Sesso e cibo: i cibi afrodisiaci tra leggende metropolitane e realtà

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  • Cibi afrodisiaci

Sensuale e colorato.
Morbido, consolatorio, sostitutivo.
Avvolgente e stimolante.
Simbolico ed accattivante.
Erotico e seduttivo.
Regressivo ed evocativo.
Ecco a voi: il cibo.

“Gli afrodisiaci sono il ponte gettato tra gola e lussuria”.
Isabelle Allende

Il cibo, esattamente come il sesso, stimola i cinque sensi, l’immaginario e la mente.
Viene guardato, annusato, toccato, immaginato ed anticipato con la fantasia, ed infine, mangiato.
Afrodite, la dea dell’amore, ha romanticamente ispirato il bisogno da parte dell’uomo di ricercare sostanze “magiche” ed onnipotenti, in grado di superare in una prima fase la soglia della coscienza, ed attivare poi, desideri sessuali sopiti, rimossi o censurati.
Una spezia, un profumo, un cibo talmente irruente, potente e prepotente, che fosse in grado di oltrepassare ogni censura cosciente.
Già nell’antichità, svariati popoli hanno lavorato a lungo sulla preparazione di “pozioni magiche e filtri d’amore“.
Ricette per sedurre, per incantare ed irretire il partner amato e desiderato, per migliorare le proprie ars amatorie, e le proprie prestazioni sessuali, senza mai dimenticare il presunto potere che questi filtri avrebbero dovuto avere sulla fertilità.
La radice di mandragola per scempio, veniva adoperata nella stregoneria come una sorta di Viagra dei nostri giorni.
Anche i genitali di alcuni animali – come l’asino, il cervo ed il lupo, insomma, tutti animali selvatici -, venivano considerati strategici e davvero propiziatori sotto le lenzuola, forse perché evocavano la potenza correlata al “selvatico”; quasi a simboleggiare il recupero della nostra “parte più primitiva ed animalesca“, andata smarrita con la civilizzazione.

Qualche riflessione sui cibi afrodisiaci

Da dove nasce il rapporto con il cibo?

Per analizzare il rapporto con il cibo, dobbiamo partire da molto lontano: dalle terre dell’infanzia.
Il primo incontro che il bambino appena nato ha con il mondo, è tramite il seno della madre.
Un seno rassicurante che fornisce un nutrimento importante da cui deriva la sua sopravvivenza, ed anche altamente simbolico, del corpo e dell’anima.

L’oralità del bambino è infatti, la prima forma di conoscenza del mondo.

Tramite la suzione e l’appagamento che ne deriva, tramite il profumo regressivo del latte e del seno che allatta, il neonato si rasserena e si consola, lenisce le sue paure e transita dolcemente tra le braccia di Morfeo.
Il rapporto con il cibo ed il suo significato simbolico, rimarrà così “intenso” anche dopo, con il passare degli anni, quando questo bambino diventerà grande.
Il cibo non è soltanto nutrimento del corpo, ma anche nutrimento dell’anima.

Esiste un filo rosso che lega amore, cibo e sesso

I due bisogni dell’umanità – amore-sesso e cibo – sono talmente collegati tra di loro, da essere, a volte, l’uno il sostituto dell’altro.
Il cibo diventa spesso, un mezzo per lenire le pene d’amore, una compagnia per una sera d’inverno e di solitudine, ed ancora, un Amante passionale, un genitore che contiene, un utero caldo nel quale rintanarsi.
Insomma, il cibo, a seconda delle svariate fasi della vita, assume significati diversi, ben diversi dal semplice nutrimento fisico.

Esistono davvero i cibi afrodisiaci?

Il ruolo delle bollicine sotto le lenzuola

Se per afrodisiaco sì intende una sorta di sostanza dopante e disinibente, in grado di slatentizzare istinti sopiti, la risposta è assolutamente no.
Possiamo infatti affermare che non esiste nulla di simile, niente di magico, e niente di squisitamente afrodisiaco.
Alcuni cibi invece, come quelli piccanti e speziati, profumati e dal significato evocativo o dalle “fantasie erotizzanti” , possono essere strettamente legati al concetto di intimità, ed al ricordo dell’intimità.
Per cibo “afrodisiaco” si intende quindi, quel cibo che per forma e consistenza, per simbolismo, odore e sapore evoca la rarità, l’unicità, il “profumo dell’intimità”.
Le famigerate bollicine, per esempio, sembrano essere correlate ad Eros e cibo.

  • Le bollicine sono davvero così afrodisiache?
  • Così disinibenti?
  • Sono davvero il famigerato alibi per oltrepassare ogni limite?
  • Per tradire?
  • Per lasciarsi andare tra le braccia dello sconosciuto?
  • Per deresponsabilizzarsi?
  • E, per far finta, di non ricordare nulla dopo?

L’argomento è decisamente controverso e, soprattutto, la dose di alcol va dosata con cautela per evitare spiacevoli disguidi sotto le lenzuola, soprattutto nell’uomo, come il deficit erettivo e l’eiaculazione precoce.
Il vino però, se assunto con moderazione è un vero e proprio disinibitore, un vaso dilatatore e predispone l’animo umano alla “dimensione del piacere”, della condivisione, della convivialità.

Coppia, eros e cibo

L’accostamento tra sesso e cibo, tra il piacere di mangiare e quello di fare l’amore sembra essere un’affinità elettiva di antichissime origini, e continua ad essere essere uno dei binomi preferiti della seduzione.
La gratificazione orale nell’adulto è un elemento di fondamentale importanza e passa anche dalla tavola, soprattutto se ben imbandita.
Indubbiamente la dimensione del piacere – orale e sessuale – parte da lontano ed i sensi rappresentano la strada maestra che conduce poi al suo raggiungimento.
L’olfatto ci accarezza con l’inebriante ed evocativo profumo di cannella, o con l’intenso profumo dei chiodi di garofano, fragranze che ricordano profumi d’amore e di erotismo.
Il cibo, come l’erotismo, entra dagli occhi, e può essere un buon complemento alla visione del corpo desiderato, accendendo il desiderio sessuale.

Solitamente, passeggiando per i giardini della memoria, i nostri ricordi – quasi tutti – sono associati ai sensi.

Per Isabelle Allende – autrice del libro Afrodita – anche “nel cibo il linguaggio è afrodisiaco”, infatti commentare un piatto o un sapore è uno stimolo per tutti i sensi.
L’udito per esempio, rappresenta il miglior afrodisiaco per una donna.
In effetti, quando ci capita di leggere le critiche eno-gastronomiche veniamo rapiti dalle parole e dagli accostamenti, tremendamente evocativi ed allusivi, tra Eros e cibo.

Il tatto e il gusto sono infine, i punti cardine dell’erotismo gastronomico o della gastronomia erotica, rappresentando il perfetto connubio tra il piacere di gustare e quello di toccare.
Spesso, inoltre, come spesso accade, il corteggiamento nasce a tavola.
L’atmosfera curata, ricercata e romantica gioca un ruolo essenziale, in grado di trasformare anche una semplice cena in una “portata seducente”.
Argenteria, candelabri, bollicine e calici, sono gli ingredienti per una serata all’insegna del l’eros e del cibo.
La tavola può essere una buona “stazione di partenza e di transito” per altre mete del piacere e può tranquillamente essere un vero “preliminare d’amore”.

Il cibo come preliminare d’amore. L’amore nasce in cucina

Cucinare per chi amiamo significa dedicare spazio e tempo simbolico e di qualità al partner.
La cucina è il tempio dei piaceri e dei sensi, ed è l’anticamera del “piacere dei sensi”.
La ricerca di un cibo pregiato, raro, cucinato con amore e pazienza, oppure il cucinare insieme al partner, potrebbe far parte di un vero “preliminare d’amore“.
Odorare il cibo, toccarlo, trasformarlo – quindi cucinarlo -, attendere che sia cotto a puntino potrebbe essere un “rituale afrodisiaco” per la coppia che decide di affrontare questo viaggio sensoriale, olfattivo e gustativo.

Il ruolo del cervello

Esiste davvero una stretta correlazione tra cibo ed Eros?

L’effetto afrodisiaco, sembra essere legato più alle modalità con cui il cibo viene consumato – l’atmosfera, l’intimità, la location curata e ricercata, le candele accese ed i calici d’argento – che ad un processo chimico che dovrebbe, magicamente avvenire, nel nostro organismo.
Il cervello poi, è indubbiamente la zona più erogena che abbiamo.
La maggior parte degli afrodisiaci non agisce tanto sul corpo, ma sul cervello, con una sorta di “eccitante effetto placebo”.

Cibi e desiderio sessuale: quale associazione, e quale utilizzo

Le spezie come il peperoncino, la noce moscata, il pepe, lo zenzero, i chiodi di garofano – considerati uno dei più potenti afrodisiaci naturali, proibiti infatti alle suore di svariati ordini, per arginare l’autoerotismo – la cannella, lo zafferano, ed ovviamente il cioccolato.
Il peperoncino, oltre che per il suo colore rosso e per la sua lucentezza, è un validissimo vasodilatatore, che serve a favorire la circolazione sanguigna, soprattutto ai genitali.
Fragranze speziate che evocano terre lontane e che inebriano con le loro intense profumazioni.
Ed ovviamente il tartufo.
Nel tartufo sono stati individuati composti di tipo steroideo ed anche ormoni del tutto simili a quelle sessuali.
Il miele per esempio, detto per l’appunto Nettare di Afrodite, è il frutto dell’anima dei fiori e del lavoro delle api, serviva per addolcire le pietanze e la vita, presente sulla tavola ancora prima della scoperta dello zucchero.
Il miele è un alimento che evoca intimità e dolcezza.
Il miele stimola inoltre, la produzione degli ormoni sessuali, può anche essere adoperato per momenti intimi e fantasiosi.

Conclusioni

Il rapporto con il cibo è quindi, un viaggio senza carta geografica, senza meta, una navigazione a vista o a naso, attraverso le regioni della “memoria sensuale e sensoriale”, attraverso la memoria olfattiva, strettamente legata ai nostri ricordi più cari e preziosi.
È un luogo dove i confini tra l’amore e l’appetito, a volte, sono talmente labili da confondersi completamente.

Concludo affermando che l’unico afrodisiaco davvero infallibile è l’Amore.

By | 2017-02-15T19:20:31+00:00 1 febbraio, 2017|Categories: Psicologia|Tags: , |

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