Arriva la bambola senza sesso

Negli Stati Uniti, un noto marchio per l’infanzia annuncia l’ingresso nel mercato di nuove bambole senza genere. Dei bambolotti che non sono né femmina né maschio. Queste bambole senza sesso sembrano essere la risposta alla richiesta latente di tanti genitori di non influenzare l’identità sessuale dei loro bambini.
Siamo passati dalla Barbie bionda, magra, sinuosa e cinguettante alle bambole senza genere. Un’inquietante conquista.
La linea di bambole, Gender neutral, frutto del progetto della Mattel è stata disegnata per evitare ogni possibile etichetta e permettere di far giocare tutti bambini: maschi e femmine. Le realizzazione di questa nuova bambola ha obbligato la Mattel a lavorare a stretto contatto con medici e psicologi, e con le famiglie dei bambini transessuali o gender fluid. Il prodotto lanciato in commercio sarà assolutamente neutro, senza labbra femminili o pettorali maschili né genitali visibili, nel quale il bambino potrebbe identificarsi. Le bambole avranno l’aspetto di un piccolo bambino: avrà i capelli corti che potranno essere allungati o meno a piacimento del proprietario della bambola. Anche l’abbigliamento sarà neutro, verranno assolutamente banditi i colori azzurro e rosa, o altri accessori che ricordino il genere.
I genitori di questi bambini, niente affatto preoccupati di capire e di aiutare i loro bambini, hanno anche richiesto la creazione di uno spazio Gender Neutral all’interno dei negozi, dove i loro bambini possono giocare tranquillamente senza essere sottoposti alla “sollecitazione da genere”.

Corpo, psiche e bambini dal sesso incerto

Il corpo, che ci piaccia o meno, rappresenta il contenitore della nostra psiche e personalità, ha un bagno ormonale e dei genitali maschili nel caso degli uomini e femminili nel caso delle donne che orientano molte scelte: presenti e future.
Sino a non molto tempo fa, il fiocco azzurro dietro la porta dell’ospedale era una chiara testimonianza della nascita di un bambino maschio, quello rosa, invece, di una bambina femmina. La psiche e il patrimonio genetico, la fisicità e le fluttuazioni ormonali, unitamente all’orgoglio dei genitori andavano di pari passo alla crescita del bambino.
Salvo rare ma possibili complicanze, o anomalie cromosomiche, i bambini di sesso maschile venivano cresciuti come maschi e quelli di sesso femminile come femmine.
(Tema da non confondere con la disforia di genere o con l’omosessualità)
La situazione cambia nel caso dei bambini dal sesso incerto.
Questi bambini nascono con una genitalità confusa, e sono uno su quattromila. Hanno gli organi genitali sviluppati in maniera poco armoniosa e poco chiara.
Quando il piccolo nasce, viene sottoposto a indagini genetiche e ormonali per stabilire la percentuale di femminilità e di mascolinità, la loro sessualità e il loro futuro da adulti. Fatto ciò, in funzione dei parametri ottenuti, si stabilirà a quale intervento verrà sottoposto, che non dovrà mai essere effettuata dopo il superamento del sesto anno di età del piccolo paziente.

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I disturbi della differenziazione sessuale (DDS) sono caratterizzati da uno sviluppo disarmonico delle diverse componenti del sesso biologico, con una condizione di disarmonia tra la componente genetica, cromosomica e fenotipica.
Se questi piccoli pazienti venissero lasciati così, senza un intervento drastico e risolutivo, avrebbero notevoli problematiche identitarie, relazionali e anche sociali.
Questa scarsa armonia con cui vengono al mondo, condiziona inevitabilmente la crescita psico-fisica e sessuale del bambino, dando vita a una pericolosissima crepa tra identità sessuale e ruolo di genere.
In inglese, quando si parla dei disturbi della differenziazione sessuale, viene utilizzato il termine intersex e middle sex.
Le datate espressioni come paziente androgino o ermafrodita incarnavano il concetto di ambiguità sessuale o di intersessualità: quando, cioè, nello stesso paziente coesistevano in maniera congiunta elementi maschili e femminili.
Dal punto di vista clinico, l’intersessualità va distinta dal transessualismo. La persona transessuale, secondo il DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), soffre di un disturbo di identità di genere (DIG). Tale espressione si riferisce a una notevole sofferenza che l’individuo vive rispetto alla discordanza percepita, parziale o completa, tra il sesso biologico assegnato alla nascita e l’identità di genere.
L’etiologia è psicogena, mai organica. Il paziente transessuale inizia ad avere consapevolezza di questa sperequazione durante la crescita, quando il corpo inizia a cambiare, portandosi dietro i primi impostati disagi.

Genitori, ansia e bambini dal sesso incerto

I disturbi della differenziazione sessuale destabilizzano fortemente i genitori e i medici che se ne occupano, e obbligano a un ascolto competente, empatico e non giudicante. Il rapporto con i genitori è un tassello davvero delicato dell’iter diagnostico e chirurgico, dal quale dipende il successo del successivo iter terapeutico.
La diagnosi precoce è assolutamente indispensabile: per lenire le ansie, le angosce e i dubbi dei genitori e per stabilire come procedere nel più breve tempo possibile.
I genitori non sono mai pronti per ricevere una diagnosi così infausta; si aspettavano di mettere al mondo un figlio maschio o una femmina. Sono disorientati, confusi, arrabbiati. Hanno delle reazioni di rabbia contro i medici e sperano con tutte le loro forze in un errore diagnostico.
Hanno assolutamente bisogno di un supporto psicologico al fine di poter trovare delle strategie adattive per la complicatissima gestione emotiva del bambino e per elaborare il lutto relativo a una condizione di non normalità.
Il genitore di sente in colpa per quanto accaduto, come se la colpa fosse sua. Si percepisce inconsciamente colpevole di averlo messo al mondo in quelle condizioni di chiara mancanza di armonia sessuale. Ogni intervento che verrà fatto sul corpo del piccolo paziente deve essere guidato dal principio del migliore interesse per il bambino, evitando mutilazioni chirurgiche non necessarie. Il confine è sottile e delicatissimo, spesso le inconsce aspettative dei genitori potrebbero tentare di manipolare la decisione medica in un senso o nell’altro; decisione che necessita, ancor di più quando si tratta di bambini, di una buona dose di scienza e coscienza. Negli anni 50, Money,  autorevole sessuologo americano, si interessò stabilmente di queste problematiche, contribuendo alla stesura delle linee guida di bioetica. Il suggerimento  di Money è quello di assegnare precocemente il sesso definitivo al bambino per favorire l’allevamento orientato; anche se tale percorso dovesse prevedere interventi demolitivi e ricostruttivi, con supporti di terapia ormonale da somministrare in età puberale.
Lo scopo e l’obiettivo dell’intervento precoce è quello  di armonizzare elementi di disarmonia.

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Glossario

Aggiungo un glossario nel tentativo di fare chiarezza sul tema trattato

  1. Identità di genere
    L’identità di genere indica come ciascun individuo sente di essere, il suo sentimento profondo di femminilità o mascolinità, a prescindere dall’essere maschio o femmina.
  2. Il ruolo di genere
    Il ruolo di genere riguarda ciò che socialmente e culturalmente viene definito come maschile o femminile. Il ruolo di genere risponde alla norma sociale e alle credenze socialmente condivise dai più che definiscono quali comportamenti sono più adatti a ruoli maschili o femminili.
  3. L’orientamento sessuale
    L’orientamento sessuale si riferisce all’attrazione affettivo-sessuale di una persona nei confronti di un’altra. Tra i più conosciuti abbiamo l’orientamento eterosessuale, omosessuale e bisessuale.
  4. Transessualismo
    Con il termine transessuale si indica un individuo che sviluppa un’identità di genere opposta al sesso biologico di nascita.

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