Andare a letto con un altro partner è tradimento. Baciare un altro partner è tradimento. Scrivere email d’amore e di desiderio ad altro dal coniuge, forse.
Chattare appassionatamente allegando foto e parole, forse.
Fantasticare di fare l’amore con un partner che abita soltanto la fantasia, forse.
Definire, o ridefinire ai tempi del web, il tradimento è tra le imprese più acrobatiche che ci siano. Le coppie trafitte dal tradimento reclamano giustizia e, spesso, confondono noi clinici per legali.
Il tradimento, però, ci fornisce verità silenti su chi lo agisce e su chi lo subisce.

Un tacito patto con l’infelicità

Il tema tradimento, più precisamente cosa può considerarsi tradimento e cosa non, si divide in fazioni. C’è chi sostiene che senza corpo non si attua un reale tradimento; chi sostiene che anche quando il corpo abita un talamo e il cuore un cellulare, si tratta pur sempre di tradimento.
Chi difende la teoria secondo la quale una sessualità senza amore non è annoverabile nella categoria tradimento, come se il sesso senza amore non avesse alcun valore e venisse equiparato a una sorta di autoerotismo assistito; e chi difende a spada tratta l’integrità tra corpo e cuore, secondo la quale anche un bacio o l’invio saltuario e peccaminoso di un sms diventa tradimento.
In realtà, il concetto di tradimento è davvero sfaccettato e include corpo e cuore, desideri e progetti, mancanze e compensazioni.

Tradimento online, dall’amante di penna all’amante di chat

Tra i nuovi traditori abbiamo gli amanti virtuali. Un perfetto sconosciuto che scrive email d’amore, straripanti di passione, a una perfetta sconosciuta, coadiuvati dalla segretezza e dal presunto anonimato, tra lucine lampeggianti e fedifraghe che illuminano le loro notti altre e altrove.
Sono coloro che, tra mancanze e compensazioni, si amano senza corpo e senza sensi. Senza lenzuola, senza odori e umori. Apparentemente senza postumi, rischi e scomodi sensi di colpa.
Questa forma di tradimento viene consumata segretamente da chi scrive email d’amore e di desiderio, scaldate da parole audaci e rese ancora più trasgressive da immagini o video hot; il tutto rigorosamente a casa propria. A debita distanza dal mondo dell’altro.
Il protagonista del tradimento agisce in silenzio, sotto le lenzuola, silenziando la suoneria delle notifiche, il più delle volte mentre divide lo stesso talamo coniugale con il partner reale.
Quello ignaro, e in carne e ossa.

Imparare dal tradimento

Le relazioni extraconiugali hanno tanto da insegnarci sulle relazioni tra gli esseri umani, sui perché, sui desideri e sulle mancanze.
Aprono un varco invisibile a un esame analitico e profondo delle dinamiche di coppia. Gli amanti costringono ad affrontare interrogativi sconosciuti, scomodi per la psiche e per i valori introiettati.
Un amante non appare all’improvviso, ma viene preceduto da tutta una serie di campanelli d’allarme, anche molto rumorosi, spesso tacitati da un potente meccanismo della psiche: la negazione.
Dobbiamo cercare di capire quali sono le motivazioni che spingono una persona che ha faticato tanto per avere quel legame a tradirlo, a varcare i confini geografici del matrimonio per andare altrove.
Quando ha smesso di crederci, di investire, di sperare che mai nessuno si sarebbe intromesso dentro la sua coppia.

Dire o non dire al partner del tradimento? Dalla catarsi alla crocifissione

Una delle domande che più frequentemente mi pongono in terapia è se dire o meno al partner del tradimento.
Trafiggerlo ulteriormente o proteggerlo? Un amore segreto va sempre confessato?
Confessare o meno un tradimento non dipende dalla dose di onestà del traditore, ma della dose massiccia di senso di colpa postumo e dalle possibili risorse della coppia, assolutamente indispensabili per affrontare il dopo.
Da una prima lettura, le avventure e le relazioni extra coniugali vengono associate a una vita sessuale scadente intra coppia, una ad alta intensità erotica, e a bugie plurime extra coppia.
In realtà, l’infedeltà è una porta d’accesso alle complesse e variopinte dinamiche delle relazioni amorose. Tra desideri, trasgressioni e mistificazioni.

L’infedeltà ci obbliga a fare i conti con le forze contrastanti della passione e della pulsione. Perché anche tradire regala infelicità

Un amore infedele cammina in bilico tra istanze contrapposte.
L’amore con la sua impossibilità, lo strazio in itinere e postumo, l’impossibilità di incontrare il partner destinatario di così tanto amore e immensa passione.
Quando il desiderio tracima gli argini della passione, tutto diventa dolore.
L’assenza dell’oggetto di desiderio strugge di mancanza, e ha le sembianze di quello che manca. Si trasforma quasi in una allucinazione perenne.
Altre emozioni antitetiche occupano lo spazio-tempo di un tradimento. Tra queste, l’angoscia abbandonica e il senso di colpa. La paura di perdere il partner amato, amplificata dal senso di colpa per il partner ufficiale. Un tempo frazionato, in bilico tra le linee guida del cuore e gli strappi della ragione.
Segue l’urgenza.

Quando nasce ed esplode un amore, l’urgenza di vedere, di baciare, di toccare l’amato occupa tutte le stanze della psiche.
Diventa il primo pensiero al mattino, e l’ultimo alla sera. Ogni circostanza, reale o pretestuosa, si trasforma in un’opportunità per condividere anche soltanto qualche breve istante con l’amante.
Un’altra coppia di emozioni contrastanti e deleterie che caratterizza gli amori altri, o le anime in affitto, è formata dal tarlo del sospetto e dal delirio di gelosia.
Chi tradisce, solitamente, è particolarmente sospettoso.
Proietta sul partner i propri sentimenti e le proiezioni emozioni. Pensa che anche lui, o lei, possa tradire a sua volta.
In questo ginepraio emozionale la sofferenza diventa la vera protagonista di così tante ambivalenze del cuore.
Seguono la voglia di vendetta e l’impulso incontrovertibile di pareggiare i conti.
Dente per dente, la legge del taglione regolamenta i tradimenti e i traditi.
Il tradito, o il tradito dall’amante perché non scelto e non promosso a coniuge, prima o poi, decide di vendicarsi.
C’è chi tradisce il traditore, tradendo in realtà soltanto sé stesso.
Proseguendo in questo cammino impervio e labirintico, giungiamo all’inevitabile epilogo. La fine.
In questo universo di forze irrazionali e contrastanti abitano gli amori infedeli.

La rete come difesa dai sentimenti

Chattare, non equivale ad amare. Le e-mail e gli infiniti messaggi che transitano da Facebook o Twitter, o da WhatsApp vengono considerati i corrispettivi moderni – o meglio i surrogati, o la loro brutta copia – di una datata lettera d’amore.
Emozioni ed Eros dentro un’app.
I tanti amanti virtuali credono di amare davvero, anche senza corpo, ma sostengono fermamente che non tradiscono, proprio perché senza corpo.
Il paradosso dei paradossi.
Per scrivere una lettera d’amore, però e per fortuna, erano indispensabili impegno emotivo, confidenza con la scrittura – oggi gli sgrammaticati imperano e perseverano! -, la voglia di arrivare direttamente al cuore della persona amata.
Adesso, le emoticon impoveriscono e tentano di surrogare la tonalità emozionale dei sentimenti, e la tecnologia facilita il compito alla seduzione.
Il web, per quanto immediato e schietto, depotenzia l’aspetto romantico della comunicazione sentimentale, in funzione della necessità di estrema sintesi, della velocità, e della totale mancanza della capacità d’attesa.
Le chat accorciano le distanze e ne creano di altre. Lo slow dating si è sostituito alle mille app per rincontri, e quando un possibile pretendente non emoziona più, si passa subito a un altro, in un altro social.
Online, solitamente, mancano le tonalità affettive, si passa dal tutto o niente.
Senza esporsi ai veri rischi affettivi: la rete protegge dal reale coinvolgimento.
Nella peggiore delle ipotesi, l’amante virtuale viene cancellato con un risolutivo click, unitamente ai sensi di colpa.
Alcuni sostengono che la chat o la mail creano la giusta distanza, come se fossero una sorta di via di mezzo tra l’urgenza di esserci, tipica di chi è innamorato, e la semplice rassicurazione di una disponibilità affettiva perenne.
Il tutto si consuma dall’altra parte del monitor del pc, senza esporsi a veri e propri rischi affettivi.

Amare e tradire online, nell’illusoria e paludosa terra del web, non è immune da rischi. Anche se il tradimento è virtuale, la sofferenza postuma è reale. Sempre.
Le complicanze sono tante, anche per i cuori impavidi e apparentemente effetti collaterali-resistenti.
Nella ricerca di un’illusoria e fantasiosa storia d’amore o di facile soddisfazione sessuale, il web funge da paracadute, tiene al riparo dal coinvolgimento profondo.
Tiene a bada la paura del coinvolgimento, della connessione profonda con l’amante virtuale, colui o colei che abita la terra dell’altrove. L’altra parte del computer.
Amori, meteore o longevi, consumati senza il rischio di contatti fisici, quindi, senza il rischio apparente di essere considerati un vero tradimento, facendo transitare la presunta relazione in un vero e proprio erotismo assistito.
Una sessualità da usare, non di cui fruire.
L’amore è davvero complicato, ma l’infedeltà – virtuale o carnale – lo è ancora di più: è una finestra, anzi è un osservatorio privilegiato, sulle infinite sfaccettature della psiche umana.
Conoscerla a fondo è l’unica strategia per prevenirla.