Tradire online, tradimenti virtuali, sofferenza reale. Ridefinire l’infedeltà

Tradire online

Andare a letto con un altro partner è tradimento. Baciare un altro partner è tradimento. Scrivere email d’amore e di desiderio ad altro dal coniuge, forse.
Chattare appassionatamente allegando foto e parole, forse.
Fantasticare di fare l’amore con un partner che abita soltanto la fantasia, forse.
Definire, o ridefinire ai tempi del web, il tradimento è tra le imprese più acrobatiche che ci siano. Le coppie trafitte dal tradimento reclamano giustizia e, spesso, confondono noi clinici per legali. Il tradimento, però, ci fornisce verità silenti su chi lo agisce e su chi lo subisce.

Un tacito patto con l’infelicità

Il tema tradimento, più precisamente cosa può considerarsi tradimento e cosa non, si divide in fazioni. C’è chi sostiene che senza corpo non si attua un reale tradimento; chi sostiene che anche quando il corpo abita un talamo e il cuore un cellulare, si tratta pur sempre di tradimento. Chi difende la teoria secondo la quale una sessualità senza amore non è annoverabile nella categoria tradimento, come se il sesso senza amore non avesse alcun valore e venisse equiparato a una sorta di autoerotismo assistito; e chi difende a spada tratta l’integrità tra corpo e cuore, secondo la quale anche un bacio o l’invio saltuario e peccaminoso di un sms diventa tradimento.
In realtà, il concetto di tradimento è davvero sfaccettato e include corpo e cuore, desideri e progetti, mancanze e compensazioni.

Tradimento online, dall’amante di penna all’amante di chat

Tra i nuovi traditori abbiamo gli amanti virtuali. Un perfetto sconosciuto che scrive email d’amore, straripanti di passione, a una perfetta sconosciuta, coadiuvati dalla segretezza e dal presunto anonimato, tra lucine lampeggianti e fedifraghe che illuminano le loro notti altre e altrove. Sono coloro che, tra mancanze e compensazioni, si amano senza corpo e senza sensi. Senza lenzuola, senza odori e umori. Apparentemente senza postumi, rischi e scomodi sensi di colpa.
Questa forma di tradimento viene consumata segretamente da chi scrive email d’amore e di desiderio, scaldate da parole audaci e rese ancora più trasgressive da immagini o video hot; il tutto rigorosamente a casa propria. A debita distanza dal mondo dell’altro.
Il protagonista del tradimento agisce in silenzio, sotto le lenzuola, silenziando la suoneria delle notifiche, il più delle volte mentre divide lo stesso talamo coniugale con il partner reale.
Quello ignaro, e in carne e ossa.

Imparare dal tradimento

Le relazioni extraconiugali hanno tanto da insegnarci sulle relazioni tra gli esseri umani, sui perché, sui desideri e sulle mancanze.
Aprono un varco invisibile a un esame analitico e profondo delle dinamiche di coppia. Gli amanti costringono ad affrontare interrogativi sconosciuti, scomodi per la psiche e per i valori introiettati.
Un amante non appare all’improvviso, ma viene preceduto da tutta una serie di campanelli d’allarme, anche molto rumorosi, spesso tacitati da un potente meccanismo della psiche: la negazione. Dobbiamo cercare di capire quali sono le motivazioni che spingono una persona che ha faticato tanto per avere quel legame a tradirlo, a varcare i confini geografici del matrimonio per andare altrove.
Quando ha smesso di crederci, di investire, di sperare che mai nessuno si sarebbe intromesso dentro la sua coppia.

Dire o non dire al partner del tradimento? Dalla catarsi alla crocifissione

Una delle domande che più frequentemente mi pongono in terapia è se dire o meno al partner del tradimento.
Trafiggerlo ulteriormente o proteggerlo? un amore segreto va sempre confessato?
Confessare o meno un tradimento non dipende dalla dose di onestà del traditore, ma della dose massiccia di senso di colpa postumo e dalle possibili risorse della coppia, assolutamente indispensabili per affrontare il dopo.
Da una prima lettura, le avventure e le relazioni extra coniugali vengono associate a una vita sessuale scadente intra coppia, una ad alta intensità erotica, e a bugie plurime extra coppia.
In realtà, l’infedeltà è una porta d’accesso alle complesse e variopinte dinamiche delle relazioni amorose. Tra desideri, trasgressioni e mistificazioni.

L’infedeltà ci obbliga a fare i conti con le forze contrastanti della passione e della pulsione. Perché anche tradire regala infelicità

Un amore infedele cammina in bilico tra istanze contrapposte.
L’amore con la sua impossibilità, lo strazio in itinere e postumo, l’impossibilità di incontrare il partner destinatario di così tanto amore e immensa passione.
Quando il desiderio tracima gli argini della passione, tutto diventa dolore.
L’assenza dell’oggetto di desiderio strugge di mancanza, e ha le sembianze di quello che manca. Si trasforma quasi in una allucinazione perenne.
Altre emozioni antitetiche occupano lo spazio-tempo di un tradimento. Tra queste, l’angoscia abbandonica e il senso di colpa. La paura di perdere il partner amato, amplificata dal senso di colpa per il partner ufficiale. Un tempo frazionato, in bilico tra le linee guida del cuore e gli strappi della ragione. Segue l’urgenza.

Quando nasce ed esplode un amore, l’urgenza di vedere, di baciare, di toccare l’amato occupa tutte le stanze della psiche.
Diventa il primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera. Ogni circostanza, reale o pretestuosa, si trasforma in un’opportunità per condividere anche soltanto qualche breve istante con l’amante.
Un’altra coppia di emozioni contrastanti e deleterie che caratterizza gli amori altri, o le anime in affitto, è formata dal tarlo del sospetto e dal delirio di gelosia.
Chi tradisce, solitamente, è particolarmente sospettoso.
Proietta sul partner i propri sentimenti e le proiezioni emozioni. Pensa che anche lui, o lei, possa tradire a sua volta. In questo ginepraio emozionale la sofferenza diventa la vera protagonista di così tante ambivalenze del cuore.
Seguono la voglia di vendetta e l’impulso incontrovertibile di pareggiare i conti.
Dente per dente, la legge del taglione regolamenta i tradimenti e i traditi.
Il tradito, o il tradito dall’amante perché non scelto e non promosso a coniuge, prima o poi, decide di vendicarsi.
C’è chi tradisce il traditore, tradendo in realtà soltanto sé stesso.
Proseguendo in questo cammino impervio e labirintico, giungiamo all’inevitabile epilogo. La fine. In questo universo di forze irrazionali e contrastanti abitano gli amori infedeli.

La rete come difesa dai sentimenti

Chattare, non equivale ad amare. Le e-mail e gli infiniti messaggi che transitano da Facebook o Twitter, o da WhatsApp vengono considerati i corrispettivi moderni – o meglio i surrogati, o la loro brutta copia – di una datata lettera d’amore.
Emozioni ed Eros dentro un’app.
I tanti amanti virtuali credono di amare davvero, anche senza corpo, ma sostengono fermamente che non tradiscono, proprio perché senza corpo. Il paradosso dei paradossi.
Per scrivere una lettera d’amore, però e per fortuna, erano indispensabili impegno emotivo, confidenza con la scrittura – oggi gli sgrammaticati imperano e perseverano! -, la voglia di arrivare direttamente al cuore della persona amata.
Adesso le emoticon impoveriscono e tentano di surrogare la tonalità emozionale dei sentimenti, e la tecnologia facilita il compito alla seduzione.
Il web, per quanto immediato e schietto, depotenzia l’aspetto romantico della comunicazione sentimentale, in funzione della necessità di estrema sintesi, della velocità, e della totale mancanza della capacità d’attesa.
Le chat accorciano le distanze e ne creano di altre. Lo slow dating si è sostituito alle mille app per rincontri, e quando un possibile pretendente non emoziona più, si passa subito a un altro, in un altro social.
Online, solitamente, mancano le tonalità affettive, si passa dal tutto o niente.
Senza esporsi ai veri rischi affettivi: la rete protegge dal reale coinvolgimento.
Nella peggiore delle ipotesi, l’amante virtuale viene cancellato con un risolutivo click, unitamente ai sensi di colpa.
Alcuni sostengono che la chat o la mail creano la giusta distanza, come se fossero una sorta di via di mezzo tra l’urgenza di esserci, tipica di chi è innamorato, e la semplice rassicurazione di una disponibilità affettiva perenne.
Il tutto si consuma dall’altra parte del monitor del pc, senza esporsi a veri e propri rischi affettivi.

Amare e tradire online, nell’illusoria e paludosa terra del web, non è immune da rischi. Anche se il tradimento è virtuale, la sofferenza postuma è reale. Sempre.
Le complicanze sono tante, anche per i cuori impavidi e apparentemente effetti collaterali-resistenti.
Nella ricerca di un’illusoria e fantasiosa storia d’amore o di facile soddisfazione sessuale, il web funge da paracadute, tiene al riparo dal coinvolgimento profondo.
Tiene a bada la paura del coinvolgimento, della connessione profonda con l’amante virtuale, colui o colei che abita la terra dell’altrove. L’altra parte del computer.
Amori, meteore o longevi, consumati senza il rischio di contatti fisici, quindi, senza il rischio apparente di essere considerati un vero tradimento, facendo transitare la presunta relazione in un vero e proprio erotismo assistito. Una sessualità da usare, non di cui fruire.
L’amore è davvero complicato, ma l’infedeltà – virtuale o carnale – lo è ancora di più: è una finestra, anzi è un osservatorio privilegiato, sulle infinite sfaccettature della psiche umana.
Conoscerla a fondo è l’unica strategia per prevenirla.

Spezzone di una consulenza

Marcella e la sua infelicità

Marcella (nome di fantasia) era una donna non bellissima, ma di grande spessore e personalità, profondamente confusa sul proprio percorso di vita, familiare e terapeutico. Mi aveva conttatata lo scorso luglio a causa di un momento di confusione
esistenziale ed emozionale, a seguito del procrastinarsi nel tempo di una crisi coniugale, con un riverbero a catena su famiglia d’origine, figli, autostima e gestione dello stress.
Sin dal primo colloquio mi rende partecipe della sua confusione e del suo malessere e, come un fiume in piena straripante, mi travolge con la sua convulsa storia di vita, familiare e sessuale. Mi dice subito di essersi sposata giovanissima, scarsamente consapevole, con pochissime esperienze alle spalle, e di essere passata dalla claustrofobica tutela paterna a quella sempre simbiotica e fusionale del marito. Mi racconta di un padre padrone, che la obbligava ad orari, regole comportamentali e sociali, a studi non voluti, a scelte non sentite. Un padre controllante e punitivo, che le ha sempre tarpato le ali e che, con il suo comportamento e monitoraggio, l’ha portata dritta all’altare. Altare che, più che una meta d’amore, è stato per lei una fuga dalla famiglia, verso la libertà, per riappropriarsi della propria vita.
L’uomo che aveva scelto, o che era stata costretta a scegliere, non si era dimostrato affatto come lei immaginava. La sua valutazione era stata abbondantemente filtrata dall’acceso desiderio di sfuggire alla famiglia, più che dall’innamoramento e dalla progettualità reale di vita futura. Il marito, che chiameremo Mario, era, a suo dire, un uomo ricco, potente e contenitivo. Dieci anni più grande di lei, aveva un aspetto rude e primitivo, ma un’indole dolce e materna. Il desiderio represso e di Marcella di assaporare la vita si era manifestato prepotentemente dopo la seconda gravidanza, avuta senza elaborazione e desiderio alcuno, sette mesi dopo la prima. Dopo la nascita della seconda bambina, infatti, Marcella non era riuscita a occuparsi della piccola, delegando l’accudimento alla turnazione di tate e colf, che abitavano la sua casa, ma non stemperavano i suoi sensi di colpa. Il pianto inconsolabile della piccola, diurno e spesso anche notturno, le creava stress e desiderio di fuga da una vita che sentiva non appartenerle più. Si sentiva ingabbiata in un ruolo che aveva scelto quasi con modalità obbligate e che aveva valutato come il male minore per la propria esistenza. Non riusciva più a occuparsi delle figlie, si sentiva stressata, provata, inseguita dalle cose da fare e dall’idea di come sarebbe dovuta essere la sua vita, che era molto difforme da come era in realtà. Da moglie di un marito benestante, avrebbe dovuto occuparsi della casa, delle figlie, del pranzo, dei compiti e delle attività pomeridiane, ma tutto questo non solo non le apparteneva, ma le stava stretto, generandole ansia e dolore. Il dolore provato si trasformava in atroci sensi di colpa, in un sentimento di stabile inadeguatezza e in una distrazione, ormai cronica, che le faceva smarrire le chiavi di casa, il telefono, scordare la porta aperta, il cane fuori, ecc. Queste continue distrazioni, a metà tra un disturbo adolescenziale e una sindrome depressiva, le facevano ricevere frequenti rimproveri dal marito, che sembrava invece incarnare l’immagine persecutoria paterna. Lei che mai aveva prestato attenzione all’aspetto fisico, si era trasformata in un’atleta, con un delirio estetico strutturato, oscillante tra centri spa e palestra, dietologo e chirurgo estetico.
Il comportamento quotidiano era improntato a una totale assenza di responsabilità. Stava ore e ore al computer giocherellando con Facebook e pubblicando news fotografiche ed esperenziali per i suoi infiniti “amici” online.
La seconda gravidanza sembrava avere scoperchiato il vaso di Pandora senza mezzi termini. Vaso che, però, era già straripante di insoddisfazioni, vita non vissuta e desideri rimossi. Lentamente, ma costantemente, questo gioco online era diventato per Marcella un diabolico strumento di seduzione: si comportava infatti come un’adolescente, sempre lì ad inserire foto, ad accettare gratificata e lusingata le svariate richieste d’amicizia e a corteggiare ex fidanzati che sembrano essere riemersi da un passato impolverato e turbolento.
Durante le frequenti navigazioni, conobbe un uomo, con il quale da lì a breve intraprese una relazione d’amore virtuale. Messaggi, chat notturne, fantasie segrete e segrete confessioni. Passionalità, bramosità, volitività: tutti elementi che erano da sempre mancati nella sua preconfezionata vita emozionale e matrimoniale. Quest’uomo, senza nemmeno conoscerla, aveva riacceso la sua femminilità, passionalità, curiosità, facendola sentire viva, amplificando sempre di più il divario tra quello che avrebbe voluto vivere e quello che invece era costretta a vivere. L’uomo della chat era un avvocato bellissimo, dolcissimo, molto presente nella sua vita e nel suo cuore, ma sempre e comunque dentro il monitor del suo pc. In passato, Marcella si era percepita algida, razionale e mai avrebbe guardato con gli occhi del desiderio e della passione un altro uomo al di fuori di suo marito.
Adesso trascorreva le giornate con attacchi acuti di sensi di colpa e una gran confusione che le attanagliava e tormentava la psiche ed il corpo. Mi aveva consultata dicendomi subito che non voleva rovinare il suo matrimonio e la sua salute mentale, che percepiva ormai molto compromessa. Dopo la terza consultazione concordammo che la strada da poter percorrere insieme doveva passare attraverso un percorso di comprensione delle pieghe della sua psiche e delle sue relazioni: quelle virtuali e quelle reali.
I legami duraturi, come il matrimonio di Marcella, caratterizzati dalle acrobazie e dalle fatiche del quotidiano, spesso tendono a sopire il desiderio sessuale e sfociano in una condizione di “calma piatta” che danneggia coppia, narcisismo, sessualità e seduzione. Marcella, così come tante donne e uomini, è profondamente irrisolta. Ha scelto un uomo senza avere la consapevolezza di sé, dei suoi desideri, voleri e necessità. Il matrimonio o la convivenza non può essere vissuto come una fuga o un transitare verso “altro” dalla fa- miglia d’origine. È un percorso, spesso in salita, improntato sul “piacere” e non sul “bisogno”. La relazione di Marcella era zoppicante sin dall’inizio, ed è bastato un ennesimo bagno ormonale, l’enorme fatica di diventare madre, perché gli equilibri, già precari, saltassero, azzerando coppia, stabilità personale e familiare, creando un silenzio dei sensi e della sessualità. Il trovare conforto, benessere e vitalità, tra le “braccia virtuali” di un perfetto sconosciuto, al quale Marcella si è “tecnoconcessa”, lascia trasparire dei nuclei di profonda solitudine e insoddisfazione sia personale, che di coppia.
Ma quando l’amante, da tenebroso e virtuale diventa reale, di carne, ossa e sensi, il coinvolgimento perdura? Molto spesso no. In generale, quando le amanti diventano mogli, perdono il loro potere erogeno e seduttivo, caratterizzato dal “tendere verso”. Quando l’amante, poi, dal web passa al reale, smarrisce quel fascino di mistero e seduzione che il computer gli conferisce.

13 Commenti. Nuovo commento

  • Sto vivendo una storia particolare. 13 anni fa mi sono iscritta per gioco ad un sito di incontri per adulti, nel senso che era finalizzato al sesso non ad una vita di coppia. Avevo 42 anni, separata, indipendente, bella. Mi sono divertita moltissimo incontra di splendide persone tra cui mio marito con il quale vivo da 12 anni di vero amore e complicità totale. La mia unica regola era frequentare solo uomini single e per questo ho rifiutato le richieste di un ragazzo più giovane di 15 anni impegnato.
    Questo ragazzo, oggi un uomo di 40 anni, ha continuato imperterrito a scrivermi di tanto in tanto, a distanza di uno o più mesi, sollecitando la mia femminilità ma comunque sempre respinto. Un anno fa, complice il mio cambio lavorativo (responsabilità maggiori in ambiente totalmente nuovo) ho ceduto alle sue provocazioni e iniziato a chattare quasi giornalmente con lui in modo anche spinto. Io modulo la messaggistica sulla sua, se scrive rispondo, quando smette smetto. In tredici anni non ho mai saputo il suo none vero, mai chiesto cosa faccia nella vita, se continuava ad essere impegnato e mai visto il suo volto.
    Per lui sono la donna ideale, non chiedo nulla, non parlo più del necessario,Sono ironica, lo provoco, soddisfò le sue fantasie.
    In questo ultimo anno ho saputo il suo nome reale, la zona in cui lavora, ho visto il suo sorriso ed il suo volto, le sue mani e so che ha una compagna che soddisfa i suoi bisogni sessuali minimi ma che lui ha bisogno di un coinvolgimento maggiore (fisicamente).
    Ultimamente abbiamo una voglia matta di realizzare realmente le nostre fantasie reciproche ma non lo facciamo.
    Spesso lui usa il futuro (ti farò, proverai, faremo, etc) di rimando lo provoco dicendo che se continua così io ci crederò davvero, e lui mi risponde che troveremo il tempo ed il modo.
    Durante il lockdown non si è fatto sentire, quasi tre mesi.
    Ammetto che ho patito, mi mancavano le sue attenzioni.
    Il nostro credo sia come uno spinello…ci da una botta di vita. Io sono lusingata e torno giovane e bella, lui si estranea dalla routine famigliare e allenta lo stress lavorativo (è uno stakanovista).
    Aspettiamo un momento che molto probabilmente mai si presenterà, ripetendo continuamente che volete è potere bilanciato da “se sarà, accadrà”.

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    • Valeria Randone
      9 Giugno 2020 06:57

      Gentile Lettrice,
      il passaggio dall’idealità alla realtà non sempre è immune da delusioni.
      Così come il paesaggio dalla chat alle lenzuola.
      Si chieda cosa le manca e cosa le da
      Un caro saluto

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  • Da circa tre settimane ho scoperto mio marito chattare con più persone. Tra queste una sua collega di lavoro. Lei una bellissima signora, inizialmente ho provato ad esserle amica ma poi ho notando alcuni atteggiamenti di entrambi che non mi piacevano. Da anni che soffro per questa loro amicizia ho chiesto più volte a mio marito di allontanarsi da lei. Mio marito in tutti questi anni ha allontanato me ma la loro “amicizia No!!”A distanza di circa 7 anni, dopo tanti sospetti e dispiaceri sono riuscita a vedere una chat tra di loro anche molto spinta. Lui mi giura che sono solo parole e che tra di loro ci sono stati pochi avvicinamenti e che si sono sempre fermati. Senza parlare di molte altre chat sempre spinte che intratteneva nei social. Io è da qualche giorno che sono caduta in depressione. Lui giura di amarmi, io adesso mi sento responsabile e sento un forte dolore se lo guardo, e in colpa se non riesco a perdonarlo. Ho paura che se lascio mi mancherà, ho paura di soffrire ancora a causa sua. Sono 8 anni di fidanzamento e 18 di matrimonio e tre figli meravigliosi. Ho bisogno di qualcuno che mi aiuti. Non sò se farlo andar via per un po’ mi possa aiutare a decidere e se la mia ansia se lui non è vicino si placa.

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    • Valeria Randone
      12 Giugno 2020 06:44

      Gentile Lettrice,
      le parole sonno molto più intime di un rapporto sessuale.
      Il problema non è capire se suo marito va a letto o meno con questa signora, ma cosa cerca. Cosa gli manca nel rapporto con lei.
      Una consulenza di coppia sarebbe il luogo più adatto per dipanare questi dubbi ed evitare passi falsi e sofferenza per tutta la famiglia.
      Un caro saluto

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  • Concordo sulla percezione che lei criticamente espone dell’infedeltà nel web, ritengo, però che, qualora manchi la reale congiunzione carnale, si resti nel campo, ben difeso, delle fantasie corrisposte in una sorta di follia di coppia,a carattere allucinatorio, dove ognuno vive l’altro come una protesi di sé stesso. È forse il più sofisticato meccanismo di difesa per coloro che vogliono tradire, ma non possono, per varie patologie, farlo nella cosiddetta realtà. Io ho provato ad essere in contatto affettivo con più persone contemporaneamente su internet, e non provavo sensi di colpa per la mia legittima partner, che invece ha sofferto moltissimo, quando se n’è resa conto. È stata una esperienza simile all’avventura di una navigazione protetta, ma pensando che il /la vostro/a partner non può cancellare ciò che ha scoperto, non esiti ad affermare che non ne valesse la pena. Meglio avere un solo piano di vita, altrimenti si spalanca l’inferno per voi è per chi vi ama sul piano reale, quello delle carezze, degli abbracci, dei baci, degli amplessi. Non vale a nulla quella stupida trasgressione telematica. Si annulla con un click…

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  • Sto con un uomo di 50 anni da 16 anni.
    È stato subito una rapporto pieno di fiducia in cui io trovavo solidità e affetto.
    Lui una persona posata calma e riflessiva ha sempre tenuto a bada gli aspetti eccessivi del mio carattere.
    Siamo sempre stati molto compatibili fisicamente e tuttora quando ci avviciniamo
    Non abbiamo problemi.
    Se non che dopo aver cambiato lavoro ho
    Notato qualche strano atteggiamento mentre lavorava e chattava con una collega.
    In pratica tra i due si è creata una confidenza tale che lo ha portato in soli due mesi a chiamarla tesoro, e (dopo aver indagato)a cercarla sempre per primo nella chat del lunedì.
    Inoltre dopo averlo affrontato poiché la scoperta è stata fortuita lui ha iniziato a cancellare i messaggi, (alcune volte povero lui sono arrivata prima).
    Ora lui spergiura che mi ama e che tra loro non esiste nulla.
    Purtroppo sono io ora che non riesco a perdonarlo di avere iniziato questo flirt.
    Ormai non mi fido e vedendo che cancella I messaggi capisco che questa confidenza continua.
    Ho tre figli e sono molto triste per questa situazione. Spesso penso che vorrei andarmene.
    Come posso superare questa cosa se comunque mi rassicura mentendo?

    Rispondi
    • Valeria Randone
      19 Dicembre 2020 08:43

      Buongiorno,
      per superare un trauma, un danno subito, un tradimento bisogna attraversarlo. Con coraggio e con un clinico che analizzi insieme e Lau,voi, le cause dell’accaduto.
      Un caro saluto e auguri per tutto.

      Rispondi
  • Buonasera,
    con un ragazzo da quasi 4 anni, ma negli ultimi tempi non abbiamo mai avuto una vicinanza fisica. Quando provo a parlare con lui risponde con un stai tranquilla.
    Un anno fa eravamo in crisi profonda. Io ho paura che perda il suo tempo online, su Instagram a vedere foto di modelle o donne famose. Questo lo so perché ho attivato un account, perché lui non mi accetta nemmeno l’amicizia. Non riesco a capire cosa abbia. Se provo a dirgli qualcosa diventa nervoso e dice che un anno fa per colpa mia stava quasi chiudendo la relazione. Dopo il lockdown ho iniziato a chiedere se volesse convivere ma lui dice dammi tempo mi devo organizzare.
    Non so più come andare avanti. Posso aver sbagliato in passato ma adesso sto facendo di tutto ma lui si comporta in questo modo. Grazie

    Rispondi
    • Valeria Randone
      25 Dicembre 2020 08:26

      Buongiorno Giorgia e buon Natale!
      Non saprei dirle da qui. Non conosco lei, lui, voi, la vostra relazione e le vostre paure.
      Bisognerebbe comprendere, più che controllare, se questo suo compagno a distanza ha una dipendenza dal web, dal flirt online e perché. E se così fosse come aiutarlo, anzi, aiutarvi a diventare (più che rimanere) coppia.
      Se desidera essere seguita da me chiami pure da lunedì a venerdì, verrà richiamata appena mi sarà possibile.

      Un cordiale saluto

      Rispondi
  • Ho iniziato la lettura di questo articolo con il cuore in gola. Lei non ha idea di quanto ho apprezzato e condiviso il suo scritto.
    Comunque sia…gentilmente Le chiedo, se possibile, di informarmi, magari contattandomi in privato tramite e-mail, riguardo un’ipotetica terapia online. La butto lì, non so. Tramite videochiamate, se possibile. Grazie in anticipo.
    Comunque, voglio raccontare la mia storia!

    Sono 6 anni che sto con questo ragazzo (ha 29 anni).
    La prima volta che io voglio definire come prima volta che restammo soli (avevamo amici in comune ma non eravamo in “confidenza”) fu una serata che non dimenticherò mai. Accompagnai un mio amico in stazione, a diversi km da dove abitavamo, e questo mio amico, sapendo che avevo una cotta per X gli chiese di farmi compagnia per affrontare il viaggio di ritorno. Quando tornammo in città ci fermammo in una casetta che avevano i nonni in montagna, dove eravamo soliti passare tempo con amici. Non parlammo molto. Dormimmo abbracciati tutta la notte. senza toccarci, senza baciarci, solo abbracciati. Il mattino seguente ero la donna più felice del mondo. Non avevo mai baciato nessuno, mai avuto rapporti nè fidanzati. Mi persi in quell abraccio e non dimenticherò mai quella notte.

    Da lì in poi solo guai, iniziò ad essere difficile star separati, da lì a poche sere il primo bacio, da lì a due mesi facemmo l’amore e così via. Tutto questo sempre chiusi in quella casetta. Soli io e lui. Mia madre impazziva, mi vedeva tornare tardi e mi vide abbandonare gli studi. Guerre (povera mamma) infinite. La madre di lui lo costrinse a trovare un lavoro. Insomma io ho lasciato gli studi e lui lavora adesso a tempo indeterminato.

    Arrivo al punto: lui era geloso. Ossessivamente. Io iniziai a sospettare tradimenti. Scoprii che su facebook aveva solo “amicizie” di donne da ogni parte del mondo (tutte belle e disinvolte per puro caso), e scoprii (trattenendo il suo telefono, non si fa, lo so) che installava e disinstallava applicazioni finalizzate al sesso online. Tramite utilizzo di video, foto, e videochiamate.

    Dico io, passavamo le giornate insieme, il sesso (cavolo, facevamo l’amore. ) andava benissimo. Non gli bastava?

    Da lì in poi ho avuto la sensazione che qualcosa si è rotto. Per tutti questi anni (abbiamo anche iniziato a convivere) la fiducia barcollava. Ma c’era. Stavamo bene. Anche se i litigi erano forti ed erano tanti.
    Cara dottoressa vorrei poterLe raccontare tutto nei minimi dettagli.
    Mi sto perdendo nei miei stessi pensieri, perdo il filo del discorso.
    Il punto è…abbiamo iniziato a convivere a febbraio 2020, affitto casa e tutto quel che ne consegue. Eppure, ho continuato ad amareggiarmi dato che non ha mai smesso di usare quelle app e certi siti.

    Sono arrivata ad un crollo emotivo che mi ha costretta a tornare (vergognosamente) a casa di mia madre, dove passo il tempo a leggere e ad informarmi riguardo fiducia, autostima, e tanto altro.

    Il punto, forse, è questo: non penso smetterà mai. Di guardare le altre, di finire in chat schifose, su siti porno e quanto io ho sempre aborrato. Io credo nell’amore romantico, fedele, senza segreti, di apertura totale, di comprensione di crescita individuale e di coppia, di supporto. Non riesco ad andare avanti con e non riesco ad andare avanti senza, questa persona.
    Gli ho proposto una terapia di coppia. Ma so che nel frattempo (visto il mio allontanamento) continua a fare uso di queste amanti virtuali. Sono disgustata, però mi manca. Per la prima volta ho letto in questo articolo “chi tradisce è sospettoso” e allora capisco . rimando al detto “chi ha il sospetto ha il difetto” .
    Insomma. Ancora non so cosa fare. Non voglio tornare da lui. Tornare da lui implica scontrarmi con il suo essere testardo, le sue bugie , le sue gelosie e le mie gelosie. Al contempo non voglio perderlo. Però più ci penso più mi arrovello sull’intera relazione più penso sia una persona profondamente immatura. Non ne vengo a capo. Immagino di aver scritto uno sproloquio verosimilmente senza capo né coda.
    Scriverò un nome finto, per privacy, non mi chiamo Barbara!ahah
    La ringrazio per aver scritto questo articolo. La sofferenza e la pericolosità del “cybersex” (ognuno lo chiami come vuole) è indescrivibile. E c’è tanto da imparare. Ma soprattutto c’è tanto da imparare su sé stessi. E bisogna accettare le sofferenze e i tradimenti e non farsene colpe. Imparare dai fallimenti e mai tramutarli in errori. Come Lei stessa ha scritto, si rischia di ricorrere alla legge del taglione. La legge morale invece deve prevadere in noi, e mi auguro in tutti.
    La ringrazio infinitamente per aver condiviso questo scritto.

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    • Valeria Randone
      16 Gennaio 2021 07:13

      Buonasera “Barbara”,
      grazie per il Suo racconto.
      Può chiamarmi, al numero che trova nel sito, lunedì così programmiamo una prima consulenza online.
      Questa volta il web sarà il luogo della riparazione.
      Un caro saluto

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  • Quattro anni fà conobbi su un social il mio attuale compagno. Dopo un lungo periodo di conoscenza tramite il web abbiamo deciso d’incontrarci e l’amore proclamato via chat si è rivelato essere reale anche fuori dal web. Dopo circa un anno di convivenza ho scoperto vecchie chat che lui intratteneva contemporaneamente alla mia, proclamandosi innamorato di quasi ognuna di queste donne. Abbiamo avuto liti furibonde, lui mi ha giurato che era solo puro spasso, che con le altre non aveva mai neppure pensato ti incontrarsi fisicamente, che solo io ero colei che amava veramente e con la quale desiderava vivere. Nonostante tutto, gli ho creduto anche se mi rendo conto di aver perso parte della fiducia e di essere diventata sospettosa, mentre prima ogni cosa che mi diceva era per me “oro colato”. Insiene abbiamo chiuso quel profilo e lui smesso di entrare nel social. Pian piano ci siamo riconciliati e nonostante questo accaduto sia rimasto in un angolo della mia mente, non lo posso dimenticare. Da qualche mese ha voluto riaprire un altro profilo, e io l’ho aiutato in merito. Ha cercato di non avere contatti con persone che vivono nella nostra stessa nazione, ma tutti molto lontano. Inevitabilmente ha contatti con molte donne e chatta con loro in varie lingue grazie al traduttore (inglese, francese, spagnolo, arabo, cinese, russo…) con la maggior parte di loro inizia prima parlando di cose normali… ma poi inevitabilmente finisce con cuori, ti voglio bene, ti amo, complimenti a go go… lui non sà che io leggo le sue chat, e ogni tanto mi lascia guardare qualcosa, anche se prima di mostrarmele, sono state filtrate… (come detto io leggo le chat, prima ancora del filtro). Ho brontolato spesso senza ottenere nessun risultato, se non la classica frase “vivono dall’altra parte del mondo, non parlo la loro lingua e mai le incontrerò. È solo per svagarmi”. Faccio finta di accettarlo per evitare liti, ma la cosa mi infastidisce molto, tanto che quando arrivo al limite sbotto. Da qualche settimana c’è una tizia messicana che ha cominciato a mandargli messaggi d’amore, a dirgli di essere innamorata di lui, e lui me ne ha parlato definendola pazza e dicendo di voler vedere fino a che punto arrivava. La tipa ha continuato inviandogli messaggi espliciti, molto intimi e a sfondo sessuale. E lui mi ha raccontato anche di questo. Solo che ieri e oggi, non si è limitata solo ai messaggi, ma ha cominciato a mandargli le sue foto hard, e hanno intrapreso una conversazione a sfondo sessuale molto esplicita. Lui è stato molto collaborativo, e la cosa mi infastidisce molto, tanti più che proprio ieri, dopo aver chattato con questa tizia, ha voluto fare l’amore con me. Ecco, oggi scoperto quel che si erano detti poco prima di fare sesso con me, mi sono sentita uno schifo. Come se lui avesse sfogato con me, l’eccitazione che gli aveva procurato l’altra. Non sò cosa fare. Io reputo il suo comportamento un tradimento bello e buono, quasi una violenza. Come se avesse usato il mio corpo dopo essersi eccitato per il corpo e le parole porno di un’altra.

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    • Valeria Randone
      15 Marzo 2021 17:20

      Gentile Signora,
      messicana o italiana si tratta sempre di tradimento o meglio di un’insoddisfazione profonda che il suo partner manifesta.
      Più che spiare – tra l’altro così si fa veramente molto male – le strade sono solo due: terapia di coppia o divorzio.
      Non vedo altre soluzioni.

      Un caro saluto

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