A volte si dice grazie anche alle bugie, alle storie false, alle persone false. Perché le persone false, talvolta, sono in grado di intercettare un bisogno. Regalano l’illusione di esaudire un desiderio e mentre si impegnano a farlo lo trasformano in una voragine ancora più profonda del bisogno primario.
Squadernano, scompaginano, vanno in profondità, scorticano gli strati di pelle e di cuore.
Una bugia, così come una falsità, non si riconosce subito. Ci vuole tempo, disagio, e tanti sintomi per essere smascherata.
Una persona bisognosa e fragile, dopo una prima fase in cui ascolta i sensi e crede alla realizzazione di un sogno, pian piano inizia a stare male e a sentirsi peggio. Solo allora capisce.
Anche quando capisce, quando scopre la manipolazione e la falsità, il dispiacere non sovrasta mai la gratitudine perché la persona falsa le aveva confezionato una menzogna ad immagine e somiglianza dei suoi bisogni.
Quindi, li aveva ascoltati, intercettati, riconosciuti. Aveva creato un legame.
Lo aveva fatto per altri scopi, decisamente personali, ma l’ascolto è il più potente precursore del legame, anche tra le necessità del cuore e le persone false.
Quindi, bisogna dire grazie alle persone sbagliate, alle bugie, alle falsità, perché grazie a loro si riconoscono le persone giuste, le verità, la sincerità. Grazie a loro si impara a badare a sé stessi, a non dare lo scettro del comando a nessuno, a non promuoverlo ad amuleto, ad afrodisiaco, a bacchetta magica.
Quindi, grazie bugie e grazie persone false. La vita è decisamente più luminosa e coerente senza le menzogne del cuore.

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