Demisessualità, ti desidero soltanto se mi coinvolgo

Demisessualità

Demisessualità. Un nome atipico, che fa rima con asessualità.
Al giorno d’oggi, nell’epoca del tutto e subito, delle chat, dei siti per incontri e della sessualità senza amore, il suo significato sembra essere ancora più atipico.
La demisessualità non è un orientamento sessuale – in realtà è un comportamento sessuale -, è caratterizzato dall’assenza di attrazione fisica e sessuale senza che ci sia un importante coinvolgimento emotivo tra i partner.
Il termine è stato coniato da Asexual Visibility and education Network (Aven).

Confusione diagnostica. I mille volti dell’erotismo

C’è chi necessita di tinder, chi di una foto audace, chi di più chat al tempo stesso, chi dell’amante cronico e chi dell’unicità.
Chi ancora dell’intelligenza, e chi del romanticismo.
Le strade che portano al piacere sembrano essere davvero infinite.
La demisessualità viene erroneamente associata a un orientamento sessuale, ma se ci addentriamo nelle pieghe dei gusti sessuali di questi uomini e donne ci rendiamo perfettamente conto che si tratta, invece, di un modo di vivere la relazione. Un modo alternativo, diverso, del tutto dissimile dai più.
Kinsey è stato il primo studioso che ha teorizzato l’esistenza di uomini che vivono l’amore senza contatti fisici intimi o possibili rapporti sessuali.
Kinsey suddivise gli orientamenti sessuali in: esclusivamente eterosessuale, esclusivamente omosessuale e la categoria X, che corrispondeva a soggetti eroticamente non rispondenti a stimoli sessuali: omosessuali o eterosessuali.
F. Bogaert nel suo articolo sulla asessualità afferma che l’1,05% della popolazione britannica è asessuata; quindi trattasi di una problematica davvero frequente, nonché meritevole di studio.
In seguito, è stato elaborato uno strumento di auto somministrazione per la misurazione dell’asessualità (Morag e Gorzalka), composto da dodici domande alle quali rispondere per valutare il grado di interesse verso l’erotismo e la sessualità.

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La nascita della sessualità, tra infanzia e psiche

I sentieri che accompagnano la crescita della sessualità alla vita adulta partono da lontano: dall’educazione ricevuta, o non riveduta, dall’educazione affettiva e sessuale presente o mancante, dell’influenza o meno della religione, dai meccanismi di difesa e dai nuclei fobici, per concludere, dalla possibile interiorizzazione degli usi e costumi sessuali del momento.
C’è chi ama cambiare partner e anche orientamento sessuale come se cambiasse abito (oggi si usa), chi invece ha necessità di vivere un coinvolgimento emotivo profondo per potersi lasciare andare ai flutti della passione, chi ha bisogno di pane e cervello per accedere il desiderio sessuale.
I demisessuali – strano a dirsi ai tempi moderni – non riescono a essere attratti da nessuno, tranne nel caso di un coinvolgimento emotivo profondo. Devono amare ed essere amati. Corrisposti. Gli deve battere il cuore, solo dopo si arriva il desiderio sessuale. In un mondo che va al contrario, dove la sessualità anticipa la relazione e spesso non la fa nemmeno nascere, loro hanno bisogno d’amore.
L’attrazione sessuale subentra lentamente, con il trascorrere del tempo, quando i partner imparano a conoscersi a fondo.
Non sono attratti dal sesso mordi e fuggi, dalle avventure senza cuore, e da una sessualità genitalica scevra dal coinvolgimento emotivo.

Demisessualità, asessualità e sapiosexual

La demisessualitá, da una prima lettura, può essere confusa con l’asessualità, in quanto l’attrazione fisica appare all’orizzonte con un notevole ritardo temporale rispetto all’incontro amoroso. Si tratta di uomini e donne ritardatari in amore. Le loro prime volte sessuali si discostano dalla media della popolazione. Dimentichiamo i sedici anni e anche i diciotto, dimentichiamo i venti e, a volte, anche i trenta. Per loro l’età non conta, conta il cuore.
Non basta un bel viso o un bel fondo schiena, un seno prosperoso o posizioni amorose acrobatiche e circensi per accendere il desiderio sessuale.
Gli asessuali, invece, provano un’attrazione romantica per il partner scelto, senza provare alcun desiderio sessuale, né avere voglia di avere rapporti sessuali con lui; eventualmente dopo, molto dopo.
Sublimano in altro modo e spostano sul romanticismo, glissano del tutto sulla dimensione sessuale ed erotica del rapporto di coppia.
I sapiosexual, in qualche modo simili ai demisessuali, non hanno bisogno di tempo per far accendere il desiderio, ma hanno bisogno della persona giusta. L’incontro-miccia per la passione.
Anzi, dello scambio cognitivo giusto.
Il sapiosexual è quel tipo di rapporto emotivo e sessuale che si accende prima, e si fonda dopo, sull’incontro e sullo scambio tra due intelligenze; si tratta di persone la cui eccitazione viene attivata esclusivamente dall’intelligenza altrui.

Spezzone di una consulenza

Flavio, la sua verginità ad oltranza, la madre e i ricatti del cuore

Flavio (nome di fantasia) è un uomo vergine adulto. Mi racconta di non aver mai trovato la donna ideale con cui avere il suo primo rapporto sessuale. Suo padre, i suoi amici, finanche i suoi insegnanti lo hanno incitato a sperimentarsi, a buttarsi, anche senza amore, anche senza cuore. Alcuni amici gli avevano organizzato una serata goliardica con una escort, pagata da loro e offerta dal clan degli amici del calcetto del giovedì, pur di vederlo appagato sessualmente e non più vergine e inesperto, ma Flavio ha gentilmente declinato l’invito perché lui non ha voglia di concedersi sessualmente se da innamorato.
In realtà, il ritardo amoroso di Flavio non è soltanto da imputarsi alla mancanza della donna giusta, ma a tutta una serie di meccanismi di difesa della sua psiche ben strutturati che lo hanno portato a evitare come la peste l’intimità e la sessualità. Flavio, nonostante abbia già compiuto 33 anni, non ha mai baciato una donna, non ha mai avuto una fidanzata, non ha mai avuto un rapporto sessuale o sperimentazioni erotiche varie ed eventuali.
La madre di Flavio è una donna particolarmente manipolativa, costatante e dominante: controlla tutto della vita del figlio.
È una donna che non bussa nella sua stanza, che gli impedisce di vivere la sua vita perché ha bisogno di sapere in anticipo quello che farà, gli impedisce di essere autonomo in casa. Gli lava, gli stira, egli sistema i vestiti prima che lui esca di casa.
Deve controllare tutto, anche come si veste. In famiglia gli è stato sempre detto di non mettersi nei guai, di non mettere incinta nessuna ragazza, di non sposarsi prima di avere conseguito e ultimato gli studi e di essere economicamente indipendente, e di stare attento alle malattie sessualmente trasmissibili. In realtà non si tratta di un’educazione affettiva e sessuale, ma di una sorta di continuo ricatto emotivo e di terrorismo psicologico. Flavio è cresciuto nel terrore e nell’orrore di poter sbagliare, questa paura lo ha del tutto paralizzato sino ad evitargli ogni possibile incontro.
Flavio si definisce un demisessuale, ma in realtà è un giovane uomo attanagliato dalla paura. Soprattutto di incontrare una donna come la madre.

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