Sessualità giovanile ed over 50, la paura del periodo refrattario

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  • Periodo refrattario

Uomini disperati e disperanti per tempi morti del piacere, senza mai tenere conto del fisiologico periodo refrattario.
Adolescenti terrorizzati dal non avere una seconda erezione subito dopo la conclusione del primo rapporto sessuale. In realtà non sanno nemmeno cosa sia il periodo refrattario.
Media e video pornografici che sdoganano rapporti sessuali infiniti e ravvicinati, senza tener conto della fisiologia e del maschio.

Qualche riflessione sul periodo refrattario.

In un momento storico di sessualità performante, di pillole dell’amore e di partners usa e getta, il periodo refrattario sembra essere un vero svantaggio per i rapporti sessuali, obbligando all’attesa.
Lentamente e costantemente nel tempo, a seguito delle modifiche epocali, l’asticella dell’intimità sembra essersi spostata dalla dimensione qualitativa a quella quantitativa della sessualità. Alla luce di ciò il fisiologico periodo refrattario sembra essere d’ingombro ad una sessualità ginnica, e presunta sana.

Questo mio articolo nasce dalle reiterate richieste di giovani e meno giovani, sul concetto di “normalità sessuale”, sul numero ideale di rapporti e sul falsi miti e realtà sul famigerato periodo refrattario.
Questo periodo, a quanto pare, sembra essere davvero sconosciuto!
Le domande inerenti il periodo refrattario, condizionano i pensieri di adolescenti spesso inesperti, ma ben “formati” dalla pornografia che, per mantenere alta la “reputazione da performance sessuale”, si accaniscono in coiti recidivanti, a conferma della loro bravura ed acrobazia sessuale, smarrendo del tutto il concetto di normalità e di salute sessuale.
Rocco Siffredi non sa, ovviamente, cosa sia il periodo refrattario, così come tutti gli attori del porno.
Immagini totalmente false, donne urlanti e sottomesse, ed ancora uomini con dimensioni dei genitali esagerate, tempi lunghissimi e nessuna pausa dell’intimità.

Altre richieste di consulenza giungono da uomini over cinquanta che, spaventati, anzi terrorizzati, da un possibile invecchiamento della loro vita sessuale, si chiedono quante volte è normale e sano avere rapporti sessuali. Si chiedono quanto dovrebbe durare il famigerato periodo refrattario, per poi accedere alla tanto attesa seconda volta.

Note cliniche

  • Cosa si intende per periodo refrattario?
  • Cosa lo caratterizza?
  • Appartiene solo agli uomini o pure alle donne?
  • È età correlato?

Si definisce periodo refrattario quel lasso “fisiologico ed obbligatorio” di tempo che interviene dopo l’orgasmo e l’eiaculazione maschile. Periodo in cui l’uomo non prova più desiderio, eccitazione ed erezione e di conseguenza orgasmo.
Cosa accede dopo la fine di un rapporto sessuale?
A volte, dopo, un’ulteriore stimolazione dei genitali può provocare fastidio o addirittura dolore.
Il periodo refrattario è caratterizzato dal rilascio di ossitocina e di prolattina. Sono due ormoni di fondamentale importanza, regolamentati dall’ ipotalamo, che vengono prodotti nell’uomo in fase post-orgasmica.

L’amore che ruolo ha? E le donne devono aspettare?

Molti studi hanno vivisezionato la sessualità. Hanno (abbiamo) infatti studiato la fase del desiderio, la fase dell’eccitazione e dell’orgasmo e tutte le più svariate disfunzioni sessuali. Di amore e di sentimenti invece non ne parla nessuno.
L’innamoramento, il coinvolgimento ed un elevato livello di erotismo, in uomini sani e giovani, accorciano notevolmente il periodo refrattario, facendolo transitare da settimane a giorni, a mezze giornate.
A differenza degli uomini, la sessualità femminile, non è caratterizzata dall’obbligatorietà al periodo refrattario post-orgasmico.
Le donne infatti, se molto coinvolte ed adeguatamente stimolate, sul piano emozionale, corporeo e dell’immaginario possono transitare da un orgasmo all’altro, ed essere infatti multi-orgasmiche.
L’organo genitale delle donne è tra le orecchie, non tra le gambe.

Contabilità o qualità dell’intimità?

La poliedrica sfera della sessualità non andrebbe mai vissuta all’insegna della contabilità:
uno, due, tre orgasmi, tempo di latenza, periodo refrattario, numero di rapporti sessuali. Questa è una sorta di tabella a doppia entrata che evoca più la dimensione ginnica che ludica.
Vivere l’intimità, che è ben altra cosa dal semplice coito, all’insegna della conoscenza approfondita di se stessi e del partner e soprattutto del proprio teatro provato.
Sentire e volere, equivale davvero al fare l’amore.
“La sessualità è un essere, non un fare”.

 

By | 2017-02-09T10:50:12+00:00 12 luglio, 2016|Categories: Sessuologia|Tags: , , |

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