Uomini disperati e disperanti per i tempi morti del piacere, del tutto ignari del fisiologico periodo refrattario.
Adolescenti terrorizzati dal non avere una seconda erezione subito dopo la conclusione del primo rapporto sessuale.
In realtà, non sanno nemmeno cosa sia il periodo refrattario.
Media e video pornografici sdoganano rapporti sessuali infiniti e ravvicinati, senza tener conto della fisiologia e della psiche dell’uomo. Informazioni assolutamente false che nutrono l’ansia maschile e il confronto con gli altri uomini.

Il periodo refrattario

In un momento storico di sessualità performante, di pillole dell’amore e di partner usa e getta, il periodo refrattario sembra essere un vero svantaggio per i rapporti sessuali, obbligando all’attesa.
Lentamente e costantemente nel tempo, a seguito delle modifiche epocali, l’asticella dell’intimità sembra essersi spostata dalla dimensione qualitativa a quella quantitativa della sessualità. Alla luce di ciò il fisiologico periodo refrattario – assolutamente sano – diventa un ingombro per una sessualità ginnica.

Questo articolo nasce dalle reiterate richieste di molti lettori uomini, di tutte le età, sul concetto di “normalità sessuale”, sul numero ideale di rapporti, sui falsi miti e realtà del famigerato periodo refrattario.
Questo periodo, a quanto pare, sembra essere davvero sconosciuto!
Le domande sul periodo refrattario condizionano i pensieri di adolescenti spesso inesperti, ma ben “formati” dalla pornografia. A quanto pare per mantenere alta la “reputazione da performance sessuale” i protagonisti della filmografia pornografica – ben diversa dalla vita vera – si accaniscono in coiti recidivanti, a conferma della loro bravura e acrobazia sessuale, smarrendo del tutto il concetto di normalità e di salute sessuale.
Rocco Siffredi non sa, ovviamente, cosa sia il periodo refrattario, così come tutti gli attori del porno.
Immagini totalmente false: donne urlanti e sottomesse, uomini con dimensioni dei genitali esagerate, tempi lunghissimi e nessuna pausa dell’intimità.

Altre richieste di consulenza giungono da uomini over cinquanta che, spaventati, anzi terrorizzati, da un possibile invecchiamento della loro vita sessuale, si chiedono quante volte è normale e sano avere rapporti sessuali. Si chiedono quanto dovrebbe durare il famigerato periodo refrattario, per poi accedere alla tanto attesa seconda volta.

Note cliniche

  • Cosa si intende per periodo refrattario?
  • Cosa lo caratterizza?
  • Appartiene solo agli uomini o pure alle donne?
  • È età correlato?

Si definisce periodo refrattario quel lasso “fisiologico e obbligatorio” di tempo che interviene dopo l’orgasmo e l’eiaculazione maschile.
Periodo in cui l’uomo non prova più desiderio, eccitazione ed erezione e di conseguenza orgasmo.

Cosa accede dopo la fine di un rapporto sessuale?
A volte, dopo, un’ulteriore stimolazione dei genitali può provocare fastidio o addirittura dolore.
Il periodo refrattario è caratterizzato dal rilascio di ossitocina e di prolattina. Sono due ormoni di fondamentale importanza, regolamentati dall’ipotalamo, che vengono prodotti nell’uomo in fase post-orgasmica.

L’amore che ruolo ha? E le donne devono saper aspettare?

Molti studi hanno vivisezionato la sessualità. Hanno (abbiamo) infatti studiato la fase del desiderio, la fase dell’eccitazione e dell’orgasmo e tutte le più svariate disfunzioni sessuali. Di amore e di sentimenti invece non ne parla nessuno.
L’innamoramento, il coinvolgimento e un elevato livello di erotismo, in uomini sani e giovani, accorciano notevolmente il periodo refrattario, facendolo transitare da settimane a giorni, a mezze giornate.
A differenza degli uomini, la sessualità femminile, non è caratterizzata dall’obbligatorietà al periodo refrattario post-orgasmico.
Le donne, infatti, se molto coinvolte e adeguatamente stimolate, sul piano emozionale, corporeo e dell’immaginario, possono passare da un orgasmo all’altro, ed essere multi-orgasmiche.

Contabilità o qualità dell’intimità?

La poliedrica sfera della sessualità non andrebbe mai vissuta all’insegna della contabilità: uno, due, tre orgasmi, tempo di latenza, periodo refrattario, numero di rapporti sessuali. Questa è una sorta di tabella a doppia entrata che evoca più la dimensione ginnica che ludica della vita intima.
Vivere l’intimità, che è ben altra cosa dal semplice coito, all’insegna della conoscenza approfondita di sé stessi e del partner e soprattutto del proprio teatro privato.
“La sessualità è un essere, non un fare”.

 

Vuoi chiedermi qualcosa?

La tua privacy è al sicuro!
Il messaggio arriverà direttamente a me e risponderò io in persona.