Andropausa

Andropausa, che paura. In un momento storico dove è vietato invecchiare, gli anni che passano spaventano, uomini e donne.
Il termine andropausa è un termine inquietante che scimmiotta la menopausa femminile, ma non significa la stessa cosa. C’è chi cerca la tanto temuta andropausa su wikipedia cercando di carpirne la definizione e le eventuali cure. Chi naviga tra siti e apprendisti stregoni che millantano eterna giovinezza.
Esattamente come il temine verginità maschile, anche il temine andropausa, suscita qualche perplessità. Non solo linguistica.
L’esistenza dell’andropausa è stata per molto tempo, lo è ancora oggi, messa in discussione.
Il termine andropausa, che ricorda il termine menopausa però al maschile, in realtà, non è la corretta definizione degli anni che passano.
Ipogonadismo a esordio tardivo, è una definizione più complessa, ma è assolutamente quella scientificamente corretta.
Si preferisce parlare di PADAM, acronimo derivato da “Partial Androgen Deficiency in Aging Male”, ossia, “sindrome da parziale carenza di androgeni nella terza età”. Alcuni autori parlano semplicemente di ADAM (Androgen Deficiency in Aging Male o sindrome da insufficienza androgenica in età anziana)

Menopausa versus andropausa

La menopausa è l’invecchiamento conclamato della donna, della riserva ovocitaria e della fertilità, mentre dell’andropausa, si sa poco e niente.
Se ne parla poco e male, si declinano le informazioni, si ignora.
Per pudore, per reticenza, per omertà di maschilistica memoria. Per paura.
Talvolta, anche per ignoranza.

  • Ma l’uomo ha l’orologio biologico?
  • Siamo davvero certi che la sessualità maschile non invecchi?
  • Pausa da cosa?

Uomini e salute, uomini e salute sessuale, sono un connubio alquanto difficile. L’uomo ha delle notevoli difficoltà nell’occuparsi della propria salute sessuale, amplificate dalla mancanza di un’adeguata educazione affettiva e sessuale, all’identificazione con l’aspetto fallico della sua personalità, e ai meccanismi di difesa della psiche.
L’uomo, solitamente, glissa, nega ogni possibile mutazione del comportamento sessuale o problematica varia; e se non viene inchiodato al muro della disfunzione sessuale conclamata, non chiedere aiuto.
La normale prevenzione, quindi, la visita andrologica, non viene quasi mai effettuata se non quando subentrano delle disfunzioni sessuali talmente ingombranti per la salute della sua coppia che viene obbligato a doversene occupare, causa minaccia di abbandono da parte della donna.

Andropausa, da ieri a oggi

L’uomo di ieri era un uomo candidato ad assecondare gli anni che passavano. Era un uomo che diventava genitore in età precoce, nonno in età avanzata, e magari rimaneva con la stessa donna per tutta la vita.
L’uomo di oggi invecchia molto più lentamente, si mantiene a passo con i tempi e con la tecnologia, inizia a lavorare più tardi, si sposa avanti negli anni, e nella migliore delle ipotesi, diventa genitore intorno ai quarant’anni di vita.
È un uomo molto attento alla qualità della sua vita emozionale e alla qualità della sua vita sessuale, per tal motivo, è un uomo che si separa molto più facilmente quando non ama più.
Siamo nell’epoca dei divorzi sale e pepe , e dei secondi o terzi matrimoni con donne più giovani.
L’uomo di oggi, soprattutto il metrosexual, cammina in bilico tra paure e integratori, tra fitness ad oltranza e pillole pro-erettile, per esorcizzare la paura di invecchiare. Si tratta di un uomo spaventato dai possibili sintomi di una menopausa.
È un uomo che non riesce ad ascoltare il proprio corpo, le mutazioni alle quali questo viene sottoposto. Non ha consapevolezza dei cambiamenti dati dal tempo che passa: li nega, li rifiuta, li sottostima.

Anni, uomo e sessualità. Qualche problematica

L’uomo in andropausa lamenta un possibile deficit erettivo, oppure, una sorta di vulnerabilità erettiva: un’erezione che non è più esattamente come quella di un tempo. Lamenta, inoltre, un allungamento dei tempi dell’eiaculazione, come se necessitasse di stimoli più intensi rispetto al passato.
Come sempre, c’è una differenza di genere tra uomo e donna, nell’affrontare il rapporto col tempo.
La donna che va incontro alla menopausa, è una donna consapevole, anche perché è senza mestruazioni, quindi, non più fertile. L’irregolarità prima, e la mancanza del ciclo mestruale dopo, sancisce l’inizio della menopausa.
L’uomo, dal canto suo, non ha segni chiari e visibili.
Esattamente come per il primo rapporto sessuale o l’inizio della pubertà, anche in questi casi, non ci sono segnali tangibili e quantizzabili.
Ricordiamo che la donna ha le mestruazioni, quindi, diventa grande, non le ha più, ed é in menopausa. Durante il primo rapporto sessuale avviene la deflorazione, nell’uomo non avviene nulla. Sono tutti rituali simbolici che sanciscono i riti di passaggio, che li facilitano e li rinforzano.
Tornando all’andropausa, l’uomo non ha dei segnali chiari e visibili di questa stagione della vita; non li riconosce, li sottostima perché li considera un attacco acuto alla potenza fallica, e non è abituato a effettuare visite preventive.
L’idea che l’uomo possa essere sempre fertile, fecondare a tutte le età, e diventare padre sempre, gli conferisce una sorta di delirio di onnipotenza, che lui trasla alla sfera della sessualità.

Tra zenzero e curcuma. Non tutte le andropause e sono uguali

Ci sono uomini e uomini. Stili di vita e stili di vita. Falsi miti e realtà scientifiche.
Un uomo, che durante la sua vita pregressa e attuale, è stato attento agli stili di vita, ha mangiato bene, non ha avuto oscillazioni ponderali marcate, ha praticato costantemente dello sport, non ha assunto droghe o alcolici, è un uomo che non è candidato a possibili patologie, a ipertensione, quindi, all’obbligatorietà a una terapia farmacologica con le ovvie ripercussioni sulla salute sessuale. E non è destinato all’inevitabile deflessione del testosterone.
Cambia il corpo, ma cambia anche la psiche.
L’uomo non è immune da cambiamenti estetici.
Anche l’uomo che va avanti negli anni può andare incontro a disturbi dell’umore, a irritabilità e disturbi del sonno, a spossatezza e perdita dei capelli, a deficit di memoria e ad ansia generalizzata.
Il sovrappeso, per esempio, può essere una conseguenza degli anni che avanzano, ma una deriva degli stili di vita inadeguati.
La moda di oggi obbliga alla ricerca dell’integratore per ogni problematica.
Dallo zenzero alla curcuma, sino ad arrivare ai più potenti antiossidanti che approdano dall’America nel tentativo di lenire la paura degli anni che passano.
Google, che tutto mostra ma nulla spiega, ci propina soluzioni magiche e onnipotenti senza alcuna diagnosi clinica, e senza clinico.

Elisir di lunga vita. Donne dell’est, donne giovani, e diventare padri da anziani

Una delle strategie abitualmente messa in pratica dall’uomo moderno per evitare di invecchiare, per esorcizzare la paura della malattia e della morte, è vivere una sessualità estrema. Intensa, ad alta gradazione erotica, senza deflessioni, qualitativamente e quantitativamente adeguata.
Una sessualità che possa ringiovanire corpo e psiche, autostima e narcisismo maschile. Le donne dell’est, belle, bionde e disponibili, rappresentano una sorta di panacea per tutti i mali.
Donne apparentemente accondiscendenti, sembrano essere molto attente alle esigenze emozionali e sessuali dell’uomo italiano, praticamente afrodisiache. Molto ricercate e apprezzate.
Un’altra strategia comunemente adottata dall’uomo di mezza età, è quella di relazionarsi con donne più giovani. Donne che possano regalargli l’illusoria sensazione che il tempo, per lui, non passa mai.
E per concludere, un’altra abitudine salva vita, soprattutto in questi ultimi anni, è quello di diventare genitori a qualunque età.
Una genitorialità in età avanzata conferisce una sorta di immunità rispetto agli anni che passano.
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, unitamente ai farmaci pro erettivi, aiutano l’uomo a non sentire il peso dell’età, e i limiti da età che avanza.

Parola magica: testosterone

L’uomo, spaventato dagli anni che passano e che impolverano la sua risposta sessuale, teme che possa deflettersi il suo ormone preferito: il testosterone.
La salute sessuale – con le sue tre fasi: fase del desiderio, fase dell’eccitazione, fase dell’orgasmo – dipende da un’infinità di fattori, non soltanto da un dosaggio ormonale.
Corpo, psiche e coppia sono tre istanze che vanno assolutamente analizzate in maniera congiunta. Non possiamo analizzare esclusivamente un dosaggio ormonale, con uno sguardo miope al testosterone e alla prolattina, senza analizzare la psiche dell’uomo, la qualità della sua relazione di coppia, gli stili di vita, lo storico sessuale, l’eventuale presenza di patologie fisiche o psichiche, e l’eventuale presenza di problematiche relazionali.
Anticamente si pensava che il desiderio sessuale avesse una divergenza di genere.
Il desiderio sessuale femminile veniva considerato oggettuale: godeva quindi di buona salute soltanto se rivolto alla persona amata. Secondo questa idea, assolutamente insensata, una donna non innamorata, non avrebbe dovuto avere una vita sessuale. Il desiderio sessuale maschile veniva considerato pulsionale, ormone-dipendente.
Secondo questa teoria, non priva di fascino, ma priva di scientificità, ogni uomo, perché portatore sano di testosterone, dovrebbe avere delle erezioni frequenti e un desiderio sessuale alle stelle: in qualunque condizione, in qualunque situazione, con qualunque donna, in qualunque stato psichico.
Fortunatamente negli anni ci siamo resi conto che la salute del desiderio sessuale dipende da tutta una serie di variabili, assetto ormonale incluso, ma non soltanto quello.

Fare l’amore fa bene all’amore, ma l’amore fa bene al fare l’amore. Uomo, donna e coppia

Non tutte le coppie sono simmetriche. Non tutte le coppie sono formate da un uomo adulto e una donna giovane, o viceversa.
Esistono anche coppie che continuano a rimanere tali nel corso degli anni.
Così, ci ritroveremo una donna in menopausa e un uomo in andropausa, con una buona probabilità che il calo del desiderio dell’uno possa nutrire il calo del desiderio dell’altro, e viceversa.
Ecco perché diventa assolutamente indispensabile diagnosticare, curare, e abbracciare la coppia che si rivolge a noi clinici, in maniera poliedrica e sfaccettata, senza trascurare nessun dettaglio.
Diventa assolutamente indispensabile un lavoro svolto in team di professionisti: andrologo per l’uomo, ginecologo per la donna, sessuologo clinico per la coppia.
Perché l’amore allunga la vita e migliora la qualità di vita.

L’età che avanza e storia del sig. S: marito per sbaglio, amante per passione
Il signor S. si definisce un ex seduttore. È un uomo dalla simpatia coinvolgente, quando parla sembra incantare, ricorda il pifferaio magico. Sostiene di aver messo la testa a posto ben venticinque anni fa quando sposò la sua attuale moglie. Giocherellando con le chiavi, in sede di prima consultazione, mi racconta di sentirsi sin da allora immune da possibili tentazioni. Gli occhi diventano lucidi e le mani iniziano a tremargli; era chiaro che mi stava per raccontare qualcosa di non consono al suo progetto iniziale. La sua vita matrimoniale, in effetti, non era stata proprio emozionante e tantomeno blindata al vizio.
Ad intervalli quasi costanti, il mio paziente ha sempre fatto l’amante. Senza però provare alcun coinvolgimento emozionale. Mi racconta con orgoglio di non essersi mai innamorato, di avere fatto del sesso occasionale anche con la stessa donna per un periodo più prolungato, ma di essere sempre tornato al talamo casalingo, appagato della sua identità da seduttore.
Il signor S. mi consulta perché durante un viaggio di lavoro inizia a frequentare una giovane ragazza, che ha la metà dei suoi anni. Si corteggiano a lungo, un po’ per gioco, un po’ per scommessa, un po’ perché la relazione diventa molto intrigante e passionale. Iniziano così una frequentazione stabile. Entrambi si confrontano sulle emozioni provate e si rendono conto che nessuno dei due aveva mai provato un sentimento così profondo. Il motivo reale della consulenza di quest’uomo non è il dubbio sul da farsi, non desidera dipanare il dubbio sulla relazione: se rimanere coniugato o fidanzarsi felicemente con questa giovane donna, ma essere rassicurato circa l’andropausa incipiente.
Conclude la prima consulenza dicendomi lumi sulla sua sessualità: se dovesse subire delle deflessioni, come dovrebbe fare a tenere unita una coppia che si basa essenzialmente sull’attrazione fisica?
Ci salutiamo con questo enigma, e ci diamo appuntamento per la settimana successiva.
Il Signor S, marito per sbaglio amante per passione, era stato messo in crisi da questo incontro. La sua giovane amante ha toccato delle corde emotive importanti, talmente importanti da fargli pensare al futuro. I capelli brizzolati sotto le lenzuola, che non corrispondono obbligatoriamente a una deflessione o catastrofe della sessualità, gli avevano generato una grande ansia. Si era talmente spaventato da venire in consultazione. La prima della sua vita. Ho utilizzato il cavallo di Troia della paura dell’andropausa per potermi insinuare, con garbo e gradualità, tra le pieghe più oscure e fragili della sua psiche. Quest’uomo, in realtà, aveva paura di amare. Aveva scelto una donna che non amava, per riprodursi e per proteggersi dall’amore profondo. I nostri incontri continuano stabilmente da quasi due anni, ogni tanto preferisce saltare l’incontro quando si sente eccessivamente minacciato dai suo stesso inconscio, ma poi ritorna.
Siamo in cammino.

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