Delusione terminale

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“Non c’è profonda delusione se non c’è profondo amore”
M.L. King

Talvolta gli amori muoiono e deludono.
È chi lo avrebbe mai detto?
Ed invece? Accade.
La delusione, prima o poi, colpisce tutti e rade al suolo la muraglia della fiducia, della stima, del legame.
Può accadere a tutti noi, nessuno è escluso dalla delusione.

La delusione, dove, come e quando

Ci sarà capitato tante volte di sentirci delusi.
Da un compagno di classe dell’asilo.
Dalla merenda preparata dalla nonna.
Dal primo grande dolore della vita.
Da una giornata di pioggia che stravolge i nostri piani domenicali.
Da un compleanno evaso, o da un regalo mai ricevuto.
Da chi pensavamo fosse diverso dal branco.
Da chi amavamo davvero.
La delusione fa parte della vita.
Niente infatti, ferisce ed avvelena, quanto la delusione.
La delusione arriva sempre dopo, e sempre senza preavviso.
Viene sempre preceduta da un forte desiderio, da un’illusione, da una speranza.
La delusione equivale al mettere un bicchiere su una candela, la sua fiamma si spegnerà per mancanza d’ossigeno.
Ecco, ci sentiamo così.
Spenti.
Irreversibilmente spenti.
È difficile imboccare la strada di ritorno dalla delusione, e credere ancora in quello che un tempo aveva un valore per noi.
Gli eventi corrodono l’immaginario e danneggiano i sogni.
Quando subisci un torto, una delusione, ti senti ingiustamente ingannato, umiliato.
Ti senti orfano della giustizia che meritavi, e vittima d’un fallimento che non meritavi.
Ti senti anche offeso, ridicolizzato, tradito.
Tradito anche dal tuo stesso esame di realtà: avresti potuto vedere, capire, immaginare.
Ti saresti potuta difendere, avresti potuto cambiare traiettoria, fare altro, andare altrove.
Ed invece?
Hai voluto toccare il fondo in modo che la vita, e gli eventi, ti smentissero senza pietà.
La sofferenza postuma è atroce, così come il dolore dell’anima.

Il dolore dell’anima spesso, viene sottostimato.
Mistificato.
Negato.
Come se per una delusione d’amore non si potesse stare male esattamente come per una malattia terminale.
La morte di un amore è come la morte d’una persona cara.
Ti strazia interiormente, ti ferisce e ti fa sprofondare in un baratro senza fine.
Un baratro di disperazione, di attesa, di rivisitazione del passato e di cupa angoscia.

Amore, illusioni e delusioni

“Non mi manca quello che mostravi di essere, mi manca quello che pensavo tu fossi”.
Alda Merini

Ogni delusione ha le sue tinte, come una tela di un pittore.
C’è quella che ci travolge e stravolge, come un temporale estivo.
A tinte forti.
C’è quella che cammina sotto traccia, della quale ci rendiamo conto solo dopo.
Molto dopo.
Fanno tutte un gran male e feriscono davvero profondamente.
Ci sono poi, i ricordi, quelli che non danno tregua, che infliggono con la loro presenza duri attacchi all’oblio.
Talvolta i ricordi diventano profughi, senza patria, né pace.
Si comportano in maniera atipica, si trasformano, cambiano veste, per sopravvivere a loro stessi.
L’intensità della delusione dipende inoltre da due fattori: dall’importanza di ciò che viene atteso – un amore, una decisone, un divorzio, un figlio, da altro -, e dal tempo che si passa ad attendere.

Testimonianza

Cara Dottoressa,
le scrivo perché dopo aver letto questo suo scritto, ho fatto da sola la mia diagnosi: “delusione terminale”, esattamente come la chiama Lei.
Ho tutti i sintomi, ed un amaro in bocca che il tempo non stempera.
Sono stata l’Amante – mi scusi lo scrivo con la A maiuscola, perché era un amore con la A maiuscola, almeno così credevo – di un uomo sposato.
Si, lo so, lei penserà che una storia come tante, come tutte.
Io invece, pensavo non lo fosse.
Siamo infelicemente sposati entrambi, ma io, per amore di mia figlia, non ho avuto il coraggio di separarmi, anche perché nemmeno lui lo avrebbe voluto.
Non ho più avuto rapporti sessuali con mio marito, ne intimità, ne dialogo.
Ed in cuor mio pensavo che così fosse anche per lui – ma ho sempre avuto mille dubbi – sapendo che per un uomo è davvero difficile, e sapendo che sua moglie non è proprio buona e cara come mio marito.
Ci siamo amati perdutamente per cinque anni, ma gli ultimi due abbiamo litigato senza sosta.
Lui era geloso, morboso, possessivo, ed io ero diventata peggio di lui.
Un vero inferno.
Seguivano in ordine: mal di pancia, insonnia, agitazione e tutte le malattie del mondo, separazioni e riconciliazioni.
Fino a giugno.
A giugno, era davvero tutto organizzato, e lui, con la sua diffidenza, capacità di manipolazione e strategie comportamentali ha fatto esplodere una lite incredibile, con ripercussioni sulla mia famiglia.
Ho pensato che lo avesse fatto apposta, che non mi volesse più, che non avesse voglia di vedermi, insomma mi sono fatta davvero tanto male.
Il dopo, almeno il mio dopo, è un deserto inconsolabile.
Mi sento vuota, svuotata, triste e depressa.
Forse avrei dovuto avere il coraggio di troncare già da tempo, ma a me manca da morire.
Ecco, cara Dottoressa, ho vissuto una delusione terminale.
Scusi se mi sono dilungata…
Emma

Cara Emma,
pubblico la sua email per intero, cancellando solo qualche passaggio per tutelare la sua privacy, in modo da non modificare il suo racconto e la sofferenza atroce che contiene.
Purtroppo questi amori, anche se con la A maiuscola, sono amori asimmetrici, e spesso letali.
Portatori sani di grandi emozioni, ma altrettante delusioni.
Un abbraccio, e si prenda cura di sé.

By | 2017-10-30T11:43:06+00:00 23 ottobre, 2017|Categories: Psicologia|Tags: , |

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