Sessuologia ed andrologia in aiuto a singolo e coppia

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Anche la sessualità si ammala.
Ed anche la sessualità si cura.
Quando la sessualità maschile si ammala, un muro di riservatezza e di “omertà maschilistica” ammanta la comunicazione.  L’uomo precipita in un baratro di disperazione senza sapere cosa fare, a chi rivolgersi e, soprattutto, se la sua problematica sessuologica sia davvero curabile. È qui che entra in gioco l’andrologia e la sessuologia.

I referenti per la salute sessuale dell’uomo sono l’andrologo ed il sessuologo clinico.
La sessualità è un bene per tutti. Averne cura, prevenirne le malattie o i disagi, evitare che la vergogna e l’imbarazzo prendano il sopravvento rispetto alla possibilità di cura. Questa è l’unica strategia per vivere una vita sessuale sana, ludica, e soprattutto, longeva.

Note cliniche di sessuologia

Le disfunzioni sessuali maschili, tra le quali il deficit erettivo, l’eiaculazione precoce e l’eiaculazione ritardata, sono disfunzioni ad alto impatto relazionale ed emozionale. Contengono spesso un implicito “giudizio di disappunto” da parte del paziente stesso che, nella maggior parte dei casi, si identifica nella disfunzione sessuale, danneggiando fortemente psiche e corpo, sessualità, ed intimità, ed ovviamente relazione.
Il “muro di silenzio” che, da sempre, ruota attorno alla sessualità è un muro costruito da ignoranza, pressapochismo ed imbarazzo, ritrosia e vergogna sul piano culturale. Il tutto è amplificato da un linguaggio improntato a spacconeria e scarsa scientificità, quando si trattano tematiche così delicate ed intime.
Uno degli obiettivi della sessuologia clinica è formare, informare e curare la sessualità sofferente.

Da Adamo al Viagra, cosa è cambiato?

Questo ingombrante e simbolico muro, si è totalmente infranto, quando nel 1998 è giunta in commercio la pillola blu – il Viagra –  la prima terapia orale per il deficit erettivo (adesso in commercio ne troviamo tante altre).
Molecola che ha dato speranza, che ha consentito di infrangere ed oltrepassare questo muro e, soprattutto, ha consentito a tantissimi pazienti di chiedere aiuto ai medici di riferimento.
Da questa molecola in poi, andrologia e sessuologia sono diventate compagne di banco per la cura della sessualità sofferente.

Agli albori delle tematiche psico-andrologiche, prima della massiccia sensibilizzazione da parte dei mass media e dei programmi televisivi, dei convegni e degli aggiornamenti in merito alla sessualità ed alla prevenzione/promozione della salute sessuale, il paziente non aveva chiaro a quale professionista rivolgersi.
Si sentiva a disagio nel parlarne con il generico ed in passato il medico stesso, non si occupava della salute sessuale dei propri pazienti, lasciando questo spinoso argomento nella terra di nessuno.

Dal punto di vista storico, è possibile ricordare un importante e singolare fenomeno, associato alle disfunzioni sessuali, verificatosi negli ultimi vent’anni.
Nella maggior parte delle patologie infatti, si affronta e si conosce prima la patologia e successivamente la terapia. In ambito sessuo-andrologico (in particolar modo per il deficit erettivo), è stata la scoperta della “terapia” che ha rivelato la “malattia” sia sul piano sociale, clinico e della ricerca.
Gli studi demografici hanno dimostrato poi, l’alto tasso di incidenza del deficit erettivo nei paesi fortemente civilizzati ed in uomini giovani in assenza di altre patologie.
Spesso la diagnosi precoce del d.e. diviene inoltre, predittiva di altre patologie, come per esempio, quella cardiaca.

Una diagnosi a quattro mani

I problemi della sessualità maschile – che trattasi di problematiche erettive, di desiderio, o della sfera eiaculatoria – devono essere obbligatoriamente approcciati e curati a quattro mani: quelle dell’andrologo e quelle dello psico-sessuologo, prevedono infatti una intersezione e sinergia di competenze (andrologia e sessuologia clinica).
La diagnosi andrologica, che io suggerisco sempre anche in caso di pazienti giovani o presumibilmente psicogeni, è un momento di fondamentale importanza clinica.
Questo momento diagnostico ha un duplice scopo: escludere la possibilità di una causa organica associata alla disfunzione sessuale, ed evitare che il paziente vaghi nel web, nutrendo la sua ansia e peggiorando la sua sessualità.
Erogata la diagnosi clinica, si stabilirà la terapia.

L’anamnesi psico-sessuologica è un momento di fondamentale rilevanza clinica e diagnostica, un momento principe di ascolto delle difficoltà e paure, reticenze ed imbarazzo del paziente, o della sua coppia.
È un momento – spesso più d’uno – di ricostruzione della sintomatologia (detta storia del sintomo), di disamina della psiche del paziente, delle sue resistenze alla cura – mai avulse dalla sua coppia – e dei fattori di mantenimento della disfunzione, spesso diversi di quelli responsabili della sua insorgenza.

In psico/sessuologia inoltre, la prima tappa è porre una diagnosi, poi una prognosi ed infine un protocollo terapeutico. Queste sono tappe assolutamente necessarie e non invertibili dal punto di vista temporale.
Percorso da delineare con l’ausilio di un valido andrologo di riferimento.
Una scrupolosa diagnosi clinica – sempre di tipo differenziale – inoltre, può quantizzare ed investigare gli “aspetti ansiogeni” sempre presenti nel disagio sessuale, comprendendo inoltre se sono “causa o effetto” della disfunzione.

I mille volti dell’ansia: ansia ed erezione

Ansia ed erezione – così come ansia e controllo eiaculatorio, o eccessivo ritardo eiaculatorio –  non dovrebbero nemmeno stare sullo stesso rigo. Sono esattamente l’uno il contro altare dell’altro.
L’ansia è infatti, la causa del sempre più frequente ipertono adrenergico, quadro clinico che compromette l’erezione e che impedisce alle terapie orali di fare il loro effetto.
Questo quadro clinico solitamente, obbliga il paziente a cercare online i propri sintomi, i propri disagi. Cerca facili soluzioni per l’uso che, senza diagnosi andrologica e senza un’adeguata terapia psico-sessuologica, non servono assolutamente a nulla.
Anche in questi casi il lavoro in sinergia diventa l’unica strada percorribile.
Andrologia e sessuologia rappresentano le competenze da far fruttare per uno scopo comune: la salute sessuale del paziente e della coppia.

Raccolta anamnestica

“Esiste un legame indissolubile tra narrazione e cura”.
In passato, la raccolta dei disagi psico-corporei, veniva relegata a qualche minuto liquidatorio, all’interno del colloquio con il medico di famiglia, (tempo dilatato dal viagra in poi), dialogo spesso regolamentato da un disagio ed imbarazzo reciproco sia del medico che raccoglieva l’anamnesi, che del paziente il quale cercava disperatamente di trovare il coraggio e lo spazio mentale nel clinico che aveva di fronte, per affidarsi e confessarsi.
A volte l’omertà e l’imbarazzo assumevano un significato strategico di esorcizzare inconsciamente il problema. Era come se il “non parlarne” equivalesse al non avere le difficolta sessuologiche, o meglio, alla transitorietà del disagio orizzontale.

Oggi il paziente sessuologico ha un duplice momento d’ascolto – codificato e strutturato. Quello andrologico, finalizzato alla diagnosi ed alla terapia e quello psico-sessuologico.
Quest’ultimo è uno spazio emozionale e relazionale, di confidenze e di dolorose confessioni. È quel contenitore di atavici tabù e di difficoltà di coppia, di grandi quote d’ansia. Tutto ciò diviene poi un momento di fondamentale importanza per l’impostazione del successivo approccio terapeutico.

Conclusioni

Un approccio rivolto esclusivamente al sintomo, risulta orfano di un percorso più completo, capace di regalare emozioni e sensazioni davvero preziose sulla sua intimità e sessualità.

Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire, un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.

By | 2017-02-08T21:16:29+00:00 17 settembre, 2016|Categories: Disfunzioni Sessuali Maschili|Tags: , , |

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