La mentina dell’amore: nuovo farmaco per la mancanza d’erezione

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La mancanza d’erezione atterrisce in tanti. Uomini e donne.
Quando il corpo diventa anarchico e non segue più il desiderio e la volontà dell’uomo di avere un rapporto sessuale, l’ansia occuperà tutte le stanze della vita della coppia.
Cosa fare quando manca l’erezione?
Quali strategie?
A chi rivolgersi?

Qualche riflessione clinica
Il deficit erettivo (D.E.), cioè la mancanza d’erezione, è un disfunzione sessuale in crescente aumento che, compromette la capacità eccitatoria del paziente che ne soffre, oltre che la qualità della vita in generale del paziente e del suo partner.
La sua insorgenza, talvolta può essere spia di altre problematiche, come quelle cardiache; per questi e tantissimi altri motivi, la sua diagnosi precoce ed il suo trattamento, diventano tappe indispensabili.
Il primo step è avere coscienza di avere una difficoltà, e decidere di chiedere aiuto.
Non eiste cura senza medico, e non esiste guarigione senza la volontà di farsi curare.
Il secondo passo è rivolgersi ai clinici deputati alla cura della salute sessuale: andrologo e sessuologo clinico.

La terapia orale
I farmaci orali per il D.E., a differenza delle pregresse terapie iniettive, non inducono un’erezione diretta e passiva, ma la risposta erettile avviene a seguito di uno stimolo erogeno, viene pertanto conservata e non medicalizzata la componente del desiderio.
Questa caratteristica conferisce alla terapia farmacologica orale una connotazione di “spontaneità’”, che conserva e custodisce il legame con la partner.
La donna, nel percorso terapeutico del D.E., non si sente esclusa o adoperata, ma protagonista e “responsabile” dell’erezione del compagno.
Questo tipo di terapia farmacologica, rende la coppia complice ed unita, ed ha un notevole riverbero psicologico positivo su entrambi i parters, se sapientemente spiegata.
La donna, va resa complice e parte attiva del percorso terapeutico, in quanto protagonista dolente e non più silente della disfunzionalità del partner.
Il viagra (sildenafil), la famosa e famigerata pillola blu, nel mese di maggio ha compiuto 13 anni, rivoluzionando l’approccio e la cura al “deficit erettivo”, disfunzione sessuale maschile, che colpisce milioni di uomini di tutte le fasce d’età.
In aggiunta alle già famose “pillole dell’amore”, giunge adesso in commercio la “mentina dell’amore”, la nuove versione del verdanafil, battezzata così, proprio per l’estrema facilità e discrezione con cui l’uomo può assumerla anche senza grande preavviso, in prossimità di un incontro amoroso.

La mentina dell’amore, farmaco mistificabile
Si scioglie in bocca in pochissimi secondi, lascia un gradevole sapore di menta e rinfresca l’alito.
La nuova formulazione del vardenafil in versione “orosolubile” è disponibile in confezioni da 4 compresse di colore bianco e per acquistarlo, naturalmente, occorre un’indispensabile diagnosi clinica di tipo andrologico e la conseguente prescrizione.
Oggi, purtroppo le pillole pro-erettive, vengono spesso confuse per afrodisiaci, rinvigorenti la capacità erettiva, rinforzi per l’autostima maschile, supporto psicologico per momenti topici della vita dell’uomo e tanto altro, che esula dall’aspetto intrinseco correlato al farmaco.
Mi ritrovo spesso a rispondere a richieste di consulenze, di giovani e meno giovani che, in preda all’ansia da prestazione o alla paura di poter fare cattiva figura, si “auto prescrivono” i farmaci, con modalità preventiva ed anticipatoria il possibile fallimento sessuale.

Qualche domanda
Da clinico che si occupa di sessualità mi chiedo se la facilità di somministrazione di un farmaco, rende “meno farmaco” la molecola?
La possibilità inoltre di contraffare l’assunzione della pillola, facendola credere una mentina, può indurre in tentazione anche chi non ne ha reale necessità?
Le pillole dell’amore, sono sicuramente un valido supporto al deficit erettivo, ma sono esclusivamente sintomatiche e non curative, funzionano cioè fino a quando il paziente le assumerà.
La sessualità necessita di un approccio poliedrico ed a più mani, quelle dell’andrologo e del sessuologo clinico, oggi infatti in clinica si parla di “etiologia mista”correlata al d.e, sia per l’alto impatto che la sfera della sessualità ha sulla qualità della vita del singolo e della coppia, che per la non sempre differenziazione tra cause ed effetti, in quanto gli effetti diventano cause e viceversa, rinforzando la disfunzione.
L’aspetto psichico e relazionale correlato alla vulnerabilità erettiva, deve obbligatoriamente essere investigato ed ascoltato, non può essere messo a tacere da pillole o mentine “magicamente” risolutive la disfunzione.

Conclusioni
A tutte le tavole rotonde e congressi a cui partecipo, il messaggio da portare a casa  è sempre univoco:
“ le disfunzioni sessuali  maschili o femminili, necessitano di team di specialisti che, nel rispetto e nell’intersecarsi delle loro competenze, collaborano nel processo di cura – cioè nel prendersi cura – del paziente”.
Il concetto atavico di parcellizzazione del paziente in base agli organi compromessi, è per fortuna superato da tempo.
Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.

Dottoressa Valeria Randone

 

By | 2017-02-14T17:16:25+00:00 8 giugno, 2010|Categories: Disfunzioni Sessuali Maschili|Tags: |

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