Essere donna è tanto affascinante quanto faticoso. Una donna nasce e cresce facendo la gimcana tra verità del cuore e stereotipi. Tra passione e ragione. Tra si deve e si può. Tra ciò che è maschile e ciò che è femminile.
Cresce, si innamora, ama, inciampa, deraglia, soffre, perdona. Tiene e contiene in grembo una vita, la nutre, la partorisce. Si occupa della sua famiglia. Accudisce, cura, non si risparmia mai.
Una donna non è mai una, non potrebbe e non basterebbe nemmeno a sé stessa: è tante donne insieme. È mamma e figlia, amante e moglie, lavoratrice e casalinga. Libera e schiava.
Può fare tutto e il contrario di tutto. Cadere e rialzarsi. Superare un ostacolo e trasformarlo in dono. Ricucire uno strappo e farlo diventare un’opera di alta sartoria. Reinventarsi dopo un lutto, un danno, un abbandono o un abbraccio. Può incontrare la violenza, la mancanza di cure, l’ignavia, il non amore; può anche amare e decidere di vivere il sentimento provato senza riserve ma non senza paure.
Tra coraggio e paura, quando una donna fa entrare l’altro nel suo mondo interno viene guidata da una sorta di lumicino inconscio chiamato empatia, telepatia, magia, inconscio a lavoro, infanzia rattoppata. È ben conscia di incontrare emozioni e minacce. Vette e abissi. Dossi e rallentatori. Ma nonostante ciò abbassa le difese. Si fida e talvolta si affida.
Socchiude la porta della bolla prossemica sapientemente costruita nel tempo, inizia un cammino fatto di tanti adesso.
Poi, d’un tratto, o lentamente e in silenzio, può accedere che incontri la delusione, l’amarezza, l’inganno, e che l’altro diventi un dispensatore di sofferenza e dubbi.
Può anche accadere che durante il suo cammino affettivo incontri un incantatore di serpenti – un narcisista – e smarrisca sé stessa nel legame d’amore. Il dopo non sarà mai più uguale al prima.
Il prezzo da pagare per così tanta intensità ruolo-correlata è quasi sempre la solitudine.
Di solitudine ce ne sono di tanti tipi e di tante gradazioni.
Quella peggiore è la solitudine che prova chi vive falsamente in coppia. Poi c’è quella scelta come modus vivendi. Quella difensiva, subita, per evitare che il fuori inquini il dentro. Quella ardentemente desiderata. Quella fertile.
La solitudine delle donne è un sentimento rumoroso, talvolta dolorosa, averne rispetto e cura diventa un gesto di anticonformismo sentimentale.

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