Andropausa, che paura. In un momento storico dove è vietato invecchiare, gli anni che passano spaventano, uomini e donne.
Il termine andropausa è un termine inquietante che scimmiotta la menopausa femminile, ma non significa la stessa cosa.
Esattamente come il temine verginità maschile, anche il temine andropausa, suscita qualche perplessità. Non solo linguistica.
L’esistenza dell’andropausa è stata per molto tempo, lo è ancora oggi, messa in discussione.
Il termine andropausa, che ricorda il termine menopausa però al maschile, in realtà, non è la corretta definizione degli anni che passano.
Ipogonadismo a esordio tardivo, è una definizione più complessa, ma è assolutamente quella scientificamente corretta.
Si preferisce parlare di PADAM, acronimo derivato da “Partial Androgen Deficiency in Aging Male”, ossia, “sindrome da parziale carenza di androgeni nella terza età”. Alcuni autori parlano semplicemente di ADAM (Androgen Deficiency in Aging Male o sindrome da insufficienza androgenica in età anziana)

Menopausa versus andropausa

La menopausa è l’invecchiamento conclamato della donna, della riserva ovocitaria e della fertilità, mentre dell’andropausa, si sa poco e niente.
Se ne parla poco e male, si declinano le informazioni, si ignora.
Per pudore, per reticenza, per omertà di maschilistica memoria. Per paura.
Talvolta, anche per ignoranza.

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  • Siamo davvero certi che la sessualità maschile non invecchi?
  • Pausa da cosa?

Uomini e salute, uomini e salute sessuale, sono un connubio alquanto difficile. L’uomo ha delle notevoli difficoltà nell’occuparsi della propria salute sessuale, amplificate dalla mancanza di un’adeguata educazione affettiva e sessuale, all’identificazione con l’aspetto fallico della sua personalità, e ai meccanismi di difesa della psiche.
L’uomo, solitamente, glissa, nega ogni possibile mutazione del comportamento sessuale o problematica varia; e se non viene inchiodato al muro della disfunzione sessuale conclamata, non chiedere aiuto.
La normale prevenzione, quindi, la visita andrologica, non viene quasi mai effettuata se non quando subentrano delle disfunzioni sessuali talmente ingombranti per la salute della sua coppia che viene obbligato a doversene occupare, causa minaccia di abbandono da parte della donna.

Andropausa, da ieri a oggi

L’uomo di ieri era un uomo candidato ad assecondare gli anni che passavano. Era un uomo che diventava genitore in età precoce, nonno in età avanzata, e magari rimaneva con la stessa donna per tutta la vita.
L’uomo di oggi invecchia molto più lentamente, si mantiene a passo con i tempi e con la tecnologia, inizia a lavorare più tardi, si sposa avanti negli anni, e nella migliore delle ipotesi, diventa genitore intorno ai quarant’anni di vita.
È un uomo molto attento alla qualità della sua vita emozionale e alla qualità della sua vita sessuale, per tal motivo, è un uomo che si separa molto più facilmente quando non ama più.
Siamo nell’epoca dei divorzi sale e pepe , e dei secondi o terzi matrimoni con donne più giovani.
L’uomo di oggi, soprattutto il metrosexual, cammina in bilico tra paure e integratori, tra fitness ad oltranza e pillole pro-erettile, per esorcizzare la paura di invecchiare.
È un uomo che non riesce ad ascoltare il proprio corpo, le mutazioni alle quali questo viene sottoposto. Non ha consapevolezza dei cambiamenti dati dal tempo che passa: li nega, li rifiuta, li sottostima.

Anni, uomo e sessualità. Qualche problematica

L’uomo in andropausa lamenta un possibile deficit erettivo, oppure, una sorta di vulnerabilità erettiva: un’erezione che non è più esattamente come quella di un tempo. Lamenta, inoltre, un allungamento dei tempi dell’eiaculazione, come se necessitasse di stimoli più intensi rispetto al passato.
Come sempre, c’è una differenza di genere tra uomo e donna, nell’affrontare il rapporto col tempo.
La donna che va incontro alla menopausa, è una donna consapevole, anche perché è senza mestruazioni, quindi, non più fertile. L’irregolarità prima, e la mancanza del ciclo mestruale dopo, sancisce l’inizio della menopausa.
L’uomo, dal canto suo, non ha segni chiari e visibili.
Esattamente come per il primo rapporto sessuale o l’inizio della pubertà, anche in questi casi, non ci sono segnali tangibili e quantizzabili.
Ricordiamo che la donna ha le mestruazioni, quindi, diventa grande, non le ha più, ed é in menopausa. Durante il primo rapporto sessuale avviene la deflorazione, nell’uomo non avviene nulla. Sono tutti rituali simbolici che sanciscono i riti di passaggio, che li facilitano e li rinforzano.
Tornando all’andropausa, l’uomo non ha dei segnali chiari e visibili di questa stagione della vita; non li riconosce, li sottostima perché li considera un attacco acuto alla potenza fallica, e non è abituato a effettuare visite preventive.
L’idea che l’uomo possa essere sempre fertile, fecondare a tutte le età, e diventare padre sempre, gli conferisce una sorta di delirio di onnipotenza, che lui trasla alla sfera della sessualità.

Tra zenzero e curcuma. Non tutte le andropause e sono uguali

Ci sono uomini e uomini. Stili di vita e stili di vita. Falsi miti e realtà scientifiche.
Un uomo, che durante la sua vita pregressa e attuale, è stato attento agli stili di vita, ha mangiato bene, non ha avuto oscillazioni ponderali marcate, ha praticato costantemente dello sport, non ha assunto droghe o alcolici, è un uomo che non è candidato a possibili patologie, a ipertensione, quindi, all’obbligatorietà a una terapia farmacologica con le ovvie ripercussioni sulla salute sessuale. E non è destinato all’inevitabile deflessione del testosterone.
Cambia il corpo, ma cambia anche la psiche.
L’uomo non è immune da cambiamenti estetici.
Anche l’uomo che va avanti negli anni può andare incontro a disturbi dell’umore, a irritabilità e disturbi del sonno, a spossatezza e perdita dei capelli, a deficit di memoria e ad ansia generalizzata.
Il sovrappeso, per esempio, può essere una conseguenza degli anni che avanzano, ma una deriva degli stili di vita inadeguati.
La moda di oggi obbliga alla ricerca dell’integratore per ogni problematica.
Dallo zenzero alla curcuma, sino ad arrivare ai più potenti antiossidanti che approdano dall’America nel tentativo di lenire la paura degli anni che passano.
Google, che tutto mostra ma nulla spiega, ci propina soluzioni magiche e onnipotenti senza alcuna diagnosi clinica, e senza clinico.

Elisir di lunga vita. Donne dell’est, donne giovani, e diventare padri da anziani

Una delle strategie abitualmente messa in pratica dall’uomo moderno per evitare di invecchiare, per esorcizzare la paura della malattia e della morte, è vivere una sessualità estrema. Intensa, ad alta gradazione erotica, senza deflessioni, qualitativamente e quantitativamente adeguata.
Una sessualità che possa ringiovanire corpo e psiche, autostima e narcisismo maschile. Le donne dell’est, belle, bionde e disponibili, rappresentano una sorta di panacea per tutti i mali.
Donne apparentemente accondiscendenti, sembrano essere molto attente alle esigenze emozionali e sessuali dell’uomo italiano, praticamente afrodisiache. Molto ricercate e apprezzate.
Un’altra strategia comunemente adottata dall’uomo di mezza età, è quella di relazionarsi con donne più giovani. Donne che possano regalargli l’illusoria sensazione che il tempo, per lui, non passa mai.
E per concludere, un’altra abitudine salva vita, soprattutto in questi ultimi anni, è quello di diventare genitori a qualunque età.
Una genitorialità in età avanzata conferisce una sorta di immunità rispetto agli anni che passano.
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita, unitamente ai farmaci pro erettivi, aiutano l’uomo a non sentire il peso dell’età, e i limiti da età che avanza.

Parola magica: testosterone

L’uomo, spaventato dagli anni che passano e che impolverano la sua risposta sessuale, teme che possa deflettersi il suo ormone preferito: il testosterone.
La salute sessuale – con le sue tre fasi: fase del desiderio, fase dell’eccitazione, fase dell’orgasmo – dipende da un’infinità di fattori, non soltanto da un dosaggio ormonale.
Corpo, psiche e coppia sono tre istanze che vanno assolutamente analizzate in maniera congiunta. Non possiamo analizzare esclusivamente un dosaggio ormonale, con uno sguardo miope al testosterone e alla prolattina, senza analizzare la psiche dell’uomo, la qualità della sua relazione di coppia, gli stili di vita, lo storico sessuale, l’eventuale presenza di patologie fisiche o psichiche, e l’eventuale presenza di problematiche relazionali.
Anticamente si pensava che il desiderio sessuale avesse una divergenza di genere.
Il desiderio sessuale femminile veniva considerato oggettuale: godeva quindi di buona salute soltanto se rivolto alla persona amata. Secondo questa idea, assolutamente insensata, una donna non innamorata, non avrebbe dovuto avere una vita sessuale. Il desiderio sessuale maschile veniva considerato pulsionale, ormone-dipendente.
Secondo questa teoria, non priva di fascino, ma priva di scientificità, ogni uomo, perché portatore sano di testosterone, dovrebbe avere delle erezioni frequenti e un desiderio sessuale alle stelle: in qualunque condizione, in qualunque situazione, con qualunque donna, in qualunque stato psichico.
Fortunatamente negli anni ci siamo resi conto che la salute del desiderio sessuale dipende da tutta una serie di variabili, assetto ormonale incluso, ma non soltanto quello.

Fare l’amore fa bene all’amore, ma l’amore fa bene al fare l’amore. Uomo, donna e coppia

Non tutte le coppie sono simmetriche. Non tutte le coppie sono formate da un uomo adulto e una donna giovane, o viceversa.
Esistono anche coppie che continuano a rimanere tali nel corso degli anni.
Così, ci ritroveremo una donna in menopausa e un uomo in andropausa, con una buona probabilità che il calo del desiderio dell’uno possa nutrire il calo del desiderio dell’altro, e viceversa.
Ecco perché diventa assolutamente indispensabile diagnosticare, curare, e abbracciare la coppia che si rivolge a noi clinici, in maniera poliedrica e sfaccettata, senza trascurare nessun dettaglio.
Diventa assolutamente indispensabile un lavoro svolto in team di professionisti: andrologo per l’uomo, ginecologo per la donna, sessuologo clinico per la coppia.
Perché l’amore allunga la vita e migliora la qualità di vita.