L’immaginario erotico, questo sconosciuto

//L’immaginario erotico, questo sconosciuto
  • Immaginario erotico

L’immaginario erotico esiste e spaventa.
Sembra essere l’isola che non c’è.
Luogo astratto ma concretamente correlato alla sessualità.
Teatro privato del quale è difficile occuparsene.

“Il sesso non prospera nella monotonia.
Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo non ci sono sorprese a letto”.
Anais Nin

Quando si trattano argomentazioni spinose e scarsamente investigabili come l’immaginario erotico, la prima domanda che viene rivolta a noi clinici è relativa alla normalità dell’immaginario, dei suoi possibili contenuti e utilizzi.
Riporto alcune delle domande più ridondanti che i pazienti mi partecipano durante le consultazioni:

  • Avere delle fantasie perverse durante un rapporto sessuale è sano, ludico?
  • Mi devo considerare normale?
  • Affetto da qualche patologia?
  • Fantasticare di sessualità è pericoloso per la salute della mia coppia?
  • La presenza di fantasie erotiche rivela un nucleo parafilico?
  • Le fantasie rappresentano un surrogato – una sorta di sostituto consolatorio – dell’intimità, o nutrono l’intimità durante i momenti di difficoltà e di noia coniugale?
  • La mia fantasia preferita può rappresentare un ausilio durante il rapporto sessuale?
  • L’immaginario viene considerato un tradimento?
  • Un sostituto?
  • Bisogna averne paura?
  • Ascoltarlo? Investigarlo? Censurarlo?

Insomma, la confusione regna sovrana.

Immaginario erotico versus pornografia

Uno degli errori più frequenti è quello di interpretare la complessa sfera della sessualità come se fosse caratterizzata da uno schema lineare, intrappolata in un atto unico mirato al rapporto coitale e al raggiungimento dell’orgasmo, glissando sulla dimensione dell’erotismo e dell’immaginario.
L’immaginario erotico cambia da persona a persona, da uomo a donna, da adolescente ad anziano, e da storia di vita a storia di vita.
L’immaginario collettivo dei giovani, per esempio, è spesso ipoevoluto perché sostituito quasi del tutto dalla pornografia.
Le immagini prendono il posto del mondo interno e la compulsione mirata al raggiungimento del piacere si sostituisce all’attesa ed alla fantasia.
I giovani interpretano la loro sessualità come esuberante, quantitativamente appagante – i parametri a cui fanno riferimento sono la durata del coito ed il numero di rapporti sessuali -, con un unico modello di riferimento: la filmografia del porno.
I film porno, quasi tutti, non hanno una trama, sono scorporati dalla dimensione del gioco erotico, della seduzione e del nutrimento dell’immaginario, il tutto a favore di immagini forti con un alto impatto sull’eccitazione, ma non sul desiderio.

Come si analizza l’immaginario erotico del paziente. Il paziente e le sue fantasie

La sessualità è correlata, che ci piaccia o meno, alla sfera delle emozioni e delle fantasie.
Mi trovo spesso ad ascoltare e contenere giovani e meno giovani, uomini o donne, single o coniugati, profondamente spaventati dal dover fare i conti con il loro immaginario erotico.
Molti pazienti mi raccontano della loro sessualità come se fosse un esercizio ginnico: monitorato, osservato, valutato quantitativamente e con modalità di verifica.
Questa è una modalità estremamente ansiogene che lasciano poco spazio al nutrimento delle fantasie e, che sfocia, poi, in possibili disfunzioni sessuali.

Il ruolo dell’immaginario erotico sulla sessualità

Cercare di carpire e di investigare l’immaginario erotico è un compito davvero arduo, sia per pazienti che per clinici.
L’utilizzo, o meno, delle fantasie può correlare con una buona salute sessuale ed anche con una sessualità sopita.
Una conflittualità tra un immaginario erotico ingombrante per il paziente, o non accettato e reso conscio – per esempio un quadro di omosessualità latente, o un nucleo parafilico, o fobico -, può entrare in conflitto con l’agito sessuale e sabotarlo.
Molti casi di deficit erettivo con etiologia chiaramente psicogena, sono, talvolta, da ricondursi ad una conflittualità tra i contenuti delle fantasie e la sessualità di coppia.
In alcuni casi il paziente è talmente rapito dal suo immaginario che gli risulta difficile, se non impossibile, venir fuori dallo schema ripetitivo ed ossessivo della sua fantasia.
Rimane in gabbia, ammanettato alla sua fantasia, e non riesce a transitare dalla dimensione autoerotica alla dimensione del piacere condiviso.

L’anamnesi dell’immaginario erotico

Questa è una tappa molto delicata del colloquio sessuologico, deve essere effettuata con tatto e cautela, con garbo ed empatia, con un atteggiamento mentale non giudicante, qualunque contenuto abbia.
Uno sguardo vigile viene rivolto alla storia clinica, emozionale, relazionale e sessuale del paziente, vengono raccolte più informazioni possibili – rispettando i tempi del paziente in terapia – sulle prime esperienze erotiche e sui fantasmi che queste hanno potuto generare.

Una seconda tappa anamnestica

La seconda tappa investiga la natura del fantasma preferito, i fantasmi eccitatori pre-orgasmici ed orgasmici, le sensazioni associate – rabbia o frustrazione, ostilità o tenerezza, dominio o sottomissione, umiliazione e tanto altro – e il grado di implicazione della persona nei propri scenari fantasmatici.
È opportuno ai fini terapeutici conoscere i “contro investimenti fantasmatici”, i fantasmi che possono avere un valore anti-erogeno o ansiogeno, per conoscere a fondo il modus operandi della psiche del paziente durante la sua sessualità.

Fantasie erotiche e salute sessuale

I pazienti giungono in studio spaventati dai contenuti del loro immaginario erotico.
Immaginano, così, di essere omosessuali o bisessuali, di non provare abbastanza eccitazione rispetto a quanto, secondo loro, ne avrebbero dovuto provare in alcune situazioni o condizioni, di durare troppo o troppo poco, e così via.
Mi interrogano sulla correlazione tra fantasie sessuali e possibili comportamenti a rischio deriva sessuale.

  • Se guardo due donne, sono omosessuale?
  • Se amo il sesso di gruppo, sarò troppo audace?
  • Se amo il sesso estremo, sono aggressivo?
  • Se provo eccitazione per il bondage, sono perverso o parafilico?

La fantasia rappresenta una preziosa risorsa immaginativa, coltivata individualmente o all’interno della coppia, produce una spezia di fondamentale importanza per l’erotismo e regala la capacità di andare ovunque.
Una coppia con un buon livello di empatia ed empatia sessuale può condividere lo scenario fantasmatico e promuoverlo a gioco di coppia, arricchirlo con un processo di condivisione sotto le lenzuola trasferendo la sessualità nella stanza dei giochi.
Il maggiore afrodisiaco è senza ombra di dubbio la mente: luogo simbolico deputato alla produzione ideica di immagini e di contenuti.
Le immagini che vengono dipinte grazie all’utilizzo dell’immaginario saranno dei pezzi unici, non omologabili a quelle di nessun altro.
Immagini che, se conosciute ed accettate dal paziente, orientano verso la scelta di un partner compatibile per patrimonio fantasmatico.
La scelta del partner non dipende soltanto dall’attrazione fisica o mentale, ma da tantissimo altro.
Molti partners, infatti, senza che se ne rendano conto, si scelgono in funzione del loro immaginario, come se venissero guidati da una sorta di radar inconscio.
La fantasia condivisa, colludente, oppure, in sintonia o sincronia, a seconda del grado di eroticità e conoscenza da parte dei protagonisti di quell’amore, diventa il teatro privato del loro incontro.

Il test dell’autoerotismo

La sessualità non si coniuga soltanto con il benessere e la spensieratezza sessuale, ma con la possibile presenza di disfunzioni sessuali.
In situazioni d’ansia, per esempio, l’immaginario erotico e l’autoerotismo vengono utilizzati a scopo di verificare e di monitorare la risposta sessuale, il normale sviluppo psico-sessuale ed il contenuto dell’immaginario erotico.

Immaginario erotico ed omertà

Affrontare il tema dell’immaginario è complesso e difficoltoso, soprattutto perché viene ammantato da un velo di vergogna ed omertà.
Il fantasma erotico non si lascia conoscere facilmente: scappa, si difende, si traveste da altro da sé.
Molti pazienti, infatti, utilizzano l’immaginario come se fosse un test per comprendere se sono omosessuali o con possibili disfunzioni sessuali, etero o audaci, tristi o perversi.
E ancora, praticano l’autoerotismo per comprendere -immaginando una scena o un’altra -, se la loro erezione è valida, sufficientemente valida, parziale o non adeguata al coito.
Accade molto spesso che i pazienti difendano  il loro teatro privato da intrusioni esterne, spostando l’attenzione esclusivamente sulle loro condotte sessuali scorporate dall’universo fantasmatico interiore.

Perché funziona l’immaginario erotico

L’immaginario indossa i panni di un uragano estivo, coinvolge, travolge e stravolge.
Con le sue onde anomale trasporta detriti dal mare alla sabbia, e dalla sabbia al mare.
Grazie al suo utilizzo alcuni pazienti anorgasmici raggiungono le terre del piacere ed imparano a spostare la loro attenzione dal controllo al lasciarsi andare ai flutti dell’emozione.
La forza dell’immaginario erotico è data, essenzialmente, dall’impossibilità di metterlo davvero in pratica.
Le fantasie non conoscono regole, morali o etiche, fruiscono dell’assenza di censura e fluiscono liberamente nella mente del singolo e nel talamo della coppia.
Sono avvolte da un grande potere eccitatorio ed euforizzante; monitorarle, estrapolarle dal sentire sessuale ed adoperarle per verificare l’orientamento sessuale – come spesso accade – è vano, falso e nocivo.

Immaginario erotico e lavoro sessuologico

L’immaginario erotico non rimane chiuso fuori dalla stanza di consulenza o di terapia, la sua partecipazione è ben accetta, se non indispensabile.
Noi sessuologi clinici lavoriamo con l’immaginario dei nostri pazienti, li invitiamo a non avere paura dei loro possibili contenuti audaci, li aiutiamo ad esplorarlo e ad entrare in sintonia con lui.
Da soli, o in coppia.
Un buon utilizzo dell’immaginario erotico, consapevole e non sostitutivo di necessità celate, diventa la strada maestra per accedere al piacere, soprattutto se trattasi di un piacere difficoltoso o disfunzionale.
In terapia, il paziente, impara ad utilizzare strategicamente le fantasie durante le più svariate difficoltà sessuologiche – nei casi di deficit erettivo, di anorgasmia/eiaculazione ritardata , o anorgasmia coitale femminile, ovvero, la mancanza  di orgasmo della donna, senza averne paura.

Immaginario e paure

All’interno di un rapporto di coppia, nel rispetto dei desideri, limiti e stili di sessualità di entrambi i protagonisti della coppia, non vi è nulla di illecito o di immorale, tantomeno addentrasi con la fantasie in altre terre inesplorate.
Nessun immaginario, anche il più audace, rappresenta un tradimento codificato.

C’è differenza tra l’immaginario femminile e quello maschile?

Assolutamente si.
Anticamente si credeva che le donne non potessero produrre fantasie erotiche, e che eventuali contenuti fantasmatici fossero esclusivamente di natura emozionale e sentimentale.
In realtà, è difficile investigare l’immaginario erotico, soprattutto, per quella dimensione di segretezza, riservatezza e pudore che ne ammanta la possibile conoscenza.

L’immaginario femminile

Nella maggior parte dei casi, è ben rappresentato dai seguenti contenuti: esibizionismo e narcisismo – elementi correlati alla dimensione del desiderio e dell’eccitazione femminile -, elementi di sudditanza affettiva-sessuale e di sottomissione, un’alternanza di giochi di ruoli che conferiscono alla donna una dimensione di libertà sessuale e relazionale.
L’aspetto dei preliminari, a differenza dell’immaginario maschile correlato alla genialità e penetratività dell’atto sessuale, è sempre molto presente, in perfetta sintonia con i meccanismi psico-fisici correlati alla sessualità femminile.

L’immaginario maschile

Viene, invece, caratterizzato da una dimensione di potere sessuale, fantasie di sesso a tre, elementi di voyeurismo, di dominanza sessuale e di presenza scenica sotto le lenzuola, seguiti sempre il bisogno di protagonismo e dimensione fallica della sessualità; elementi che si alleano con i due falsi miti relativi alla sessualità maschile: durata del rapporto sessuale e dimensione dei genitali maschili.
Un immaginario che scinde nettamente la sessualità dall’affettività.

Immaginario, coppia e teatro privato

All’interno del palcoscenico emozionale che le coppie strutturano di volta in volta, l’andare altrove con l’immaginazione ai fini di un’amplificazione del piacere sessuale, non rappresenta la concretizzazione di un possibile tradimento, ma la possibilità di sperimentare sensazioni ad alta gradazione erotica senza la remota possibilità che queste diventino realtà.
Da dove nasce l’immaginario erotico?
Da cosa dipende?
L’immaginario erotico inizia a strutturarsi sin da bambini, così, la sua comprensione ci riporta a visitare le terre dell’infanzia del protagonista di quella fantasia.
Lo scenario fantasmatico dipende dalla propria ed unica archeologia del desiderio.
Parte dall’infanzia e dall’adolescenza, dall’educazione – o non educazione emozionale – ricevuta, dell’influenza della religione sulla strutturazione della sessualità, dagli incontri sessuali, dal mondo interiore dell’individuo.
Una coppia con un buon livello di sintonia ed empatia sessuale può condividere lo scenario fantasmatico, arricchirlo con un processo di condivisione sotto le lenzuola, giocare con lui, senza percepirlo come una minaccia.
Grazie a queste strategia la sessualità verrà prontamente trasferita nella stanza dei giochi.
Concludo citando una frase del notissimo psico-sessuologo americano, John Money.

“Il più potente organo sessuale non è tra le gambe ma tra le orecchie, cioè la nostra mente”.

By |2018-10-05T17:41:14+00:0017 settembre, 2018|Categories: Psicologia|

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