Quando l’infedeltà preserva il matrimonio

//Quando l’infedeltà preserva il matrimonio
  • Infedeltà preserva il matrimonio

Un paradosso in termini: tradire per rimanere marito e moglie.
E intanto, succede.
Succede che la stabile ambiguità abbracci il matrimonio e lo tenga stretto a sé, senza regalargli la possibilità di guardarsi dentro, di guardarsi attorno, di mettere a fuoco il deserto emotivo nel quale abita, per decidere liberamente se proseguire o meno in direzione emozioni estinte.

Paradossale e crudele, il tradimento aiuta il matrimonio.

Il tradimento rappresenta il ritorno delle emozioni che si credevano in esilio, del cardiopalmo senza motivo, delle email che trasudano desiderio e passione, delle promesse d’amore eterno, della speranza, del progetto senza progetto, della notte senza giorno.
Il tradimento seduce e cattura, inghiotte il protagonista dell’amore infedele in una spirale di emozioni che impediscono di mettere a fuoco l’obiettivo.
L’infedeltà, a volte, dirotta il traditore nella terra dell’altrove.
Un luogo apparentemente privilegiato bagnato dal mare delle emozioni e scaldato dal sole della passione cocente.
Terra dove germoglia il corteggiamento, il desiderio, e le parti di sé atrofizzate dal matrimonio, dalla routine e dalla noia.
Il tradimento pone il traditore a una distanza di sicurezza dai problemi coniugali, quindi, non vede, non sente e non parla.
Si nutre d’amore e di passione, elementi senza progettualità, e per di più amplificati dalla proibizione, il più potente degli afrodisiaci.
L’amante occupa uno spazio vuoto, si insinua, compensa, colma vuoti preesistenti e ne crea di nuovi.
La distanza emozionale che si viene a creare con la presenza di un amante protegge l’imperfezione dell’amore coniugale, infiamma la sessualità coniugale con il suo ricordo, sopperisce al dialogo assente.
Quando c’è un matrimonio senza parole, ci sarà un amante parlante. Consente alle relazioni tiepide, di semi felicità, si continuare per sempre.
Per sempre, non felici e non contenti. Finché noia non li separi.

La stabile ambiguità: l’infedele cronico sigilla un patto segreto tra la fedeltà di cuore e l’infedeltà di letto.

L’infedele cronico non riesce a vivere dentro un rapporto di coppia senza avere un amante stampella.
Il peso del legame è talmente importante, che per non sentirsi schiacciato o fagocitato dall’impegno, passa da una scappatella all’altra o si fidanza stabilmente con un’amante di lungo corso.
Così, seguendo la sua logica e la logica della scissione tra affettività e sessualità, rimane fedele di casa e di cuore, e infedele di letto.

Uno sguardo alla donna amante

“ Sono una donna divisa tra la paura che tutto cambi e il terrore che ogni cosa rimanga immutata sino alla fine dei suoi giorni”
Coelho, Adulterio

A un certo punto del cammino del triangolo amoroso, l’anello debole, solitamente l’amante donna, inizia a somatizzare la non scelta.
La donna amante ha sperimentato sulla sua pelle l’amore cocente, la passione e la bramosia, e al contempo, la solitudine e lo struggimento.
Sensazioni talmente intense da non poter convivere fraternamente, e a lungo, all’interno della stessa persona, lasciandola indenne da complicanze psico-somatiche ed emozionali.
L’estasi post organica, da momento ad alta intensità, si trasforma in speranza di un progetto, spesso, procrastinato o evaso.
Questo compromesso dell’esistenza – e la cronicità del ruolo d’amante – rappresenta la concretizzazione di un incubo, tra briciole di presenza e macigni di assenza.
Condizione che non consente di affrontare la solitudine dell’esistenza, tantomeno, il possibile impegno altro di un progetto di vita a due.
La donna, in realtà, è sola anche se si crede in coppia. Ritarda o rinuncia del tutto alla maternità e abita alla periferia di una coppia che non è la sua.
Appare all’orizzonte il precariato affettivo a tempo indeterminato. Niente solitudine – quella che serve per mettere a fuoco quello che non va, e che aiuta a decidere e a cambiare rotta – niente altri possibili pretendenti.
E tantomeno il compagno di vita, perché è marito di un’altra donna.

I matrimoni malinconici: il dilemma tra sicurezza e avventura

Un tempo avevamo il matrimonio, la scappatella e il divorzio, oggi abbiamo i separati in casa e gli amanti cronici.
Condizioni portatrici sane di mancanza di chiarezza emozionale, di serenità e di torpore dell’esistenza.
Né felici né tristi: tormentati.
Queste sono le coppie “semi felici”, coloro che si accontentano.
L’infedeltà, nonostante la possibilità di divorziare, continua a camminare a fianco ai legami, per le più svariate motivazioni.
L’infedeltà, in realtà, armonizza maldestramente le pulsioni discordanti. Da un lato, la non scelta tutela la stabilità del matrimonio con il suo abbraccio rassicurante e impedisce di ricominciare altrove, dall’altro, emoziona, scalda anche il cuore più inaridito dalla vita e accende desideri sopiti e dimenticati.
Il cammino da acrobata esistenziale intrapreso da chi ha scelto di rimanere nella non scelta, è un cammino irto di difficoltà e passione, di assenza e presenza, di proibizioni e concessioni, di tradimenti e riparazioni.
Nessun amante, solitamente, desidera trasformare l’amante in partner, lasciare il tetto coniugale ed effettuare un salto nel buio, magari con una donna più giovane e richiedente, desiderosa di diventare madre e di avere anche lei un rassicurante tetto sulla testa.
Il talamo adulterino non è necessariamente il luogo dove gli infedeli desiderano abitare. Vogliono sentirsi liberi di andarlo a visitare ogni tanto, fare il pieno di energie, bere dal calice dell’eterna giovinezza per tornare poi al talamo coniugale.
Respirare il desiderio ogni giorno, o a giorni alterni, amplificato dalla proibizione struggente e dal non progetto, e rincasarsi nel torpore e nella stabilità del matrimonio.

Il paradosso amoroso: i compromessi e i vantaggi della donna segreta

La clinica dimostra che i triangoli amorosi sono davvero variegati.
Possiamo avere una donna amante di un uomo sposato, due coniugi sposati con rispettivi amanti satelliti, e un uomo single amante di una donna sposata.
Quando un uomo single dà vita a una relazione parallela e diventa amante di una donna sposata, solitamente, lo fa perché inconsciamente non desidera avere impegni importanti.
Insomma, tutto sommato, gli sta bene così.
La relazione part time, fatta di attimi rubati, intensi e struggenti, senza la possibilità di un quotidiano e di un progetto, lo rassicura e lo tutela da quello che in fondo non ha cercato fino a quel momento.
Chi sceglie di fare l’amante, mantiene la sua condizione di libertà ma incarna il desiderio di qualcun altro: diventa il sogno, la meta, la vertigine. Con il grande vantaggio di essere part-time.
L’amante è la moglie scontata, l’altra, invece, è la donna ricercata, sfuggente, a termine, che si concede con il contagocce e mai tra le abitudini delle mura domestiche.

Amante di lungo corso e coppie di vecchia data

L’amante di lungo corso, per esempio, svolge un ruolo centrale nel mantenimento dell’equilibrio di tante coppie di vecchia data, senza la quale avrebbero dovuto fare i conti con quello che da tempo non andavano più bene nel loro legame.
Questa donna merita comprensione e compassione, ed è la donna che solitamente chiede aiuto ai professionisti per sopravvivere a un amore così tormentato nel tentativo di riprendere a vivere, anche senza il suo uomo sposato.
È mia abitudine, in sede di consulenza, dare molto spazio al racconto del tradimento, nel tentativo di comprendere a fondo quali sono state le fila che hanno mosso passioni e dolori, strazi e riparazioni.
Questi tipi di amore sono al contempo riparazione e replica, se ascoltati e non giudicati, sono dei grandi rivelatori di verità nascoste.
Partono spesso dalle terre dell’infanzia, come nei casi della ricerca compensatoria di una figura che possa incarnare un padre assente o algido, per approdare al malsano tentativo di sanare le ferite pregresse, sino a crearne altre ancora.
Questi amori sanano, o dovrebbero farlo, le ferite dell’infanzia, ammanettano alla coazione a ripetere alla ripetizione immodificata di vecchi schemi comportamentali ed emozionali.

Quel che resta dell’amore: il dopo

Quasi nessun amore infedele attraversa l’impervio e imbarazzante cammino di transizione verso la legittimità, a meno che non venga scoperto e messo alle strette.
Ogni amore infedele tesse la sua trama, cammina a fianco della coppia legittima e corrode la stabilità del legame, nutrendo la scissione tra amore e sessualità.
Tra erotismo e stabilità.

La vera trasgressione oggi è la fedeltà.

By |2018-10-29T13:58:17+00:0029 ottobre, 2018|Categories: Tradimento|

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