Serena desiderava un figlio ma il marito non desiderava più Serena

Le vostre storie, le mie parole.
Serena desiderava un figlio ma il marito non desiderava più lei: spezzone di consulenza trasformato in un atroce racconto di una mancata maternità
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Cara dottoressa,
sin da quando ero bambina giocavo a fare la mamma. Prendevo il cuscino più panciuto di casa di nonna e lo incastravo sotto il mio maglione.
Mi guardavo allo specchio di profilo e accarezzavo il cuscino facendo finta che al posto del cuscino ci fosse un bambino. Il mio sogno più grande era diventare adulta, autonoma, innamorarmi e poi finalmente diventare madre, avere un ventre pieno e un cuore pulsante.
Volevo essere come mia madre, una donna bella e affascinante, profumata e premurosa.
Mia madre mi ha insegnato tanto e dato tanto. La osservavo e imparavo, era una donne che insegnava vivendo, mai una predica, mai una ramanzina o una punizione, mai.
Crescevo, studiavo, danzavo. Non ho avuto la classica fase adolescenziale di odio e di astio nei suoi confronti, la consideravo un modello meraviglioso da poter imitare, con grande invidia e meraviglia delle altre madri.
Mia madre è diventata madre mentre perdeva sua madre, ha affrontato questo immenso dolore tessendo un legame unico e privilegiato con me, del quale mi sento ancora adesso una privilegiata.
Ho seguito nel più breve tempo possibile tutte le tappe possibili e immaginabili: mi sono laureata con il massimo dei voti, ho fatto il master all’estero, ho trovato un fidanzato che non fosse uno sciagurato e che mi amasse come io amavo lui, ho trovato un lavoro, mi sono sposata, ho acquistato casa, e adesso non vedo l’ora di diventare madre.
Mio marito è sempre stato un uomo attento e appassionato, ma da quando abbiamo deciso di mettere al mondo un bambino ha smesso di desiderarmi.
Mi ignora, mi fa sentire invisibile e trasparente. Non mi desidera più sessualmente, e quando mi avvicino con fare dolce e suadente pensa che lo faccia per estorcergli il liquido seminale.
Il suo sguardo evitante mi appiccica addosso la sgradevole sensazione di essere una sorta di mantide religiosa: colei che vuole il suo seme a scapito del suo amore.
Mi creda dottoressa, non è affatto così. Desideravo una famiglia e un figlio più dell’aria che respiro. Lo so che lei mi crede, ma non mi crede lui.
Adesso, desidero mio marito ma lui non desidera me. Sono disperata.
Oltre al danno si aggiunge la beffa.
Gli anni passano, gli ovociti invecchiano e diminuiscono, e il processo separativo tra mio marito e me è ufficialmente in corso.
Non facciamo l’amore quasi mai, e quando raramente accade, lo facciamo nei giorni in cui ho il ciclo mestruale e ovviamente non sono fertile. Il suo desiderio sessuale ha un’impennata nei giorni pre e post ciclo e una chiara deflessione durante la finestra fertile.
Ma le sembra giusto? normale? Perché devo subire questa punizione.
Amo un uomo che non ama me e che non mi renderà mai madre. Questo non è amore ma una trappola. Mi ha imbrogliata, mi ha tenuto segrete le sue paure, mi sento in lutto. Come direbbe lei sto vivendo il lutto della progettualità.
Sono certa che con il suo aiuto troverò il coraggio di lasciarlo e di inseguire il mio sogno: avere un bambino anche senza di lui.

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