Un amore all’improvviso. Segnali o sintomi chiari e inequivocabili.
Il batticuore, il fiato corto, i pensieri sconnessi. Le email che trasudano passione e emozioni, cuori lampeggianti e desiderio di vicinanza e di intimità.
Chat diurne e notturne. Il mondo in un’app e tutto il resto è fuori.
E ancora, il sexting, nonostante l’età e l’età non digitale. La ricerca dello scatto perfetto e perfettamente compatibile, la luce più clemente, l’abbigliamento che fa sembrare più giovani e più belli, insomma, tutte quelle strategie che mettono in atto gli innamorati. Di qualunque età.
Appare all’orizzonte quella passione straripante che porta a fare e dire cose indicibili e improponibili, soprattutto a una certa età.
Come se per amare bisogna per forza essere giovani e acerbi. Audaci o incoscienti. Con un futuro davanti e con poco passato dietro.
L’amore incanta e seduce, rapisce e ferisce. In tutti i momenti della vita.
Quando i pensieri diventano sconnessi e vengono nutriti da un coraggio mai visto e mai provato prima, quando i sensi annebbiano la ragione, quando vivere con i piedi ancorati alla realtà diventa un lontano ricordo, e un solo chiodo fisso occupa spazio e tempo, si tratta di amore.
I segnali di un innamoramento in corso ci sono tutti, e bisogna prenderne atto.

Ma la passione è età-correlata?

Ricevo tante email di donne e di uomini, che superata l’età ufficialmente deputata al corteggiamento e all’innamoramento, con pudore misto a malinconia, mi chiedono se è giusto, lecito, ortodosso, prudente, amare ancora.
In un momento storico in cui l’invecchiamento non è consentito, il botulino e il Viagra accompagnano uomini e donne, e sembra proprio che a un corpo non più giovane debba invecchiare anche il cuore.
Un adulto, o diversamente giovane, non può a voce di popolo coprirsi di ridicolo e amare ancora, come se fosse un ragazzino. Quindi, sesso si, ma amore no.
Dopo gli anta, sarebbe prudente vivere un amore razionale, ponderato, senza palpitazioni, nutrito dall’affettività e dal buon senso, perché amare davvero con tutti gli effetti collaterali postumi, viene considerato anacronistico.
La maggior parte delle persone sostiene che sarebbe più utile rispettare la stagioni della vita per non sfiorare il patetico, abbandonare quindi gli slanci emozionali, rischiosi e destabilizzanti che un amore porta con sé.

La brutta copia dell’amore: l’amore prudente

L’amore dopo gli anta deve obbligatoriamente correlare a sentimenti omeopatici, a manifestazioni del sentire con il contagocce. Al freno a mano tirato, al raziocinio.
Alla ponderazione. Molti sensi, poco cuore. Molta testa poca enfasi.
Un amore degno di essere chiamato così non conosce regole, proibizioni, limitazioni e tabù.
La differenza tra un amore giovanile e uno adulto, vissuto tra due persone adulte, è data da quanto passato, più o meno doloroso o risolto, hanno dietro le spalle.
Quando la speranza incontra la paura, l’amore diventa prudente e ponderato.
Un amore adulto è un amore ad alta intensità erotica, composto da coniugi che hanno fatto pace con loro stessi, con il loro corpo e con la loro sessualità.
Con i loro traumi del passato e con i mostri della loro psiche.
I protagonisti di queste relazioni sono partner che hanno scavalcato la faticosa stagione della vita della fertilità, quindi, malattie sessualmente trasmissibili a parte, si tratta di un amore che si nutre di ogni libertà perché non teme possibili percorsi gravidici non graditi.
Gli amori brizzolati o sale e pepe vivono una sessualità scaldata dalle tre C: corpo, cuore e cervello.
Abitano un legame nutrito da ardore e passionalità, scaldato da slanci emozionali, da una buona dose di irrazionalità ed erotismo.
Il sacro fuoco dell’amore e della passione se ne infischia dell’anagrafe, delle rughe e dei capelli che iniziano a imbiancarsi; bensì, infiamma gli amori coraggiosi.
Audaci. Longevi e lungimiranti.
Coloro che hanno ancora tanto da dirsi e da darsi, che si emozionano davanti a un tramonto, che amano il sole e il sale sulla pelle, che progettano e sognano.
Coloro che sono ancora pronti a investire e a concimare la relazione di coppia, con un cuore senza muri di recinzione, senza fili spinati, e senza zone ZTL del cuore.

La teoria della cautela e della prudenza

La teoria della cautela a una certa età si nutre di una certa fama, ed é tristemente in uso; ma in realtà, è la concretizzazione di molti meccanismi di difesa della psiche. Non dimentichiamo che amare spaventa, e che non sempre la parola amore si coniuga con benessere, qualità della vita e con amori sani.
Così, alcune persone scelgono la strada della ponderazione e della prudenza pur di amare ancora, o meglio, ancora un po’.
La cautela amorosa come modus operandi può essere scelta per svariati motivi: paura, immaturità personologica, traumi che sono rimasti incastrati nelle terre dell’infanzia, dubbi sul partner scelto, un passato doloroso e rimosso o mal riposto, e tanto altro.
C’è chi vive in trappola in una sorta di Eden mnemonico, invischiato nel ricordo di un amore estinto, decide di amare ancora ma con il contagocce, come se nessun amore adulto potesse duellare con il ricordo di un amore giovanile.
Così, può capitare che i nuovi amori, quelli che nascono sulle ceneri di un passato doloroso che ha lasciato ferite multiple, diventino amori prudenti.
La cautela in amore è generatrice di amori tiepidi e incerti; porta a vivere il legame in bilico tra dare e ricevere, tra bilanci razionali e assenza di slanci emozionali profondi, una sorta di amore ponderato.

I protagonisti di amori naufragati immaginano la loro vita sentimentale e sessuale futura come se si dovesse schiantare o spiaggiare su una riva.
Insomma, in panchina.
La immaginano, per pudore e paura, calma, scarsamente vivace e vivacizzante, ponderata, magari ben nutrita sul piano della promiscuità – che fa meno paura della profondità dell’amore – all’insegna di tanti incontri amorosi, mettendo al patibolo la qualità emozionale, perché rischiosa e impegnativa.
Un amore brizzolato, invece, diventa un amore ricco e variegato, con un passato che arricchisce e che non sempre funge da zavorra.
Un amore contro vento. Fuori dal coro.
La capacità d’amare, di dare e di darsi, non è età-correlata ma coraggio-correlata.

Amore e coraggio

Il sacro fuoco dell’amore non scende a patto con l’anagrafe, ma abbraccia i coraggiosi, coloro che sono sempre pronti a investire ancora e ancora.
Con il cuore in mano. Aperti all’altro.
Un amore adulto e coraggioso è un amore caratterizzato da dosi massicce di sfrontatezza e di vitalità, senza riserve e malsane strategie per fare quadrare i bilanci emotivi.
La ponderazione e la misura, il darsi fisicamente ma non emozionalmente non corrisponde all’amore, ma a una sorta di bieco compromesso esistenziale.
Un amore ponderato e prudente, avaro di vita, è una relazione che ricorda un bilancio tra costi e benefici di matematica memoria, finalizzati al pensionamento sentimentale ed erotico.
Un amore che si schianterà contro il primo scoglio, che non avrà la forza di coniugare i verbi al futuro, che non lotterà, ma che disinvestirà cambiando rotta alla prima avvisaglia di mareggiata.

La vita si allunga e la qualità dell’amore diventa obbligatoria

L’età media si è allungata, la giovinezza è stata prolungata, e l’età di mezzo viene ribattezzata età ritrovata; un’età che dilata il tempo tra adolescenza e vecchiaia.
Tempo addietro a sessant’anni o settanta, l’attività principale era il ruolo di nonno. Un simpatico e affettuoso signore ingrigito – anche nel cuore – che porta i nipoti ai giardinetti, con il quotidiano o le parole crociate per mantenere la mente ancora in allenamento, ma il cuore a riposo. In panchina.
I sessantenni di oggi sono i quarantenni di ieri. La vita si è allungata, la qualità di vita è migliorata e un cuore che si mantiene vibrante e audace farà da timone a un corpo che avanza negli anni.
La possibilità di avere  una vita amorosa, con dosi massicce di emozioni e doni, caratterizzata dalla capacità di dare e prendere, e di mettersi ancora in gioco è segno di vitalità, di energia, di salute psichica, di fertilità dell’esistenza.

Editing continuo del legame d’amore

Una relazione d’amore non è una evento naturale e spontaneo, ma è frutto di una manutenzione continua, di un editing continuo, di un desiderio profondo dell’altro.
Ogni relazione, a qualunque età si viva, è generatrice di parti psichiche nuove che solo grazie a quella relazione vengono fuori e che altrimenti non sarebbero mai nate.

L’alchimia in ogni incontro

Sicuramente ogni relazione non è data dalla semplice somma delle due parti, ma dal magico e alchemico intreccio tra due mondi passati e presenti, aspettative di vita futura, un progetto comune e due mondi inconsci.
Insomma, non è affatto semplice incontrarsi, scegliersi e, soprattutto, amarsi a lungo.
Il nemico più pericoloso per una relazione di coppia – a qualunque età – non è il tradimento, che si mette in scena dopo l’inizio del processo separativo, ma la mancanza di cura.
Di investimento. Di audacia. Di coraggio. Vivere un amore è un privilegio, una magia; averne cura per farlo sopravvivere è una necessità.
Amare, ma non troppo, diluire il sentimento su più partner o su più storie temporalmente disgiunte, è il modo migliore per essere cauti, ma per non amare mai davvero.
Le emozioni provate a una certa età assumono invece un significato più grande perché obbligano a fare i conti con sé stessi, con quello che non si vuole più, con quello che si vorrebbe ancora.
Un amore brizzolato è un amore che non si accontenta.
Non esistono bugiardini amorosi, e nessuno ci insegna come amare senza distruggere o essere distrutti. Senza morti e feriti. Senza escoriazioni e traumi.
La terra dell’amore è un luogo magico e alchemico, conoscerlo e averne rispetto e cura, è il modo migliore per abitarlo senza usurparlo.
Amare ed essere amati rimane un’esperienza alla quale non si può rinunciare; il piacere inoltre è sempre e comunque sentinella di vita. A tutte le età.