Il tradimento spaventa
Il tradimento fa male, nuoce gravemente alla salute (di chi lo subisce soprattutto).
Il tradimento è, inoltre, il fantasma delle coppie longeve, delle coppie in crisi, o con un bambino appena nato.
Esistono davvero delle strategie anti-tradimento e pro-fedeltà?
Quindi, è mai possibile essere fedeli?
A parole sembra tutto semplice ma, in realtà, come fare per non cadere in tentazioni?

“Solo chi ha fede in se stesso può essere fedele agli altri”.
Erich Fromm, L’arte di amare, 1956

Qualche riflessione sul tradimento

Oggi sembra tutto lecito, fattibile, attuabile.
Il tradimento non destabilizza le coscienze, anzi viene spesso adoperato per nutrire e tenere in piedi matrimoni traballanti.
Il partner spesso, viene dato per scontato, il legame non viene accudito né protetto dalle intemperie della vita e dalla possibili mareggiate matrimoniali (o dei cicli di vita).

L’amore liquido, di cui parla amabilmente Zygmunt Bauman è proprio questo: un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame.

  • È davvero possibile rimanere fedeli al proprio compagno per tutta la vita?
  • La fedeltà è davvero chimerica? Un’utopia?
  • Un bene in estinzione?
  • Un bene di lusso?
  • Un lusso affettivo?
  • E, soprattutto, è mai attuabile?
  • La fedeltà – presunta – viene tenuta in vita scindendo l’amore dalla quotidianità?
  • Adoperando gli amanti come spezia per l’eros?
  • Come nutrimento per il proprio narcisismo? O solitudine?
  • Come manutenzione per matrimoni stanchi e impolverati dal tempo e dalla noia ?

Perché si tradisce?

Si tradisce per noia e si tradisce per amore.
Si tradisce per necessità, per la paura profonda di fermarsi, di amare davvero.
Si tradisce per sesso e si tradisce per esorcizzare la paura della vecchiaia e della morte.
Si tradisce per fare il pieno di emozioni, magari orami sopite o estinte, per non sentire un dolore o per non elaborare una perdita.
Si tradisce per sentirsi vivi e vegeti.
Si tradisce, nella maggior parte dei casi, per non affrontare le macerie di un matrimonio già giunto al capolinea.

Dal divorzio in poi, non si è più obbligati a rimanere dentro un legame stanco o estinto, con coraggio ed onestà mentale si può anche andare avanti, oltre, altrove.
Il divorzio spaventa si sa, spaventano gli alimenti – costi psichici ed economici – , spaventa il cambiamento, la separazione dai figli ed una, possibile, nuova casa.
I neo-separati appartengono spesso alla categoria dei nuovi poveri: casa da affittare, mutuo da estinguere, moglie e figli da mantenere, ed il gioco è fatto: meglio il tradimento che la separazione!
Il tradimento è una modalità – non coraggiosa – di non elaborare quello che non va.
Una strategia malsana, di emozionarsi altrove, e di vivere qua desiderando di essere la.

In realtà chi rimane nel tradimento senza poi cambiare rotta di navigazione – quando la precedente non è più navigabile –  tradisce soltanto se stesso.

Ricapitolando: esiste una strategia (o qualche accorgimento) anti-tradimento?

  1. tenere in vita il dialogo, il silenzio uccide
  2. imparare a litigare, essere aggressivi e svalutanti significa offendere il partner e rimanere fermi nella stessa posizione iniziale senza chiarire davvero
  3. mantenere in vita il sacro fuoco della passione, l’amore non è indispensabile al sesso, ma il sesso all’amore si
  4. dedicare un tempo di qualità – e anche di quantità – al legame d’amore
  5. ridere insieme
  6. essere complici, empatici, abitare uno spazio condiviso ed importante.

L’unica ricetta anti-tradimento e pro-fedeltà è la manutenzione del legame d’amore, curarlo come un pianta rara, innaffiarlo quando è arido, e proteggerlo dal sole quando fa caldo.

Una sessualità nutrita dall’amore ed un amore concimato dal dialogo, è come un fiore che non muore mai.