E vissero amanti, ignari e traditi

Avere un amante o vivere da amanti e da adulteri sembra essere una nuova modalità del vivere in coppia.
A metà strada tra felicità e sofferenza. Tra matrimonio e divorzio.
La monogamia con le sue insoddisfazioni – a furor di popolo dichiarata ufficialmente portatrice sana di noia coniugale -, non viene recisa dal divorzio o trasformata in sacro fuoco della passione dalla terapia di coppia, ma viene mantenuta in vita dalle relazioni extraconiugali.
Relazioni che remano a favore del matrimonio rendendolo immobile, regalandogli l’eternità e l’infelicità.
Le (o gli) amanti sono le altre. Le terre dell’altrove. Il vorrei ma non posso. La scelta del cuore e dei sensi, ma non della ragione e della luce del sole.
Sono la non scelta, il compromesso. Il pusher di emozioni erogate da lunedì a venerdì, e la sparizione del fine settimana.
Gli scenari sono vari e vasti, spesso desertici, aridi di presente e avari di futuro.
Donne dal cuore infranto. Domeniche interminabili e silenti durante le quali il partner amato, che è marito o moglie di un altro partner, abita altrove. Corpo e cuore.

Gli amanti regalano briciole di presenza e macigni di assenza, sono la concretizzazione di allarmanti prospettive di pomeriggi interminabili, nutriti dalla cocente solitudine e dalla mancanza di telefonate e di contatto.
Il quotidiano di chi ama altrove è caratterizzato da scenari inquietanti e dalle infinite complicanze del vivere in stereofonia.
Amanti latitanti per il fine settimana, a Natale, ad Agosto.
Altri chiusi nello sgabuzzino delle scope per chiamare o chattare di nascosto, rintanati misteriosamente in cantina, oppure, assidui frequentatori del garage di casa.
Cellulari strategicamente senza campo, spenti o disattivati. Rigorosamente a pancia in giù. Sonni protratti, anticipati, o risvegli tardivi.
Questi, e altri ancora, sono gli scenari ricorrenti degli amori altri. Amori non ufficiali, ma ufficiosi, nutriti da una passione straripante e da altrettanta sofferenza.
Questi legami sono dei veri atti di fede, nutriti da massicce dosi di speranza e da altrettanta gelosia, da vacanze vissute con altro rispetto al partner amato e desiderato, e dalla latitanza di email e messaggi.
La posta di chi si occupa di affettività e di coppie, soprattutto durante i mesi di agosto e di dicembre, viene tempestata da richieste di consulenze, dalla speranza di ricevere qualche carezza verbale da terapia, o qualche cerotto per l’anima in grado di lenire le atroci sofferenze di cui questi mesi vacanzieri e familiari sono portatori.

Le due facce dell’amore. Quello coniugale e quello adultero

I tradimenti sono più frequenti di quanto si possa immaginare, e nessuno sembra essere immune.
In questo preciso momento, nel mondo, c’è qualcuno che sta subendo o agendo un tradimento.
C’è qualcuno che decide di concedersi un’avventura, di cedere in tentazione, di aprire il confine geografico del matrimonio a uno sconosciuto.
C’è qualcuno che supporta un amico dal cuore infranto.
Un terapeuta di coppia che aiuta un paziente a fare chiarezza e a scegliere.
Qualcun altro che indossa i panni dell’amante all’interno di uno scomodo e ansiogeno triangolo amoroso.

Questo accade in ogni angolo del mondo, in ogni istante, da un tempo infinito, per un tempo infinito.

Le relazioni extraconiugali possono essere definite come una sorta di finestra sul cuore. Hanno veramente tanto da insegnarci sulle relazioni. Sugli amanti che si scelgono, sui mariti che si tradiscono, sulle mogli che vengono tradite, o viceversa.
Le relazioni extraconiugali ci obbligano ad affrontare tutta una serie di interrogativi scomodi per le nostre coscienze.
Ci obbligano ad analizzare i motivi che spingono le persone a tradirsi: cosa cercano in realtà nell’altro, cosa gli manca all’interno del matrimonio, perché dopo aver lavorato a lungo per avere un partner ufficiale lo tradiscono senza pensarci due volte, e senza valutare i rischi postumi.

Gli amanti sposati immersi nella duplicità. Matrimonio e infedeltà

Una coppia annoiata e noiosa decide di emozionarsi altrove.
La maggior parte degli amanti, infatti, sono partner già sposati altrove.
Uno dei due – oppure entrambi -, intraprende una relazione con un altro partner e decide di vivere nella duplicità, come amante cronico, finché la verità non li separi, o la nuova amante non rivendichi chiarezza e ufficializzazione.
Il tradimento avviene perché esiste già una relazione preesistente – più o meno duratura, più o meno stabile, più o meno annoiata e sbiadita, più o meno sessuata, con figli o addirittura senza – sigillata da un matrimonio o da una convivenza, quindi da un patto implicito di esclusività.
Questo patto, per un motivo o per un altro, viene poi violato.
Questi nuovi amori che si vengono a creare, sono amori part-time, figli di un Dio minore.
Amori con caratteristiche di intermittenza e picchi di atroce sofferenza, che quasi mai si sostituiscono al matrimonio o al rapporto ufficiale perché nel momento in cui l’amante diventa moglie o marito perde di fascinazione e depotenzia il cardiopalmo.
Durante il fine settimana l’intensità del sentimento adultero lascia il posto alla solitudine e alla dimensione dell’abbandono, terreno fertile per far germogliare gelosia e insicurezza, compagne di viaggio e di vita, nonché pessime consigliere, bravissime nel danneggiare anima, corpo e coppia.

Relazioni extraconiugali: surrogati d’amore. Il dilemma dell’amante cronico

Una delle domande che più frequentemente mi viene posta in terapia è “quanto può sopravvivere un amore altro?”
Un amore nutrito da bugie bianche e infarcito da mezze verità, a rigor di logica – anche il cuore ha una sua logica -, è un amore zoppicante.
Un partner non può e non dovrebbe mai amare a metà, ma nonostante ciò gli amori infedeli sembrano essere noncuranti della logica del cuore e dell’assenza di futuro.
Vivono in un eterno presente.
Si tratta di relazioni struggenti tenute in vita dal desiderio e dall’assenza, dal desiderio cocente dell’altro e dalla sua presenza parcellizzata.
Gli amori altri, talvolta, superano la fase del parco giochi del momento e si trasformano in amanti cronici.
Nascono e crescono, sfidando il tempo e i meccanismi di difesa della psiche, insomma, durano.

In questi casi, solitamente, le motivazioni sono le più svariate e profonde, e sono da ricercare nella vita psichica di tutti i protagonisti di questi amori, inclusa la vita emozionale, con le sue lacune, della coppia ufficiale.
Gli amanti si nutrono dei meccanismi infernali che li accompagnano quotidianamente.
Cercano di raggiungere e di afferrare l’irraggiungibile e l’inafferrabile; la tensione perennemente frustrata diventa generatrice di dolore, e viene confusa per amore universale.
Queste relazioni così asimmetriche sono come una droga che per svolgere il suo lavoro necessita di dosi sempre maggiori, e per di più, con intervalli di tempo sempre più ridotti.
Droga che fa pagare sempre più i rari momenti di estasi e di passione con gli abissi della depressione, esattamente come tutte le droghe e tutte le dipendenze.
Quando questi amori meteora diventano relazioni parallele, praticamente compagni di viaggio, il percorso di vita diventa irto di difficoltà e di infinite prove da dover superare, anche perché sono sprovvisti di meta, a favore di un percorso cronico.

Ti amo, ma non ti sposo. La moglie di lungo corso e gli amori clandestini

Molti partner scelgono di vivere sospesi tra due vite, senza avvertire mai la voglia di scegliere.
Questa, in realtà, è la strategia migliore per non amare del tutto.
Gli amanti che non scelgono, che amo chiamare moglie o marito di lungo corso, vanno via rimanendo, sono presenti fisicamente ma distanti emotivamente, dividono il tetto ma non il cuore. Il materasso ma non i sensi.
Questa dolorosa e schizofrenica scissione, in realtà, non può durare a lungo senza disseminare angosce e notti insonni.
Il mondo degli amanti è veramente faticoso e dalla non facile lettura; superata, inoltre, la fase acuta di entusiasmo e capacità d’attesa, di cardiopalmo e di eccitazione, i nodi vengono sempre al pettine.
Le dinamiche sono complesse e sfaccettate, e andrebbero analizzate coppia per coppia, triangolo amoroso per triangolo amoroso. Ci sono assenze che sono scuse, altre che sono pause. Mancanze che restano e presenze che stancano o annoiano, spesso tenute in vita dall’abitudine.

Gli antidolorifici in amore

Un suggerimento, ormai ridondante, che cerco di fornire ai miei lettori e ai miei pazienti è quello di ascoltarsi davvero.
Di riflettere sulle dinamiche inconsce e sugli antichi copioni che muovono silenti le fila di queste scelte-non-scelte amorose.
Un altro aspetto determinante sul quale riflettere, meglio se in terapia, è il conflitto tra idealità e realtà.
Questi amanti vivono nell’etere, con una quota di ridotta fisicità, fortemente anelata, ma intermittente.
Mancano quasi del tutto di un ingrediente di fondamentale importanza: la fisicità, lo scambio di pelle e di sensi, il quotidiano con le sue derive. Immuni alla polvere del tempo e agli umori variabili.
La condivisione è soltanto emozionale e cognitiva: nessun conflitto sull’educazione dei figli, sulla gestione del denaro, su cosa preparare per cena, su quale meta scegliere per le vacanze estive, o sull’importo eccessivo delle ultime utenze di casa.
La fascinazione è data dalla proibizione, dal ruolo e dalle dinamiche di coppia che si vengono a creare, oltre che dall’impossibilità di avere il partner tutto per sé e, ciliegina sulla torta, dalla sofferenza provata.
Elemento centrale di questi amori in lista d’attesa.
Ma cosa sarebbe più giusto fare?
Andare via rimanendo? andare via davvero? abitare due vite?
Cosa fa soffrire di più i figli – frequentemente adoperai come alibi -: le separazioni o i silenzi? la recita a copione o l’autenticità delle emozioni provate?
E se la vera trasgressione fosse davvero la fedeltà?