Vittime della finesteride

Finasteride e disfunzioni sessuali è ormai un binomio chiaro e indissolubile.
Capigliatura folta, alopecia, terapia e sessualità sana sembrano non poter coesistere in maniera armoniosa all’interno della stessa persona, nello stesso momento della sua vita. La maggior parte dei ragazzi che utilizza il farmaco chiamato Finasteride per la prematura caduta dei capelli va incontro a problemi sessuali.
La caduta rallenta ma il desiderio sessuale precipita. Crescono i primi capelli ma appare anche il deficit erettivo, la mancanza d’erezione, e cambia il rapporto con il piacere.

Finasteride: cos’è, a cosa serve e quali sono gli effetti collaterali

La Finasteride è un farmaco prodotto dalla società farmaceutica di nome Merck. È stata introdotta negli Stati Uniti nel 1992. È ampiamente utilizzato per arginare la caduta dei capelli nell’uomo, più precisamente per il trattamento dell’alopecia androgenetica. L’ultima spiaggia prima del trapianto.
A un dosaggio di cinque milligrammi al giorno, questo farmaco viene utilizzato nei pazienti con un’ipertrofia prostatica benigna.
Gli effetti collaterali sono tanti, tutti devastanti per la salute psico-fisica e sessuale di chi lo utilizza: spossatezza e stanchezza, riduzione della massa muscolare – c’è chi addirittura riferisce una riduzione del volume testicolare -, difficoltà a raggiungere e mantenere un’erezione adeguata per un rapporto sessuale soddisfacente, crollo del desiderio sessuale nonostante i dosaggi ormonali siano in ordine, confusione mentale e diminuzione delle capacità di concentrazione, anedonia generalizzata, cioè l’incapacità a provare piacere.

L’ansia genera ansia

Nascono dei gruppi di aiuto su Telegram, online, sbocciano forum e gruppi Whatsapp con l’unico obiettivo di confrontarsi e di placare l’ansia. Ma come ben sappiamo l’ansia non curata si contagia.
In questi casi viene ben nutrita dal cicaleccio delle notifiche e di tutti i vissuti soggettivi di chi si trova nella stessa condizione. Monta come la panna montata, passa da un gruppo a un altro, da un lettore a un altro, non viene curata e la sessualità inesorabilmente peggiora.

Spezzone di una consulenza

Giulio, il farmaco e il disastro sessuale

Giulio, nome di fantasia, mi consulta la scorsa settimana per una mancanza di erezione a suo dire diventata cronica a causa del farmaco inquisito. Ha vent’anni, ha avuto soltanto una fidanzata e pochissime esperienze sessuali, e ha iniziato a perdere i capelli, esattamente come suo papà e suo nonno, dall’età di sedici anni. Non accetta questa sua nuova versione di sé. È disperato, non si piace, litiga con lo specchio, ha smesso di studiare perché in preda allo sconforto più totale e si è rivolto ad un tricologo. Gli è stata prescritta la Finasteride, senza un colloquio psicologico o sessuologico, senza conoscere nulla delle sue fragilità del cuore, e senza soprattutto l’esperienza e la competenza medica.
Giulio utilizza il farmaco per quasi otto mesi, inizia ad avere delle disavventure sessuali, perde l’erezione, perde il desiderio, perde la fidanzata e la motivazione ad amare ancora. Adesso è un mio paziente da due mesi. In realtà aveva un passato sessuale difficoltoso, decisamente sottostimato, che stiamo già curando. Giulio è tornato a sorridere.

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Sindrome post-finasteride

Nome altisonante che genera terrore e che accomuna sciagure sessuali di ogni genere. Dopo anni di studi clinici e di pazienti aiutati nel loro disagio siamo giunti alla definizione clinica di sindrome post Finasteride.
Il farmaco adoperato per l’alopecia nell’uomo è responsabile di un’ampia gamma di disfunzioni sessuali, fortemente ansiogene, che tra l’altro non si estinguono da sole alla sospensione della terapia. La qualità di vita e di coppia di questi pazienti precipita in un baratro senza fine, con ovvie ripercussioni sulla sfera psicologica, affettiva, relazionale e sull’attività lavorativa.
Le disfunzioni sessuali maschili causate dalla cura con finasteride sono: deficit erettivo, riduzione o perdita del desiderio sessuale, disfunzioni della sfera eiaculatoria, tra le quali oligoposia (poco volume dell’eiaculato) ed aneiaculazione, ben distinta dall’anorgasmia.
L’aneiaculazione è una disfunzione sessuale che compromette la terza fase della risposta sessuale, la fase correlata all’orgasmo e all’eiaculazione. La fase assente è l’eiaculazione. Situazione poco gradevole che sfocia in sterili, ginnici e poco gratificanti atti amorosi.

Il ruolo del passato sessuale e dell’ansia

E’ stato ampiamente dimostrato grazie alle valutazioni psico-sessuologiche di tanti pazienti che coloro che avevano una storia sessuale non serena e zoppicante, e già palesavano qualche screzio con la loro sessualità, con l’assunzione della farmacoterapia per l’alopecia sono precipitati nel baratro dello sconforto. Gli altri ragazzi, invece, reagivano in maniera del tutto diversa. Si è notato, inoltre, che per alcuni pazienti sessualmente fragili e con uno storico sessuale poco sereno e soddisfacente, la sospensione della farmacoterapia non è stata sufficiente alla restituzione della spensieratezza sessuale, ma è diventato indispensabile un supporto psico-sessuologico o una terapia combinata.
Il vissuto sgradevole e doloroso causato dal deficit erettivo, dalla vulnerabilità erettiva, dalla paura anticipatoria di rivivere un fallimento sessuale – l’ansia che genera l’ansia – contribuiscono a creare i fattori di mantenimento della disfunzione, ben differenti dai fattori che hanno contribuito l’esordio della problematica sessuale. Quando giunge da me un paziente spaventato, anzi atterrito, dal disagio sessuale e mi dice che non ha nulla di organico, che è sano come un pesce, penso subito che non gli è stato ben spiegato come funziona la sessualità. Che nessun medico prima di adesso gli ha spiegato come funziona il suo corpo, come la psiche, l’umore, l’inconcio, amico o nemico, e tanto altro influenzino il corpo. La sessualità è talmente complessa e delicata che un suo malanno, anche transitorio, può compromettere il suo avvenire. Trattarla con empatia e professionalità, con scrupolosità diagnostica e terapeutica, diventa la strada per restituire serenità e gioia ai nostri pazienti.
Fate attenzione agli improvvisati, ai non clinici, ai conuselor, ai motivatori con tanti follower e a chi dispensa consigli sessuologici soltanto perché ha una più o meno regolare attività sessuale. Fare sesso e curarlo sono due cose molto diverse tra di loro.

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