Amare una donna sposata. Ma se lei lascia il marito? Il dopo

Amare una donna sposata

Succede. Ogni tanto succede. Succede che qualcuno decida. Abbia il coraggio di smettere di sopravvivere e propenda per il cambiamento.
Quando si ama, si perde il controllo, si soffre, si rischia, e si sceglie anche. Il gioco a nascondino nel teatro della vita, qualche volta, lascia il posto alla scelta. E la scelta lascia il posto alla fuga di lui, dell’amante naturalmente.
Un amante che non è pronto per diventare coniuge, così, senza preavviso.
Un amate che avrebbe voluto mantenere a lungo il ruolo da “amore altro”. Un amante che preferisce rimanere rinchiuso nello sgabuzzino delle scope per chattare la domenica o dopo le venti, e che, improvvisamente e inaspettatamente, così come un acquazzone estivo si ritrova candidato al ruolo di partner ufficiale, per di più a tempo pieno, forse, indeterminato. Full time.
Il passaggio da un amore in condivisone ad amore esclusivo, non è immune da rischi e da effetti collaterali.

Il ruolo dei sensi di colpa negli amori clandestini

Le relazioni altre, che io amo chiamare anime in affitto, Freud scelte collusive, Jung incontro di anime, e Massimo Gramellini amori in lista d’attesa, abitano le terre dell’altrove, nutrono i sensi, il cuore. Sono cibo per la mente.
Sono amori affamati, dannati e struggenti, non conoscono le mezze misure. Sono amori nutriti dalla compulsione, e dalla compensazione. Sono amori ad alta gradazione erotica e ad alto tasso di emozioni, intensi e compensatori, così, spesso, in particolari momenti della vita, restituiscono alla vita.
Leniscono solitudini mascherate, nutrono l’autostima di chi li vive – amante e amato -, migliorano il tono dell’umore grazie allo sguardo liquoroso tipico di chi ama e si strugge per amore, abitano le chat e le email, ma non sono destinati a vedere la luce del sole.
Sono amori senza progetto, quindi, prima o poi, destinati all’estinzione, e per di più passando dalla strada a senso unico della sofferenza. I sensi di colpa sono i compagni di viaggio di questi legami affettivi. Sensi di colpa per i figli – o per quelli non avuti nell’attesa che l’amante lasci la moglie o il marito – per il coniuge tradito, e anche per se stessi.
Per come sarebbe potuto essere e non è stato.
Così, per chiudere il cerchio, bisogna anche fare i conti con un ospite ingombrante: il Super Io. Il Super Io di chi sceglie – più o meno coscientemente o coraggiosamente – di fare l’amante, rappresenta il guardiano giudicante e ingombrante della psiche, obbliga a fare l’inventario dei divieti, tanti, e i permessi, pochi.
È un’istanza psichica che sta affacciata al balcone del sentimento neo nato, valutandolo di continuo e remando spesso contro.

L’amante-prozac. Quando l’amante è longevo

“Molto più importante di quello che sappiamo o non sappiamo è quello che non vogliamo sapere”.
Heric Hoffer

In amore le persone chiedono sincerità, lealtà e reciprocità, ma preferiscono vivere nella menzogna sapendo di non voler sapere.
Il rapporto con l’amante rappresenta l’altra metà del cielo del rapporto con il marito o con la moglie. L’Amante è colui che detiene lo scettro del comando, che concima l’amore e lo coniuga con l’erotismo, che si strugge per amore e che scrive email intense, notturne e mattutine, rubate alla dimensione ortodossa del quotidiano e della noia.
È colui che, grazie alla proibizione e alle criticità da clandestinità, mantiene accesso il sacro fuoco della passione (spesso coniugale).
È colui che senza saperlo rema a favore della coppia altrui.
La coppia già in crisi da tempo, senza il terzo incomodo, o forse troppo comodo, avrebbe dovuto già fare i conti con i silenzi per cena, con le vacanze infinite senza l’indispensabile lavoro salva-coppia, e inoltre, affrontare la noia coniugale e il torpore sessuale.
Vivere qua e desiderare di essere altrove, dà vita a una dolorosa scissione di tipo schizofrenogeno, altamente funzionale all’immobilismo e alla non scelta della coppia in crisi.
L’Amante è altro. Non soltanto l’altro. È il desiderio del quotidiano che manca.
Del sabato sera senza sabato. Della domenica senza domenica.
È il cielo in una stanza, senza cielo e senza stanza, se non d’albergo, o a ore.
È il buon giorno stracolmo d’amore. È la buona notte come ultimo pensiero prima di andare a dormire (con un altro – o altra – però).

Amante, moglie o marito: quotidiano versus sogno proibito

Il fine settimana romantico e rubato, programmato con dovizia di particolari, assaporato in ogni briciola di presenza e riassaporato a posteriori in ogni macigno di assenza come se fosse un farmaco salva vita a lento rilascio, non potrà mai essere paragonato al carrello della spesa e alla corsa agli ostacoli di un quotidiano compulsivo e sempre uguale a se stesso.
Il rapporto con l’amante va a colmare o a compensare quello che manca.
Lenisce come un balsamo le fatiche della giornata. Accudisce, incendia di passione, invita alla trasgressione e al tacco dodici. Ascolta, protegge, consola.
Solitamente l’amante cronico rema – inconsciamente – a favore del marito per un duplice motivo. In primo luogo per far sì che la sua donna non si separi e non speri a sua volta nella sua di separazione.
In secondo, se per caso dovesse farlo, diventerà una donna pericolosamente single.
L’amante che non ha avuto coraggio verrà colto da un attacco acuto di gelosia perché la donna amata, ma per la quale non ha lasciato la moglie, sarà libera di ricominciare altrove.
Senza di lui, e senza marito.

Il marito o la moglie del fedifrago

Il marito o la moglie sono muti-sordi-ciechi, o meglio non vogliono vedere, sentire, dare voce al disagio. L’equilibrio c’è, è perverso, ma funziona: “ purché rincasi”.
L’amante che non lascia il marito, alla lunga svilupperà una scarsa tolleranza alle frustrazioni, sarà sofferente ed insofferente, e per di più da ignara delle dinamiche dei triangoli amorosi, nutrirà il matrimonio altrui aiutando il partner amato a non scegliere.
Nel caso in cui, invece, diventasse improvvisamente folle o sana di mente, correrebbe il rischio di rimanere da sola.
Senza marito e senza amante, ma in sintonia con il suo sentire più profondo.

Sedazione dialettica: parole, parole, parole…

Quando un amore non evolve verso un progetto, regredisce verso il fallimento.

Una donna che ama, questo lo sa bene. Non aspetta un istante di più, prende il coraggio a quattro mani e decide, ignara del dopo. Quando la solitudine che accompagna l’abitare una coppia estinta si unisce al desiderio cocente per “altro” dal coniuge, la donna decide.
Lascia il marito perché non lo sopporta più, semplicemente.
Le catene vengono spezzate, al masochismo si sostituisce il coraggio e la dignità, e la donna sceglie.
I sentimenti veri vengono seguiti dai gesti: sono dignitosi, onesti, coraggiosi. E rompono le catene. Ma questo avviene soltanto in teoria, in realtà ogni cambiamento spaventa e spinge all’immobilismo.
Quando una donna innamorata comunica al suo amate che ha deciso e, soprattutto, cosa ha deciso, le parole prendono il posto dell’entusiasmo e dei fatti.
La donna sposata lascia il marito che non ama più, che non stima, che non sopporta.
L’amante, invece, tergiversa e la invita a riflettere inondandola di un fiume di parole.
Parole che colmano e compensano il vuoto d’azione, la paralisi emozionale e comportamentale.
Subentra una nuova fase del rapporto di coppia, fautrice di grandi quote di dolore: la donna non si sente capita e non si sente importante.
Comprende così, che questo suo gesto di coerenza e di coraggio, non viene riconosciuto come una svolta ma come un attacco al patto tra amanti e velocizza la fine del loro pregresso amore.

Dal limbo emotivo al miraggio affettivo alla convalescenza del cuore

La paura della solitudine è la madre di tutti i compromessi amorosi, e non c’è solitudine peggiore che si vive stando in coppia.

Dal punto di vista di lei

Gli amanti, le amanti donne soprattutto, non amano vivere a lungo in affitto, senza la certezza di un rinnovo affettivo.
Prima o poi, le non-relazioni, o per lo meno le relazioni senza la luce del sole e senza un futuro, corrono il rischio di involvere virando verso la nevrosi e la scadente qualità di vita di tutti i protagonisti di questi triangoli – o quadrilateri – amorosi.
Un amore ha bisogno di pelle e di sensi, ma ha anche bisogno di una cornice ambientale come una cena a lume di candela, una vacanza, ed il cinema della domenica.
Il limbo emotivo può andare avanti per anni, ma alla lunga toglierà valore e volere al rapporto di coppia, e il bisogno di scegliere diventerà sempre più urgente e impellente.
La donna, da sempre regina della casa, avverte un bisogno cocente di condividere il suo quotidiano con l’uomo che ama davvero.
Il letto, il divano davanti la tv, il carrello del supermercato, ovviamente, un figlio.

Dal punto di vista di lui

L’amante che ha amato tanto, che ha sofferto per le vacanze separate, per le domeniche infinite e per le feste comandate vissute più come una condanna che come una vacanza, per il sospetto che la sua donna potesse dividere il letto con il marito, suo acerrimo nemico, ha sempre sperato di averla tutta per sé.
In cuor suo ha sempre sperato di avere la meglio sul marito, e ha anche vaneggiato sulla possibilità di una separazione.
Un passo importante, a lungo desiderato, a cui inconsapevolmente ha spinto il partner amato, sperando però che non si separi davvero.
Un inconscio desiderio di amore esclusivo e totalizzante che fa a pugni con l’aspetto razionale che incatena alla morigerazione e all’amore in condivisone.
Un marito e una moglie nella vita bastano e avanzano.

Il ruolo dell’amante è ben altro: svestito dell’abito della proibizione e della sofferenza per fargli indossare gli abiti scomodi e sciatti della quotidianità, scappa.
Il rischio di questa scelta è quello di scompaginare gli equilibri pregressi e di mandare in crisi un rapporto che, anche se longevo e stabile a modo suo, si basa su quattro protagonisti:
Lui, lei, e due matrimoni.
In realtà, il vero problema che sfocia poi nella separazione e nella scelta, si chiama marito o moglie, non amante.

L’amante ufficiale e quella di riserva

Può capitare che l’amante abbia la moglie, l’amante ufficiale o di vecchia data, e quella o quelle di riserva. Quando la donna amata da tanti anni, desidera qualcosa di più e lo obbliga ad una scelta, lui rievocherà i sensi di colpa, il bisogno di tenere la famiglia unita, per proseguire con l’ormai abusato alibi dei figli da non traumatizzare ed i genitori anziani da non turbare, per concludere con gli esosi alimenti da dover elargire a divorzio firmato.
La fuga diventa l’unica soluzione possibile.
Il nostro amante cronico prenderà il largo alla ricerca di nuove avventure e di nuovi orizzonti.
Il paese dei balocchi è sempre dietro l’angolo, le chat bollenti pronte a scaldare i sensi, e il giro di giostra ricomincia fino al prossimo “rischio di scelta”.
Nessun amante, se non scoperto o obbligato, rinuncerà al sapore intenso del divieto, della proibizione, del desiderio straripante continuamente frenato dai divieti.

Quando l’amante lascia l’amante. Dalla bigamia emotiva all’integrità

Dopo avere escogitato svariate strategie di sopravvivenza per arginare i continui disturbi psicosomatici e le notti insonni, l’amante lascia l’amante confuso. Colui che non si decide, che non sceglie. È difficile rinunciare a qualcosa che si desidera davvero, ma talvolta ė l’unica modalità per averla davvero.
Così, l’amante coraggioso, decide di andare ben oltre il sipario dell’ipocrisia, imbocca la strada del coraggio, della coerenza.
Rinuncia all’uomo che ama perché non può averlo tutto per sé.

Conclusioni

La psiche con il suo linguaggio simbolico e ricco di immagini, ci insegna a vivere ogni morte, ogni abbandono e ogni fine, come un rito di passaggio a nuove forme di esperienza – come scriveva magistralmente Aldo Carotenuto in “Amare tradire” – così, anche il tradimento subito o agito e l’abbandono del partner amato, possono rappresentare una porta d’accesso verso il nuovo, verso la crescita psichica ed emozionale.
Quindi, benvenuto coraggio.

36 Commenti. Nuovo commento

  • Meravigliosamente lucido e spietato questo suo scritto, Dottoressa.
    Tutte le dinamiche di questi rapporti sono puntualmente elencate e sviscerate.
    E’ come guardarsi allo specchio, e vedersi per la prima volta.
    Grazie.

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  • Una coppia sposata da 7 anni. Lei lascia la famiglia, la città natale per trasferirsi da/con lui. Dopo una gravidanza non andata a buon fine lui si chiude, non la sostiene nel dolore della perdita, si butta nel lavoro, esce con gli amici nei fine settimana. Lei ama il marito, ma cerca ed esce con altri uomini… amici (inizialmente). Incontra un uomo molto più grande, 16 anni in più, libero…sensibile e solo. Lo corteggia fino ad ottenere le sue attenzioni, ma lei è “cristiana” e dice di stimare il marito, lo ama ancora….ma si vede con l’altro, non vuole fare l’amore ma lo va a trovare a casa sua…
    Parla di lui con tutti: madre, sorella, amiche ed amici, colleghi…
    Sensi di colpa che la dilaniano, che però non le impediscono di baciare l’amante, di toccarlo e farsi toccare, fare petting e fermarsi appena prima dell’atto sessuale….ma solo perché ha il ciclo. Allora chiede a lui di procurarsi dei profilattici.
    La crisi la porta a consultare un Conselor, per “cercare sé stessa, sapete cosa vuole veramente”.
    Dice all’amante che per un certo periodo sarebbe bene non scriversi, non chiamarsi, non vedersi…ma organizza un incontro lontano da casa, durante una visita a parenti e con la scusa di accompagnare una cara amica ad un Campus sportivo.
    Cosa ne pensa dottoressa? La donna ha un modus operandi consolidato oppure l’amante è troppo stupido?
    PS: lei dice di amarlo follemente!?!

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    • Valeria Randone
      1 Ottobre 2018 08:01

      Buongiorno,
      ho fatto una gran fatica nel tentativo di capire chi fosse lei – che scrive – la donna, gli altri uomini, ecc..
      Non si possono fare diagnosi o ipotizzare comportamento correlati alle emozioni, sensate e aderenti alla realtà clinica della signora e della sua coppia, perché si tratta di un racconto effettuato da altro rispetto alla protagonista della vicenda.
      Inoltre, cosa gravissima, il counselor non è un clinico, quindi potrebbe fare più guai che chiarezza.
      Dica alla Signora da parte mia di rivolgersi ad un clinico qualificato e certificato.
      Auguri per tutto.

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  • Più di un anno di relazione da amanti. Io ho lasciato subito il mio compagno perché ormai da anni non lo amavo più. Lui sposato con figli piccoli..non mi ha mai promesso nulla, ha sempre sostenuto che non avrebbe mai rinunciato alla quotidianità dei figli e mi ha sempre spinta a conoscere nuove persone e a cercare un compagno vero.
    Quando gli dico (dopo mesi che non ci incontriamo più ma che ci sentiamo solamente…dopo che “ci siamo lasciati” e io soffrendo fino a sfiorare la depressione , mi rialzo piu forte e consapevole di quello che voglio) che sto frequentando un altro …rimane sconvolto e ammette che è innamorato di me, dice alla moglie che non la ama più e mi dice che vuole provare a stare con me . Io gli dico che il mio cuore si è chiuso. Che non ci sono io nel suo futuro. Che deve prendere le sue decisioni per se stesso, non per stare con me. Dentro di me non è finita, ma il cuore è davvero chiuso e deluso..e non mi fido di questi improvvisi sentimenti che sono venuti fuori. Cosa devo fare? Grazie per i suoi articoli.

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    • Valeria Randone
      27 Febbraio 2019 07:03

      Buongiorno,
      dovrebbe rivolgersi a un mio collega per fare chiarezza.
      La chiarezza del sentire è il preludio della chiarezza dell’agire.
      Si dia tempo. Si ascolti. Vedrà che grazie alla terapia avrà tutto molto più chiaro.
      Un caro augurio

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  • Sono già in terapia da anni. Il mio psicoterapeuta sostiene che lui non vuole me in quanto me , ma gli è semplicemente venuto a mancare il “puntello” che teneva in piedi il carrozzone del suo matrimonio (che già erain crisi da anni)…
    sono davvero confusa …
    grazie per la Sua risposta

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  • Lui sposato da 14anni,3 figli una moglie gelosa, possessiva e ossessiva… Anche io sposata e con 2 figli un rapporto ormai finito da mesi ancor prima che io iniziassi la storia con il mio Nuovo Amore(non lo Considero Amante)
    Ci conosciamo da anni ma l’Amore tra di noi scatta solo 7 mesi fa…
    Parlo di amore perché non può essere Chiamato diversamente… Un amore che fino a tre mesi fa era una favola.. Entrambi pronti a lasciare i rispettivi partner e stare insieme e avere un figlio tutto nostro come. Unione dei 5 che già abbiamo… Finché un giorno lei ha ci ha quasi beccati in fragrante.
    Da quel giorno tra noi é cambiato la certezza di un futuro.
    Lui è diventato la parte più razionale… Ci amiamo alla follia. Riusciamo a passare ore senza avere rapporti.
    Ci basta stringerci anche una mano o baciarci per stare bene.
    Dice di amarmi che sono la donna della sua vita ma che non può abbandonare i suoi figli!!!
    Ha paura di perderli che lei non glieli faccia più vedere.
    La chiama iena, non la stima, preferisce sopportare e soffrire piuttosto che perdere la quotidianità con i suoi figli…
    Io sto impazzendo.
    A differenza sua ho detto al mio partner che voglio la separazione visto che il nostro rapporto è arrivato al capolinea.
    Non so più cosa fare per lui tanto meno cosa dire… Sono innamorata come mai prima D’ora… Sono consapevole che lui è innamorato ma non al punto tale da prendere la decisione di avere un futuro insieme.
    Spero mi possa aiutare in qualche modo.
    Grazie dottoressa

    Rispondi
    • Valeria Randone
      29 Marzo 2019 07:39

      Buongiorno Francesca,
      purtroppo sembra essere il solito copione degli amori altri. Amori ad alta intensità erotica, a struggimento costante, a promesse d’amore eterno, ma ad alto livello di sofferenza.
      Questi amori proseguono sino a quando non vengono scoperti.
      Sino a quando uno dei due non chiedo di più all’altro.
      Sino a quando una moglie o marito non fa leva sull’amore per i figli e sui sensi di colpa.
      È raro, purtroppo, che è un amante ( perché è così si chiama, ma non è offensivo o riduttivo, è colui che ama ma fuori fa un legame ufficiale) lasci la moglie o il marito.
      Questi amori inoltre si nutrono della discrepanza tra idealità e realtà, come è spiegato nel mio articolo e nei miei libri, quando un amante diventa coniuge, solitamente, perde di fascinazione.
      Si faccia aiutare da un mio collega per elaborare il lutto della fine di questo amore e riprendersi le parti psichiche che le appartengono.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Grazie dottoressa,
    Delle delucidazioni e dei consigli…
    Ancora siamo legati fortemente… Tra l’altro mi ha assunta affinché stessimo più tempo possibile insieme… Ma non avevamo fatto i conti con la realtà… Avevamo progettato un 2019 nostro, una casa nostra un futuro nostro… E ora ci troviamo ad avere briciole… Baci fugaci, carezze, complimenti, abbracci neanche sesso…io vedo lui combattuto… Per la paura di perdere i bambini, che lei glieli possa mettere contro…
    Un amore così grande non avrebbe dovuto essere così doloroso…
    Un dolore lacerante…
    Può un uomo decidere di soffrire e stare con una persona che non ama, non avere rapporti, solo per non perdere i figli?
    Io purtroppo penso che i figli. Non si perdono forse si può perdere la quotidianità… Ma l’amore no…

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  • e quando lui non ti corteggia e non ti illude, non ti dice che ti ama , non ti dice che sei bella ma ti vuole….e’ solo sesso o e’ un bugiardo al contrario?

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  • Pluriesperto di relazioni come amante e avendo l’amante, 45enne, ma anche di un bellissimo e solido rapporto (Finché è durato…) non sono fissato con le relazioni complicate eh!
    sono stupefatto dalla precisione delle varie declinazioni tra avere ed essere amante/amanti, nella ridda di becerume che si legge nel NET a tal proposito. Le faccio i complimenti per lucidità, chiarezza, completezza ed empatia.
    Una domanda/curiosità che non richiede un consulto ma solo la sua opinione che riterrei interessantissima: Amare visceralmente senza aspettative, senza pretendere o negarsi nulla riguardo il presente o il futuro, o alla sfera emotiva e sessuale, gustando ogni istante indipendentemente da ciò che verrà, dove la serenità delle emozioni prende il sopravvento su qualsiasi turbamento. Un Amore che non vive nelle promesse il suo apice emotivo e che non vive nell’orgasmo il picco di piacere durante il rapporto sessuale. In cui l’immaginazione non comporta doveri e l’ipotesi del suo esaurirsi non procura diritti infranti. Qualsiasi euforia o dannazione spente sul nascere da un desiderio naturale, vissuto in modo intenso e abbandonato. Un anno assiduo senza flessioni se non costantemente verso un sottile e leggero piacere che si autoalimenta dal benessere che genera. Tra relazioni ovviamente esauste, noi amanti lucidi, coinvolti, disincantati e felici. Può essere questa vera consapevolezza e libertà o un modo più sofisticato di mascherare la comodità?
    Quando vuole, se vuole. Grazie.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      28 Ottobre 2019 20:11

      Buonasera Maurizio,
      e grazie per il Suo contributo.
      Non credo si tratti soltanto e semplicemente di un modo più sofisticato di mascherare le comodità, ma di un universo molto più complesso.
      Un luogo misterioso fatto di passione e di paure, di intermittenza del cuore e del corpo e di straripante desiderio.
      Investire in un unico legame è tra le cose più complesse e faticose che ci siano.
      La longevità spaventa e intristisce.
      C’è chi cerca il nuovo altrove, e chi ogni giorno nella stabilità di un Amore longevo.
      Non conosco la sua storia di vita, le sue emozioni e paure, quindi, ogni mia riflessione la prenda con le dovute pinze.
      Un cordiale saluto e auguri per tutto

      Rispondi
  • io dopo quasi un anno, innamorato ancora e continuamente di una donna impegnata con figlia, corrisposto da lei, ho preso il coraggio e ho lasciato la mia compagna di 15 anni. basta bugie e disagi. se lei mi vuole, io sono pronto. se lei non lascia il compagno per proteggere la figlia, io per lo meno ho smesso con l’ipocrisia di un rapporto finito, vivo il mio grande amore così come viene. spero e sogno. vivo. la amo, così come la amavo quando ero impegnato anche io. lei lo è ancora ma mi sono innamorato di lei, non di una donna libera, perciò lo accetto. col tempo chi lo sa, magari mi passa perché non si va in nessuna direzione e pace, io sono qui e vivo la mia vita. non è bello vivere una relazione senza amore, non lo era per me non lo è per lei, perciò non infierisco, da un certo punto di vista ora sto meglio io.

    Rispondi
    • Valeria Randone
      18 Gennaio 2020 07:44

      Buongiorno,
      lei è veramente molto saggio. Speriamo che questo equilibrio psichico possa accompagnarla a lungo, e che non prenda il sopravvento rispetto al desiderio di averla tutta per sé.
      Auguri per tutto

      Rispondi
  • Buongiorno Dottoressa,
    mi complimento per la lucida analisi e per le differenti variabili analizzate in cui mi ci ritrovo perfettamente. Anche io sto vivendo un rapporto a 4 da 2 anni. All’inizio io e il mio amante (tutti e 2 sposati)l’abbiamo presa con leggerezza, anche pensando che over 50 era più un’occasione ludica, poi è subentrato l’innamoramento, lui non lascerà mai la moglie, hanno interessi economici e di lavoro insieme molto importanti, per di più lui non è nuovo a queste esperienze extra coniugali; nonostante dica di amarmi non penso che prenderà mai una decisione nei miei confronti. Prima questa cosa mi stava bene adesso mi fa stare male, vorrei qualcosa di più, dare una svolta alla mia vita. In realtà una voce mi dice cosa dovrei fare, prendermi un periodo di vacanza da marito e amante stare da sola e riflettere. lei cosa ne pensa?
    Grazie per una sua opinione, sto anche pensando di farmi aiutare da uno psicologo in questo frangente.
    Peccato che non sono vicino a lei altrimenti mi metterei volentieri nelle sue mani

    Rispondi
    • Valeria Randone
      13 Febbraio 2020 13:12

      Buon pomeriggio e grazie per i consensi. L’idea di rivolgersi a un professionista mi sembra la soluzione migliore. La terapia psicologica diventa il luogo dell’ascolto e della chiarificazione
      Sono certa che ne trarrà un grande beneficio. Un caro saluto e auguri per tutto

      Rispondi
  • Buongiorno dottoressa
    Ho letto il suo articolo
    Il mio un matrimonio di 10anni più bassi che alti
    Io perennemente in cerca di attenzioni e un marito assente
    Mi lascio corteggiare e cedo…mi innamoro di un uomo vivo con lui momenti fantastici lascio casa e decido di separarmi…per me ma soprattutto per iniziare questa nuova relazione..lui l’amante che prima era sicuro deciso e tenace è stato colto da mille dubbi paure insicurezze
    Decide di troncare sa di amarmi ma che non può affrontare tutto questo
    Non so come agire
    Grazie per la disponibilità

    Rispondi
    • Valeria Randone
      6 Marzo 2020 20:36

      Buonasera gentile Lettrice,
      la sua testimonianza racchiude il mio articolo.
      Purtroppo non ci sono soluzioni antidolorifiche. Valuti di effettua percorso personale con un mio Collega. Ne trarrà grande giovamento. Se desidera essere seguita da me, mi trova a Roma e Catania.
      Un caro saluto

      Rispondi
  • Bell’articolo, peccato che la parte del cattivo finto innamorato che fugge sia attribuita con superficialità all’uomo.
    A me uomo è successo l’esatto contrario cioè una donna che prima mi cerca, seduce, dice che sono l’altra meta della mela e poi quando dico a mia moglie che voglio la separazione, lei (l’amante donna) dice che deve stare col marito debole, coi suoceri poverini che si fidano di lei, con i figli che non può traumatizzare.
    Saluti,

    Rispondi
  • Ciao Osvaldo,
    Vivo la stessa esperienza. Poi il Covid ha fatto tornar mamme e mogliettine le nostre „amanti“, per senso di colpa e del dovere, ok, ma che frustrazione!

    Rispondi
  • Una coppia non si disfa se a condurre il gioco del matrimonio si impegnano entrambe le persone. Ma se uno per anni tira il carretto e l’altro rimane indietro perché incapace di mettersi in gioco o perché non è in grado di rischiare e di coltivare l’amore che, giorno dopo giorno, deve essere annaffiato come una piantina, allora è inevitabile che uno dei due non si senta più compreso e soffra e pensi che tutta la responsabilità del fallimento sia causa dell’altro.Ed è inevitabile quindi innamorarsi di un’altra persona che a sua volta,sposata, sente di avere finalmente omprensione da qualcuno. Gioco perverso che non porterà a nulla se non a distruggere. E davvero si può basare la propria felicità sull’infelicità di altre persone? Chi lo fa ama solo se stesso e dell’amore vero non ha capito nulla e non ha conosciuto nulla. 30 di rapporto con una persona, di cui 20 di matrimonio. Tre figli. 25 anni di amore vero, di due anime diventate una, di complicità e di intesa, di litigate,come tutti, e di pace fatta. Poi la crisi, 5 anni fa, per motivi troppo lunghi da dire in questi contesti.Da un anno separati di fatto. Lui aveva già la donna che ha tutt’ora.Naturalmente tanto più giovane,lui ha 53 anni e lei è giovane e con un figlio piccolo. La moglie cattiva, il marito cattivo e due cuori che si incontrano e si comprendono. Classico e squallido. Quando ci siamo lasciati mi ha giurato e spergiurato di non avere nessuna, ma lui da anni é diventato un bugiardo cronico, slitta le responsabilità con le bugie e non è capace di affrontare le cose.Non c’è nulla di più devastante di qualcuno a cui credi che tradisce la tua fiducia. Una donna sa sempre quando il marito tradisce, solo un’ingenua non lo sa. Gli ho chiesto di farmi il favore di dirmi se dovesse trovare qualcuna, in modo da non scoprirlo vedendolo per strada o sapendolo da altri, perché mi avrebbe devastata. Ha promesso di farlo e continta a giurare che non c’è nessuna ma io ho le prove che sta ancora con lei.Ed il fatto che continui a mentire,anzi mi aggredisce e mi fa passare da str…ogni volta, è il dolore più grande che possa farmi. Ed il peggio è che anche le mie figlie hanno capito anche se io continuo a dir loro che se anche avesse una relazione sarebbe normale perché è da un anno che non stiamo più assieme ed anch’io potrei trovarmi qualcuno.Faccio di tutto per conservare il loro rapporto con lui, ma lui è così preso che non si rende conto degli errori che fa anche con loro e che così rischierà di perdere perché a loro volta anche loro si sentono tradite dalla sua mancanza di sincerità. Lui ha dimenticato tutto il buono che c’è stato tra noi, valgono solo i 5 anni peggiori della nostra vita e questo fa male e mi spezza il cuore in due.N9n tornerei mai più con lui,pur amandolo ancora, perché quando qualcuno tradisce la tua fiducia rimane una ferita che non può cicatrizzante e resterà sempre il dubbio se quella persona ti racconta la verità o meno. Vivo il lutto della separazione. Lo affronto e sto male,ma sto ripartendo da me e so che un giorno passerà. Ma con i suoi comportamenti non mi sento messa dentro il vaso delle immondizie, peggio, mi sento messa sotto a quel vaso. Ho fatto tanti errori con lui e me ne pento e vorrei poter tornare indietro. Ma io almeno li riconosco,lui no. Un matrimonio si fa in due ed in due si disfa,non è mai colpa di uno solo. Peccato che ora lui sia convinto sia solo colpaia ed abbia cancellato anche il bene che c’è stato. Fa male da morire tutto quello che vivo. Ho perso mia madre, ho perso lui, ho perso 4 mesi fa mia sorella. Tutto questo nel giro di 3 anni. Ed ora dono sola al mondo. Ho le mie figlie,ma loro sono da accudire, non da caricare di dolori miei. Riparto da me. Con tanto dolore. Ma ce la farò. Però vorrei dire a tutti voi amanti che vi sentite tanto innamorati ed incompresi che non siete nel giusto. Siete degli egoisti,forse un pò narcisisti, che pensano solo a sé stessi, che cercano rifugio ma questo non è amore, questo vostro è solo un bisogno. E la propria felicità non si costruisce mai sul dolore degli altri, specie dei figli. A volte dovreste farvi un esame di coscienza e comprendere i vostri wrtori ed il vostro modo di ferire. Io a lui toglierei gli occhi 1000 volte al giorno, a volte sono piena di una rabbia disperata nei suoi riguardi per il male che mi fa (e che fa anche a lei. Le ha mai detto che io ufficialmente non so di lei?non credo proprio conoscendolo) ma gli auguro tutto il bene del mondo perché lo vorrei felice. E con la stessa intensità ed il medesimo amore gli auguro che finisca con lei, perché non è lei che lo rende migliore, anzi da quando sta con lei è cattivo e lui cattivo e senza valori e senza Dio non lo era mai. Gli auguro che finisca per il suo bene e che trovi la compagna della vita che lo faccia star bene e gli dia quello che io non sono stata più capace di dargli. Ma a voi amanti ripeto: non siete voi a rendere felici, non diete voi ad avete l’amore vero. Siete solo un fuoco di paglia e con il vostro egoismo soltanto giocate con i sentimenti degli altri e non bi ponete nemmeno il problema. A voi piacerebbe soffrire così? E desidererei te che i vostri figli provassero lo stesso dolore che imponente ai figli dell’altro?

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  • Complimenti per l’esposizione. 36 anni io sposato da 7 e con figlio di 6, in coppia da 16 anni. Assumo 4 anni fa una nuova segreteria che forte della “crisi” post nascita di mio figlio con eterne accuse da parte di mia moglie per trascorrere 13/14 ore al giorno fuori per lavoro non ha difficoltà a farmi perdere la testa. Aveva 24 anni all’epoca dei fatti ed io 32. insomma inizia questo amore infuocato, vulcanico. Ci innamoriamo, lei ad un certo punto racconta tutto ai suoi e lascia il ragazzo, eravamo convinti di voler vivere insieme. I suoi , tipi retrò, ovviamente spingono sul fatto demotivazionale che io avevo già un bimbo ed ero il suo capo. Non poteva funzionare, e la obbligano a fare dietro front. Lei per non far soffrire la mamma già depressa decide che questa sia la scelta più saggia, torna con il fidanzato ed in famiglia sua torna la quiete. Inutile dire che noi continuiamo a rincorrerci per tutto il nostro tempo. Mi dice che si sarebbe sposata, e così ho voluto che fosse per fare un 1 a 1 palla al centro. Adesso a nemmeno un anno del suo matrimonio stiamo sempre ai blocchi di partenza, ci amiamo (io ne sono sicuro, ma a questo punto non so se fidarmi di lei). La vedo stranita, sofferente per questo amore clandestino. Mi dice di esser diventata bulimica e che sfoga tutta la sua frustazione nel cibo perchè non vorrebbe vedere soffrire i suoi genitori ed il suo “compagno”. Le chiedo di poterla aiutare, di farsi aiutare da un professionista. Vorrei che stesse bene. Ancora però non ha iniziato il suo percorso. Cosa posso fare?io la amo, ne sono convinto. farei di tutto per lei. Basterebbe un cenno e farei immediatamente la separazione, cosa che non ho fatto sin ora perchè almeno posso godermi mio figlio quando rientro a casa. Ammetto che non lascerei mai la famiglia per nessun’altra donna al mondo. Esimia dottoressa mi dia lei delle dritte perchè veramente io sono in burnout

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    • Valeria Randone
      6 Luglio 2020 16:37

      Buonasera,
      a volte la terapia di un partner – anche altro, come nel Suo caso – aiuta il partner immobile, spaventato.
      Vada lei in avanscoperta, la sua chiarezza del cuore e delle parole e gesti, aiuterà entrambi.
      Auguri per tutto

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  • Buongiorno, lei sposata, secondo matrimonio, io single…
    Dopo pochi mesi dal matrimonio, divento il suo amante, ora, sono tre anni.
    Lei non lascia, ed ama entrambi, afferma che il tempo fara il suo corso, accettando, sia, se domani mattina, il marito dovesse lasciarla, sia che lo faccia io.
    Ci amiamo, ed io, le ho detto, che mi piacerebbe, poter vivere alla luce del sole, la nostra relazione, ma sono cosciente, che economicamente, non posso chiederle, di abbassarsi al mio livello, e perdere parte del patrimonio, per me.
    Ci vediamo tutti i giorni, anche per il caffè, e riusciamo, a ritagliarci anche giorni insieme.
    Ciò che mi chiedo io, possibile, che lui, il marito, sia cieco e sordo?

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    • Valeria Randone
      18 Luglio 2020 11:58

      Buongiorno,
      non so dirle se il marito sa, fa finta di non sapere, ignora i fatti e le emozioni (o la mancanza di emozioni).
      Non conosco le dinamiche di coppia della sua amante. Potrebbe trattarsi di “negazione”, un potente meccanismo di difesa della psiche che impedisce di vedere per non sentire troppo dolore. Di altro. Di un compromesso.
      Credo, però, che sarebbe più utile spostare il focus della sua domanda su di lei.
      Cosa vuole davvero? Quanto è disposto ancora a condividere un amore? Ad aspettare?
      Una consulenza individuale credo che potrebbe aiutarla a mettere a fuoco il suo volere e le sue paure.
      Un cordiale saluto

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      • Innanzitutto grazie della risposta, valuterò un aiuto esterno, comunque, rispondo alle sue domande.
        Le rispondo io,
        Cosa voglio io?
        Lei!
        Non sono più disposto a condividerla, ma… lei è molto abbiente, io no.
        Non si può chiedere a qualcuno di rinunciare ai sacrifici di una vita per amore.
        Posso vivermela solo in questo modo, e lei dovrebbe rinunciare, alla sua vita agiata, con a fianco un uomo come me.
        La paura??
        Dirle addio

        Rispondi
  • Io sposato da 10 anni 2 figli, rapporti sessuali finiti da 3 anni, incontro una ragazza molto più giovane di me, fidanzata con uno che sposerà dopo un anno. all’inizio solo sesso poi a tre mesi dal suo matrimonio, ci avviciniamo sempre di più, le dico che non deve sposarsi, ma lei non riesce a far saltare tutto e si sposa, io soffro come un cane ma lei dopo il viaggio di nozze si fa risentire e ci rivediamo e passano cosi altri 2 anni di frequentazioni saltuarie, lei vive in un altra città, ci vediamo una volta al mese, ci scriviamo sempre, video, complicità sessuale al massimo, ora lei si trasferirà in un altra città, un po più lontana, a causa del lavoro del marito, vedersi sarà ancora più difficile, ho deciso di lasciarla, ma sto morendo di dolore, lei mi ha detto che mi ama, che non immagina la mia sua vita senza me e che però non lascia il marito, dov’è l’errore?.

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  • Grazie infinite Dott.sa Randone. Parole illuminanti. Ma nel caso l’amante donna continui razionalmente a scegliere il marito, a definire questa scelta ‘consapevole’ e reiterare questa scelta nelle comunicazioni e in alcuni silenzi e comportamenti (seppur in un quadro generale di atteggiamenti altalenanti), salvo poi ammettere di provare ancora qualcosa (almeno a suo dire) per l’amante, e ‘ricadere’ ogni tanto nelle dinamiche della relazione clandestina….beh, insomma, come dovrebbe interpetarsi questo comportamento? Dove la verita’, se di verita’ si puo’ parlare? Chiedo per un amico! ;-)

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    • Valeria Randone
      7 Gennaio 2021 07:16

      Buongiorno,
      dica al suo amico da parte mia, che oltre all’amante, a ciò che vuole e non vuole, alle sue ambivalenze del cuore, anche lui (il suo amico) ha potere decisionale.
      Quando si parla di “relazioni” i giocatori del cuore sono sempre due, in questo caso tre, ma i comportamenti dell’uno dipendono da quelli dell’altro. Visibili o invisibili.
      Un caro saluto.

      Rispondi
      • Buongiorno a Lei, e grazie innanzi tutto della risposta.
        Si anche io, il famoso ‘amico’, ho potere decisionale. Eppure sento di essere paralizzato in questo limbo di cose non sviscerate, mi arrovello nel cercare il perche’ di tutto, e soffro nel non comprenderne il significato. Idealizzazione pura. Amore totalizzante, affamato e sofferente. E ripetendomi di essere stato sempre io quello ‘un po’ piu’ coerente’, che sapeva davvero ‘chi’ voleva, continuo a sentirmi in diritto di chiedere spiegazioni, di pretendere la fine delle ambivalenze, ignaro di tutte le dinamiche ‘a piu’ giocatori’ (nel nostro caso quattro!) a cui Lei fa riferimento. Speriamo nella psicoterapia che ho iniziato, ma per ora scarsi risultati…Grazie ancora!

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  • Buongiorno dottoressa, sono al mio secondo matrimonio, sulle mani conto i mesi in cui, subito dopo ho iniziato a tradire il mio partner più vecchio di me, con un mio coetaneo, cosa che va avanti da anni.
    Con mio marito che è molto rigido, non abbiamo mai avuto una vita sessuale appagante, anzi negli ultimi due anni è assente, lui non riesce, è un problema psicologico che non vuole risolvere.
    L’altro mi da ciò che mi manca, mi fa sentire desiderata bella e con lui fare l’amore è davvero indescrivibile, per la mia età mi sento e mi eccito come nella mia giovinezza, eppure nonostante gli abbia più volte ricordato che con me, non avrà un futuro, lui non manca mai.
    Ho iniziano un percorso da uno psicoterapeuta per cercare di capire, eppure io all’altro non voglio assolutamente rinunciare, e lui non rinuncia a me.

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    • Valeria Randone
      2 Aprile 2021 17:38

      Gentile Lettrice,
      credo che la strada della psicoterapia e della chiarezza, del corpo e del cuore, sia la più saggia.
      Un caro saluto e auguri per tutto.

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