Un amore all’improvviso: cadere in tentazione o resistere

//Un amore all’improvviso: cadere in tentazione o resistere
  • Un amore all'improvviso

Può capitare di vivere un matrimonio stanco, di essere in crisi e di incontrare un nuovo amore.
Destabilizzante. Intenso. Violento e virulento.
Ma può anche capitare il contrario: di incontrare un amore intenso e di imboccare la strada della crisi di coppia.
Per fare delle scelte sensate e non azzardate, fare chiarezza diventa obbligatorio.

Un amore all’improvviso

Ci sono coppie che per sopravvivere negli anni, creano dei climi emotivi clementi: né caldo né freddo.
Né liti né chiarificazioni profonde.
Galleggiano, con l’obiettivo di evitare di analizzare le crisi cicliche del loro rapporto di coppia, ed essere obbligati ad effettuare i bilanci di mezza vita.
Altre, invece, si recano fuori casa alla ricerca di verifiche erotiche, intraprendono vagabondaggi sessuali nel vano tentativo di conoscersi meglio.
Io suggerisco sempre una psicoterapia; funziona meglio, e regala migliori e più stabili risultati.
Il tradimento può anche determinare la fine di un matrimonio; la trasgressione, anche se momentanea, può rappresentare il colpo di grazia che conduce in tribunale la coppia, e da semplice evasione diventa tragedia.
La fame d’amore e la dipendenza affettiva contribuiscono, inoltre, a moltiplicare gli errori di convivenza.
Per paura della solitudine, del tempo che passa, dell’abbandono.
Ma l’amore è ben altra cosa.

Quando mancano le attenzioni e le cure

Vivere in coppia non è immune da rischi e da tentazioni, e occuparsi del partner, dei figli e di se stessi, non è proprio semplicissimo.
Alcuni disagi dell’esistenza, se non vengono analizzati con cura, fanno il giro largo: escono dalla porta ed entrano dalla finestra della psiche, presentando un conto davvero salato per il non ascolto.
Disagi che non si risolvono cambiando partner, amori o amanti.
Quando la polvere del tempo corrode ogni legame d’amore, può capitare di dare l’altro per scontato; di attraversarlo con lo sguardo e di essere attraversati.
Di provare emozioni per un perfetto sconosciuto, che da lì a breve, può candidarsi a perfetto conosciuto.
Una coppia che diventa famiglia attraversa svariate fasi topiche: dalla convivenza al matrimonio, dalla coabitazione alla ricerca della giusta distanza dall’altro, fino ad arrivare alla nascita del primo figlio; tsunami di emozioni e di nuovi equilibri.
I più fortunati sono immuni da malattie o licenziamenti, ma è anche possibile che una coppia debba attraversare il sentiero impervio delle difficoltà, e di non essere attrezzati per farlo.
La coppia, talvolta, è un patto di precario rattoppamento delle rispettive solitudini, così stare in coppia rappresenta una malsana strategia per non affrontare la solitudine o il mal di vivere.
L’eventuale separazione spaventa e traumatizza, così, la non scelta e il permanere nella confusione diventano un compromesso del vivere, che contribuisce ad aumentare il disagio di tutti.
Chi non è risolto non lo è nella scelta del coniuge e non lo sarà nella separazione, passando da un amore – o presunto tale – a un altro.

Appaiono gli amanti

L’amante, che per definizione è colui che ama, rimescola le carte della monotonia, scardina cuori armati e accende sensi sopiti.
Inonda la casella di email di messaggi d’amore e di desiderio, di emoticon e di promesse d’amore eterno, proprio perché lui, in realtà, è l’altro.
La promessa. Il desiderio. La proibizione.
Il non quotidiano, l’albergo in periferia.
Lo struggimento, la mancanza di quotidianità, di abitudini, di feste comandate, di utenze, di mutuo.
L’amante, come ho scritto più volte e come parlo a lungo nel mio libro “Anima in affitto“, è colui o colei, che in silenzio, sotto soglia, rema a favore del matrimonio: altrui.
É colui che ammanetta alla non scelta, al non cambiamento; perché lui, in realtà, desidera rimanere amante e non rinunciare al fascino del proibito, tornando ogni volta, fedelmente, alle mura domestiche e all’abbraccio rassicurante del matrimonio.

Il fascino del nuovo amore

Quando appare all’orizzonte un nuovo amore – può capitare a tutti durante il cammino di un matrimonio – diventa indispensabile dargli un nome.
Fare una diagnosi, con onestà e responsabilità.
Potrebbe trattasi di un amore traghetto, colui o colei che, grazie alla virulenza della nuova passione, aiuta il partner stanco e annoiato a transitare altrove.
L’altrove non è lui, ma il successivo.
Potrebbe essere un vero anti depressivo, il nutrimento per una ferita narcisistica.
Potrebbe lenire le paure da mezz’età, da anni che avanzano, da paura della vecchiaia o morte.
Ma potrebbe essere davvero un nuovo amore.
Un amore all’improvviso.

Coito fatale

Dopo anni di insoddisfazione mascherata e di goffaggine coniugale, di liti e di mezze verità, di addormentamenti in differita e figli da crescere, può capitare di incontrare un amore travolgente.
Così, email dopo email, chat dopo chat e intimità dopo intimità, la confusione regna sovrana e la voglia di sperimentare una sessualità intensa occupa tutte le stanze della ragione.
Dopo l’amore travolgente e il coito fatale, quello che rispolvera i sensi sopiti e fa battere il cuore, il protagonista della scelta amorosa dovrà porsi qualche domanda per evitare di effettuare scelte affrettate.

Spezzone di una consulenza. Cara dottoressa, ti scrivo…

Cara Dottoressa,
mi chiamo Francesca e ho 48 anni, un’età davvero complicata.
Penso di essere già in menopausa e non ho avuto nemmeno un figlio perché mio marito è sterile. Non abbiamo mai tentato la fecondazione Eterolpga perché ci sembrava di forzare troppo il destino, così siamo arrivati alla nostra età, soli, con un cane, un gatto, e tanta amarezza.
Siamo due professionisti, quindi, per fortuna, abbiamo la vita piena.
Piena di lavoro e di soldi, ma sprovvista di amore e di progetti.
Da qualche mese ho conosciuto un uomo, un mio collega, con il quale condivido tutto: dal caffè della mattina alle email di lavoro, dalle chat della buona notte ai progetti per il nuovo giorno.
Che, devo dirLe, mi hanno nuovamente fatto sentire giovane, bella e amata.
Siamo partiti insieme per una breve vacanza lavorativa, e la nostra sessualità è stata travolgente.
Adesso che sono rientrata, non ho voglia di proseguire con il mio matrimonio: mio marito non merita un tradimento.
Così, ho pensato di separarmi, ma sono attanagliata da mille dubbi e da altrettante ansie.
E se quest’uomo meraviglioso, passionale, avvolgente, non lo fosse più da qui a breve?
Se mi mancasse mio marito?
Se la noia e l’abitudine colpisse anche noi?
Se mi dovesse tornare la paura della vecchiaia e mi rendessi conto che ho confuso un amante con una psicoterapia?
Sono confusa, lo amo tanto, ma non so decidere.
Può dirmi su cosa potrei riflettere.
Con stima.
Email firmata.

Cara Francesca,
grazie per avermi autorizzata a pubblicare la sua email, cambiandola in qualche passaggio per tutelare il suo anonimato.
Le rispondo con altre domande che lei potrebbe porgere a se stessa, in silenzio, tra sé e sé, senza obbligatoriamente darsi una risposta subito, ma lasciare i dubbi in incubazione.
Dopo essersi risposta, mi scriva ancora.
Un affettuoso saluto.
Valeria Randone

Amo lui o come mi fa sentire?
Amo l’emozione, o la relazione con lui?
Ho davvero voglia di coniugare i verbi al futuro?
Ho voglia dei suoi baci, abbracci, affanni e possibili, futuri momenti di difficoltà?
Trascorsa la fase acuta di emozioni e cardiopalmo, questo nuovo amore è candidato alla longevità?
Rappresenta un salvagente affettivo o una scelta adulta e consapevole?
Quanto la sua infertilità è diventata un attacco al suo narcisismo? alla sua femminilità?
Quanto questo nuovo amore incarna i panni del risarcimento?

Tradimento: amore all’improvviso o amore di lungo corso? Come fare chiarezza

Il tradimento è solitamente l’ultimo atto di una vita a due non soddisfacente sul piano emotivo, non avviene all’improvviso, ed è la conseguenza di un legame logoro ed esanime.
Spesso le coppie navigano nel mare agitato della disattenzione e della prevaricazione, attaccano il partner invece di abbracciarlo, lo accusano invece di accarezzarlo e lo minacciano invece di trovare parole comuni e di chiarificazione.
Molte relazioni navigano a vista senza una rotta condivisa, infrangendosi sugli scogli dell’incomprensione e della conflittualità.
Deragliano verso il terreno infertile della lotta di potere, senza mediazioni e senza conciliazioni.
Il tradimento prima e la separazione dopo, vengono visti come scorciatoie alle difficoltà della vita, senza pensare al carico di sofferenza che invece portano in dote.
Fare chiarezza per evitare scelte azzardate, o quello che in psicoanalisi chiamiamo acting out – agiti comportamentali -, dare il giusto nome alle emozioni e ai sentimenti, diventa la strada maestra per evitare di confondere calessi per amore.

By |2018-11-27T20:53:16+00:0027 Novembre, 2018|Categories: Psicologia|

2 Comments

  1. Enea 1 Dicembre 2018 al 10:24 - Rispondi

    Gent.dott.ssa
    La seguo da tempo e mi piace farLe sapere che trovo i Suoi articoli di grande interesse.
    Esprimono, sensibilità e umanità, oltre che scientificita’ specifica del settore.
    Ritengo che che Lei abbia grande talento comunicativo, che sfrutta anche al meglio le più recenti tecnologie.
    Perseveri, fa del bene a tutti.
    Grazie.

    • Valeria Randone 1 Dicembre 2018 al 12:12 - Rispondi

      Grazie davvero.
      I consensi scaldano il cuore.
      Un caro saluto

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