Le coppie di oggi sono troppo stanche per il letto. Coniugale, s’intende. Preferiscono le chat, i letti altrui e saltuari, gli alibi sessuali e le cefalee evitanti.
L’estasi iniziale che consegna alle labbra dell’amato, che lascia una memoria corporea potente e prepotente, che smuove le montagne e crea e mantiene in vita un legame d’amore, non si sa perché e non si sa bene quando, lascia il posto alla noia coniugale.
I partner un tempo bramosi diventano ostaggio della noia. Gli amanti sono in costante e pericoloso agguato. La colpa viene attribuita alla fretta del vivere, e l’impasse erotico occupa ogni stanza della vita della coppia.
Il calo del desiderio e la crisi di coppia sono gli scenari che caratterizzano gli italiani a letto.
Le scuse tanto varie e variegate, quanto fantasiose: la stabilità coniugale si paga in svalutazione erotica, il matrimonio è la tomba del sesso, non c’è tempo per la sessualità, il sonno e il telecomando prendono il sopravvento, e così via. Vita domestica e sessualità sembrano non poter coabitare in armonia, nella stessa coppia e nella stessa casa, per un tempo che non ricordi una parabola discendente.
Il desiderio però non muore di morte naturale (tranne nei casi di patologie o disfunzioni sessuali pregresse), ma per mancanza di cure, di inventiva, di parole e baci, di intimità.
La passione ha bisogno di contrasti, la seduzione di sottili manipolazioni, di qualche goccia di gelosia e di una buona manciata di rischio.
Il quotidiano va innaffiato di cure e di sorprese, non va lasciato in balìa della noia e del politicamente corretto.
I semi dell’intimità sono il tempo e la ripetizione, il gioco e la trasgressione. L’ordinario e l’incredibile. La stabilità e il rischio. La pelle e i sensi, il cuore e le parole.
Per i sapiosexual, i congiuntivi.
Il desiderio sessuale vive di rituali e di erotismo, di attese, di imprevisto, di pugni allo stomaco e di ignoto.
L’amore e l’eros non si escludono a vicenda e non sono l’uno il contraltare dell’altro; ogni tanto può capitare che non si trovino nello stesso luogo, nello stesso momento, nei casi più severi, nella stessa persona.
Nelle relazioni stabili e longeve c’è una tendenza a privilegiare il prevedibile all’imprevedibile, l’abitudine alla novità, ed ecco che appare all’orizzonte, puntuale come l’alba di un nuovo giorno, la noia coniugale.
Una coppia per rimanere tale e per non utilizzare il cerotto a termine del tradimento, dovrebbe introdurre il rischio nella stabilità, la novità nell’abitudine, il mistero nella familiarità.
Sostituire le labbra all’aridità dei sensi. Le parole al rumore del silenzio. I sorrisi ai bronci minacciosi. La gentilezza all’ostilità.
L’attesa alla compulsione.
La collaborazione alla competizione. Il gioco alla noia.
Provare per credere.

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