivolgere dopo aver vissuto e concluso un amore sofferto, è “Dimentica”.
    In realtà, secondo me, ogni Amore è diverso, perché Noi siamo ogni volta diversi. E cerchiamo di soddisfare bisogni diversi. So che “bisogno” in amore è considerato una brutta parola, ma credo che nessuno possa dirsi completamente risolto da non portare con sé e travasare in un amore sogni, mancanze, desideri.
    Parlando della mia esperienza, ho appena concluso una “non storia” durata, sulla carta, quattro anni. Una passione a singhiozzo, dove tra i due la più strutturata ero io, ma al contempo la parte debole, in quanto ci ho messo, ho avuto il coraggio di metterci il Sentimento. Quando ho capito che questa “non storia” non sarebbe mai evoluta in una relazione, ma nonostante ciò continuava a essere il mio assillo quotidiano, ho iniziato a chiedermi perché io mi accontentassi di questo nulla. Perché “piuttosto di niente, meglio piuttosto”. E lì ho iniziato a lavorare sui miei perché di questo attaccamento, accantonando la necessità di capire i perché dei suoi reiterati avvicinamenti e fughe. Se lui ha i suoi grovigli per non essere in grado di reggere una relazione, chi sono IO per accettare tutto questo nulla? Ci ho lavorato durante e anche dopo la fine di questa inconsistente, ma potente esperienza. E lì, anziché cancellare e rimuovere una persona e una storia fatte di assenza e di mancanza, ho conservato tutto e dico “grazie”. Grazie, perché la volontà di capire mi ha permesso di tirare fuori da sotto il tappeto e integrare parti di me che ben conoscevo, ma che non avevo mai voluto accettare. Sapevo che c’erano, ma le tenevo lì. Quell’uomo e quella storia mi hanno obbligata – finalmente – a non cancellare, a non rimuovere, a non ripudiare. A non catalogarla e liquidarla come la solita “storia passatempo” da parte di lui, bensì a tenerla nel cuore (sentimento), nel sentire (emozioni) e nel pensiero (riflessione). Alla fine, la sofferenza, la frustrazione, la tristezza di un Amore incompiuto restano, ma ho guadagnato un pezzetto in più da mettere al proprio posto nel complicato puzzle che siamo.
    Grazie ancora delle sue sempre garbate e umanissime riflessioni, che con estrema gentilezza aprono, con tutta la professionalità che dietro si avverte, preziose finestre sulle nostre vite.

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    • Valeria Randone
      26 Agosto 2022 15:16

      Grazie a Lei per il bellissimo racconto, ricco di preziose informazioni: la concretizzazione di quello che cercavo di esprimere con questo breve scritto.
      E grazie per le belle parole dedicate alla mia scrittura.
      Un caro saluto

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