San Valentino, tra fornelli e lenzuola

San Valentino tra fornelli e lenzuola

Cosa c’è di più peccaminoso e intrigante del cucinare per chi si ama o si vuol sedurre? La febbricitante attesa che accompagna la programmazione della cena.

E cosa c’è di più intrigante di un sapore? Un odore.

L’anticipazione di quello che verrà. Nel piatto e tra le lenzuola. L’attesa, anche di una pietanza, rimane il più potente amplificatore del desiderio e per chi la sa frequentare è essa stessa piacere. Occuparsi del piacere del palato e dei sensi incarna un rituale lento, fatto di spezie e di vino, che accompagna la tavola (e le lenzuola) per il giorno più romantico di sempre: San Valentino. L’erotismo parte da lontano: dalla scelta della ricetta, dalla lentezza e dalla cura con cui si scelgono gli ingredienti, da come si miscelano tra di loro, da quella spolverata di trasgressione che si mette in ogni dove e dall’amore che si utilizza come ingrediente segreto. Dal “pensare il pensiero”, come diceva Bion, psicoanalista britannico. Dal creare quello spazio interno accogliente e stabile per quel gesto, quel rituale, quella ricorrenza, quella ricetta. Lo spazio per l’altro.

Tra i rituali culinari e amorosi c’è una lunga storia d’amore

Eros e cibo sono strettamente legati tra di loro, e i preliminari dell’uno ricordano i preliminari dell’altro. I cibi che diventano una cena intima vengono scelti con scrupolosa cura. Si guardano, si odorano, si toccano con curiosità e avidità per verificarne la giusta maturazione, e infine si acquistano. La scelta degli ingredienti per preparare quella pietanza o quell’altra segue un itinerario lungo ed emozionante che dal bancone del supermercato o mercato li porta sulla tavola di San Valentino.

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Inizia un rituale d’amore che ricorda l’intimità. Le materie prime vengono adagiate sul piano da lavoro, riposte con garbo, studiate e amorevolmente preparate per diventare pietanza dal senso compiuto.

Nettari esotici e floreali, bouquet di spezie, cibi molli o da grattugiare, un intrigo di manualità e creatività che riaccende memorie dimenticate e sensi.

Nuovi sapori per nuove emozioni. Non è possibile separare l’erotismo dal cibo, e in fondo non c’è nessun buon motivo per farlo. Per le coppie che si amano e si desiderano godere di entrambi diventa un gioco erotico che nutre la curiosità e la passione. 

Cosa c’è di più intrigante di un sapore? Un odore

L’anticipazione di quello che verrà. Nel piatto così come tra le lenzuola.

Quando si consolida il legame tra il cacao, la vaniglia e il caffè, una sorta di brivido inedito attraverso la schiena del partner che ha indossato per amore gli abiti da provetto cuoco. Il piccolo chimico si muove con destrezza o goffaggine tra i fornelli, mosso dal sacro fuoco della passione, con l’intento di stupire e di incantare.

Quella scia profumata e speziata che evapora lentamente dalla pentola si trasforma in un reticolo misterioso all’interno del quale cammina il desiderio sessuale. La coppia usufruisce del potere emozionale delle fragranze che trasporta in quella dimensione  magica e un po’ mistica dove i sensi si risvegliano e la regressione ipnotica si concretizza.

Eros all’insegna della polisensorialità

Per mettere in salvo l’erotismo e per non consegnarlo alla noia e all’usura del tempo che passa bisogna nutrito e reinventarlo ogni giorno. Il tecnicismo sessuale, alla lunga, si spoglia di furore e trasforma la sessualità da eroticamente interessante a squisitamente circense. L’eros che profuma di spezie e di vino, vissuto all’insegna della polisensorialità, inebria la molteplicità dei sensi. Un dito intinto nel cioccolato fuso e portato peccaminosamente tra le labbra evoca lussuria e passione, stimola la vista, l’olfatto, il gusto e il tatto, e ovviamente l’eros.

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L’universo sensoriale ruota attorno al cibo, lo trasforma in fonte di ispirazione che da vita a una nuova intimità, meno ortodossa e noiosa, più peccaminosa e in agrodolce.

Slow food, slow sex

Oggi le coppie lo preferiscono slow.

Un’esperienza polisensoriale che coinvolge tutti i sensi, da vivere con lentezza, pazienza e curiosità è da preferirsi a una sessualità bulimica e frettolosa. Limitarsi a stimolare e incuriosire la vista, il senso più impertinente e invadente che ci sia, a tavola come a letto, è diventato ordinario e scontato.

Il contatto pelle a pelle, labbra a cucchiaio, il richiamo di un odore o gusto inusuale o d’infanzia, trascina in luoghi della memoria sepolti o inediti, ancora da colonizzare (e non c’è nulla di più eccitante del fare una cosa per la prima volta con la persona amata, anche assaggiare un cibo). Più si stimolano i sensi, tutti, più l’intimità e l’esperienza gustativa diventano divertenti e coinvolgenti.

Ecco che avviene il rapimento emotivo, meta di quel viaggio emozionale fatto di piccoli passi, di una gestualità lenta e rodata, impacciata o improvvisata, di un cucchiaio di legno che manteca per ore inebriando la stanza da pranzo, da letto e l’immaginario erotico.

Ognuno di noi ha una rotta del gusto e della memoria che segue logiche illogiche,  invisibili e imprevedibili. La memoria olfattiva è potente e imponderabile, ama trasportarci in luoghi inaspettati dove talvolta siamo stati felici, altre volte tristi.

La psicologia ci racconta che i recettori del nostro naso sono strettamente correlati al sistema limbico, quella parte del nostro cervello nella quale dimorano i ricordi e le emozioni dalla forza inaudita.

Cibo e giochi amorosi

Tutto quello che si cucina per un amante è sensuale, ma lo è molto ma molto di più se entrambi partecipano alla preparazione del cibo e approfittano della situazione per svestirsi a poco a poco, con malizia e curiosità, mentre si pelano le patate o si affettano le cipolle. La lenta cerimonia di ogni pasto può diventare un rituale prodromico di altro. La tavola elegantemente imbandita, coperta da tovaglie dai tessuti eleganti e pregiati, scelti con cura, dove brillano bicchieri di cristallo, fioriere e candelabri, testimoni muti di storie di elegante e generosa accoglienza in casa.

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La tovaglia da tavola che diventa un lenzuolo, e viceversa, si trasforma in gioco erotico da sperimentare con gioia e curiosità. Cosa scegliere per prima dipende da quale senso la coppia decida di utilizzare prima degli altri. Ogni pietanza ha un senso per quella coppia e per la sua storia e regala gusti inebrianti e intesi come le emozioni, che terminano in un piatto, ma che in realtà non terminano mai e durano per sempre.

Questo articolo andrebbe letto e riletto sempre, anche se non è San Valentino. Il sabato, la domenica, quando si ha del tempo di qualità da dedicare al legame d’amore, all’intimità e alla cucina. In maniera congiunta.

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