Quando i figli crescono: sindrome del nido vuoto.

//Quando i figli crescono: sindrome del nido vuoto.
  • sindrome del nido vuoto

La coppia attraversa fasi topiche, burrasche e nuovi assestamenti.
I figli, per esempio, rappresentano un elemento di grande destabilizzazione.
Da quando nascono, a quando vanno via da casa.

La sindrome del nido vuoto

Una delle tante crisi che attraversa una coppia, è detta “sindrome del  nido vuoto” ed è quella crisi a cui vanno incontro i coniugi quando i figli crescono, vanno a vivere od a studiare fuori casa, o si sposano.
I partners, che per tantissimo tempo si sono percepiti quasi esclusivamente come coniugi, attenzionando l’educazione, l’amorevole cura e crescita dei figli, all’improvviso si trovano da soli con loro stessi e con la loro coppia.

Appaiono i bilanci.
“Dolorosi bilanci esistenziali”, pochi progetti emozionali per il futuro ed una coppia dall’estraneo sapore.
Quante volte abbiamo sentito dire:
“ma si separano, proprio adesso, con i figli grandi, dopo una vita insieme?”

L’identità genitoriale, con connotazioni differenti da nord a sud , da epoca storica ad epoca storica, ha assunto significati totalmente differenti, risentendo in particolar modo della latitudine geografica, ma occupando sempre un grande spazio mentale nell’immaginario degli esseri umani.
Nell’immaginario comune infatti  la “non genitorialità”, rappresenta la “non normalità”.
La non paternità e la non maternità, denunciano, con modalità latenti e silenti, l’assenza di femminilità e di potenza maschile fecondante.

Spesso, il ticchettio dell’orologio biologico, si interseca con desideri inconsci  maschili e femminili, dando vita a coppie non sempre risolte sul piano psichico, ma formatesi non sulle reali necessità e conoscenze reciproche, ma su elementi che hanno a che fare con il “bisogno” e non con il “piacere” dell’altro.
Il quotidiano di oggi poi, con caratteristiche di urgenza e fretta, lascia poco spazio e tempo ai partners, alla “comunicazione emozionale” che, costantemente, si trasforma in “comunicazione di servizio”.
La coppia infatti, si ritrova a parlare di cose concrete e di cose da fare sia per quanto riguarda loro stessi che i loro figli , come la spesa, le bollette, il mutuo.

Così, giorno dopo giorno, si ritroveranno cari ed affettuosi abitanti della stessa casa, ma emozionalmente distanti e sconosciuti.

Immaginario, desiderio, e progetto
Una coppia, è formata da più della semplice somma delle sue parti, da due passati esperenziali ed emozionali, da due presenti abitati da quotidiano, vita lavorativa, vita sessuale, immaginario, difficoltà, paure e, da due “aspettative”, spesso differenti, di prospettive di vita futura.
I figli, dopo i primi difficoltosi anni caratterizzati dal faticoso e destabilizzante accudimento, tappe di crescita da raggiungere, dentizione, svezzamento ed inserimento scolastico, rappresentano un validissimo “collante per la coppia”, che mai metterebbe a repentaglio la salute e stabilità della famiglia pur di tutelare la prole.

Dal nido familiare al volo dei figli: separazioni con i capelli bianchi.
Perché?
Quando i figli spiccano il volo dal nido domestico, è il momento storico di bilanci emozionali e coniugali, così se la coppia non ha strutturato nel tempo fondamenta solide e stabili, si troverà a vacillare alle intemperie e seduzioni della vita.
Molte separazioni di oggi, hanno i capelli brizzolati e sembrano tardive rispetto a quelle del passato, che non erano immaginabili se non correlate con l’aspetto riproduttivo e di possibilità di un lungo percorso di vita a due.
Manutenzionare ed attenzionare la coppia diventa un importantissimo investimento al fine di creare salde e ferree fondamenta per le future possibili mareggiate coniugali, come quella correlata alla sindrome del nido vuoto.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-01-28T19:36:33+00:00 14 marzo, 2012|Categories: Articoli|Tags: , |

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