L’erezione appartiene alle funzioni spontanee. Segue o dovrebbe seguire il desiderio verso un partner. Caratterizza alcuni momenti della giornata di un uomo. Appartiene ad alcune fasi del sonno. Può essere spontanea o indotta. Ha un’impennata positiva per qualità e quantità se c’è amore e intesa emozionale con il partner, si deflette se subentrano problematiche emozionali, umorali, psichiche o di coppia. Sembra trattarsi di affermazioni banali, ma non tutti gli uomini (e le donne) sono al corrente del loro funzionamento sessuale.
L’uomo, soprattutto se giovane e inesperto, insicuro o ansioso, crede che la sua erezione debba esserci sempre, e debba essere avulsa dalla sua psiche e dal suo stato globale di salute.
Nonostante ciò, quando per un motivo o per un altro, l’erezione diventa vulnerabile o intermittente, oppure, quando l’erezione non è del tutto completa o è difficoltosa, l’uomo sprofonda in un baratro di disperazione.
Viene rapito da un vortice di pensieri ossessivi e disfunzionali che diventano causa e conseguenza dei problemi erettivi o della totale mancanza d’erezione.
La mancanza d’erezione non risparmia nessuno: coinvolge giovani e meno giovani, coppie e single, con conseguente ricaduta a cascata su autostima e qualità di vita.
Nel caso dell’uomo giovane, per esempio, un’adeguata sessualità, rispettosa delle tre fasi della risposta sessuale: desiderio, eccitazione – quindi erezione – ed eiaculazione e orgasmo, contribuisce a regalargli serenità e buonumore, e lo accompagna durante la fisiologica crescita psichica e sessuale. L’uomo single, proprio perché non ha una partner stabilmente presente nella sua vita, tende a vagabondare da un talamo a un altro, da un’avventura a un’altra, dando la colpa della sua mancanza d’erezione alla donna del momento.
In questo pellegrinaggio sessuale smarrisce del tutto lo sguardo sulla dimensione diadica e relazionale dell’erezione, sulla sessualità scaldata dall’intimità e dal sentimento, e tende sempre di più a inseguire una risposta sessuale performante, ginnica, acrobatica.
Quando la sessualità si ammala, si ammala anche la psiche e la coppia.
Ma è vero anche il contrario: problematiche psichiche e problemi di coppia piantano il seme della possibile, futura mancanza d’erezione.
Una buona vita sessuale rimane uno degli elementi che contribuiscono a far rimanere una coppia insieme e a candidarla alla longevità.

Non sempre, purtroppo, una funzione spontanea come la sessualità, gode di buona salute. Cerchiamo di capirne il perché.

Italiani e salute sessuale

Secondo uno studio Censis-Bayer molti italiani soffrono di deficit erettivo, di mancanza totale o parziale di erezione; condizione clinica che impedisce loro di portare a termine un rapporto sessuale con spontaneità, serenità e piacere.
Il deficit erettivo può essere primario o secondario.
La disfunzione sessuale si definisce primaria, quando si manifesta sin dall’inizio della vita sessuale dell’uomo. Si definisce secondaria, quando la sua insorgenza avviene solo in un secondo momento, dopo un primo periodo di salute e buon funzionamento sessuale. La diagnosi orienta la futura cura; non è possibile parlare di cura via email, senza il paziente in studio e senza un’approfondita anamnesi psico-sessuologica da parte di un clinico competente.

Possibili cause della mancanza d’erezione: uomini e pudore

Le cause correlate alla mancanza d’erezione possono essere organiche, psichiche e miste. Quando si effettua una scrupolosa diagnosi andro-sessuologica, si analizza l’interezza della salute del paziente, i suoi stili di vita e di coppia, se soffre di disturbi dell’umore; si analizza, inoltre, il suo passato sessuale e le sue abitudini.
È impensabile scorporare l’aspetto organico dalle inevitabili conseguenze psichiche e relazionali che la disfunzione sessuale porta con sé.
Nonostante la massiccia sensibilizzazione dei media e dei clinici che si occupano di sessualità, molti uomini che ne soffrono faticano a rivolgersi al medico. Preferiscono tacere e soffrire, o latitare nell’etere. Traferiscono la loro sessualità sofferente in un clima omertoso, ammantano da pudore e vergogna la richiesta d’aiuto, girovagano online, sfuggono le indagini cliniche.

Correlazione tra pornografia e ansia da prestazione sessuale maschile

Il momento storico in cui viviamo non aiuta la salute sessuale. Tra pornografia e mancanza di educazione affettiva e sessuale, i giovani e i meno giovani tentano di omologarsi ai modelli del porno. Modelli decisamente ansiogeni e poco consoni alla dimensione ludica e spontanea della sessualità. La risposta sessuale, in funzione dell’ansia, viene quantizzata, monitorata e visibilmente valutata in riferimento a parametri scarsamente scientifici. Il tutto si attiene al principio di prestazione. Due parametri abitano l’immaginario maschile: quello della dimensione dei genitali e quello della durata del rapporto sessuale.
Questi due parametri diventano dei cattivi compagni di viaggio e di vita, e danno vita a catastrofici atti amatori. Un altro aspetto da non sottovalutare è la dipendenza dal porno che il paziente si trova a sperimentare e a sottovalutare. Pensa, ingenuamente, che la visione compulsiva e continuativa di fil pornografici non intacca la sua salute sessuale. In realtà, non c’è nulla di lui falso. La dipendenza dal porno porta con sé disturbi del desiderio sessuale, deficit erettivo e fenomeni di eiaculazione ritardata.

Dieci cose da sapere sull’erezione, la sua mancanza e la sua cura

  1. Il deficit erettile è una disfunzione sessuale estremamente diffusa, sottostimata e poco trattata nelle sue svariate manifestazioni cliniche. Può essere la spia di altre problematiche di salute; non va mai ignorata, negata, o trascurata.
    La diagnosi clinica spesso latita nel tempo, così, dall’insorgenza della disfunzione alla sua cura trascorrono addirittura anni. Questo marcato ritardo della cura nuoce gravemente alla salute del paziente e alla stabilità della sua coppia.
  2. La mancanza d’erezione ha un impatto significativo sul benessere psico-fisico dell’uomo, in quanto la funzionalità sessuale è un elemento cardine della salute sessuale in generale. Una amore senza intimità e senza sessualità, prima o poi, è candidato alla crisi di coppia.
    Più tardi si interviene più la prognosi sarà meno favorevole.
  3. Il  deficit erettile correla con cattivi stili di vita e con cattive abitudini in generale. Un ragazzo giovane, talvolta giovanissimo, che lamenta una mancanza d’erezione o un’erezione difficoltosa è improbabile che le cause siano organiche – anche se vanno analizzate scrupolosamente tutte -, è molto più frequente che i suoi stili di vita non siano sani: che non faccia sport, che sia in sovrappeso, che utilizzi droghe, che beva alcolici, e così via.
  4. Il deficit erettile può rappresentare il campanello d’allarme per future complicanze cardiache, quindi, diagnosi precoce e terapia mirata sono la strada maestra per salvare la vita di quell’uomo.
  5. I farmaci pro-erettivi come il cialis, il levitra, il viagra non sono degli afrodisiaci e non rappresentano delle soluzioni miracolistiche per le più svariate difficoltà erettive, sono invece dei validi rimedi se adoperati a seguito di una scrupolosa diagnosi clinica andro-sessuologica, e la supervisione del clinico che si farà carico della cura.
  6. Il fai da te , diagnostico e terapeutico, diventa ancor più grave quando il soggetto reperisce i farmaci pro-erettivi online.
    Oltre a rischi per la salute in generale, il rischio più grande è quello di cronicizzare la disfunzione sessuale e di andare incontro a certa dipendenza psicologica da farmaco e assuefazione.
  7. L’utilizzo di droghe leggere o pesanti e di alcol compromette la salute in generale e sessuale in particolare, inoltre, la loro combinazione con le pillole dell’amore può arrecare problemi di salute e danneggiare il loro funzionamento.
  8. Molti uomini confondono la potenza fallica con la potenza personologica.
    Ogni defezione o tentennamento, ogni mancanza d’erezione e ogni vulnerabilità psico-fisica, e ancora, ogni possibile occasione mancata, rappresenta una nota di demerito nel proprio curriculum erotico.
  9. Se un adolescente cresce a pane e pornografia, imparerà che la risposta sessuale – dimensioni incluse – dovrà essere come quella dell’attore del porno Rocco Siffredi.
    Niente di più sbagliato.
    La pornografia facilita il proliferare di falsi miti sull’erezione maschile in particolare e sulla risposta sessuale in generale. Dimensioni e durata diventano i parametri attorno a cui ruota la sessualità sino a farla diventare ginnica, coitale che mal si sposa con il poliedrico concetto di intimità, di gradualità e di reciprocità.
  10. Giovani ed erezione pronta e duratura sembra essere un legame indissolubile, da mantenere ben saldo in qualunque condizione.
    Alcuni ragazzi pur di avere il pene in erezione, senza obbligatoriamente essere innamorati o coinvolti, assumono i farmaci pro-erettivi in autogestione, confondendoli per afrodisiaci.
    Per sentirsi più audaci, forti, con una buona autostima e per aiutare l’erezione.
    Come se un pene sempre eretto, con chiunque, per un tempo infinito, in qualunque condizione e situazione, fosse un tratto distintivo della sessualità maschile.
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Il deficit erettivo può essere la diretta conseguenza di un comportamento sessuale molto diffuso e molto rischioso: masturbazione alternativa.
La masturbazione alternativa o sindrome traumatica masturbatoria obbliga il paziente a masturbarsi a pancia in giù, sul materasso o sul cuscino, prevalentemente vestito.

Quando il corpo non segue il desiderio

“Erezione a ogni costo” sembra essere diventato il mantra della sessualità odierna. Può capitare, anche sine causa, che il corpo diventi anarchico. Fa quello che vuole lui, non aderisce più al “principio dell’erezione a tutti i costi”. Insomma, si ribella.
Il corpo, inoltre, non segue più il desiderio, le fantasie erotiche, i pensieri e le emozioni, ma segue percorsi impervi per la fase eccitatoria.
Prevalgono ansie, angosce profonde e tutta una serie di pensieri intrusivi e invasivi che occupano la mente e il cuore di chi sperimenta, anche per una sola volta, una mancanza d’erezione.
L’erezione diventa un fenomeno “imprevedibile”, sfugge al controllo dell’uomo e non segue più il desiderio e le ars amatorie femminili.
Il deficit erettivo assume i connotati di un dramma individuale e un dramma relazionale.
Dopo ogni tentativo tristemente fallito, l’uomo sviluppa notevoli quote d’ansia che diventano suoi compagni di viaggio e di vita, e si riproporranno a ogni successivo momento di intimità.Il corpo viene sopraffatto da una memoria corporea disfunzionale, quindi, saprà bene come non avere l’erezione più che come averla.

Il corpo non dimentica la perdita d’erezione e l’imbarazzo provato e li ripropone.

Quando un paziente vive un episodio di perdita di erezione, non lo scorda più. L’imbarazzo provato, la vergogna e l’ansia condizioneranno il suo futuro approccio alla sessualità.
L’uomo inizia a credere che non riuscirà più ad avere un rapporto sessuale spontaneo e soddisfacente; si immagina definitivamente candidato all’insuccesso sessuale.
Entra in scena un potentissimo meccanismo, detto profezia che si autorealizza che caratterizza il pensiero degli ansiosi. Il paziente impara a trasformare i pensieri in realtà. Il corpo non mente mai e dimentica di rado. È un contenitore di verità taciute e non scorda nulla di ciò che ha vissuto.
Così, la memoria corporea della disfunzione – erezione debole, parziale, intermittente, assente – amplificata dalle emozioni e dal vissuto della donna, se non analizzata in terapia, tende a riproporsi a ogni rapporto sessuale.

Qualche nota sulla terapia per i problemi di erezione

Il sintomo sessuale ha un ruolo centrale nell’economia della psiche e della coppia, e talvolta non va tolto. Per lo meno, non subito.
Nella vita siamo abituati a rimuovere ciò che ci fa stare male. Il dolore. L’ansia. Il deficit erettivo. Il partner che non soddisfa più. In realtà, non è sempre così semplice né così utile.
Molti dei miei lettori, soprattutto i più giovani e spaventati, mi scrivono per chiedere un aiuto immediato, rassicurazioni e conforto, un ascolto professionale e, soprattutto, istruzioni per l’uso  per una guarigione magica e onnipotente. Spesso i ragazzi prima di approdare in studio vagano online cercando soluzioni fai da te o diagnosi semplicistiche, spesso false, sempre e soltanto via etere. Soluzioni senza diagnosi e senza clinico.

La “diagnosi clinica” ha lo scopo di arginare voli pindarici disfunzionali con la fantasia del paziente, che a seguito di una reiterata latitanza diagnostica vaga nel nulla, amplifica e rinforza  ogni forma di ansia e di disfunzione sessuale.
Esclusa l’etiologia organica o mista, un’attenzione maggiore deve essere rivolta alle cause psichiche e relazionali, sempre presenti nel deficit erettivo che da cause diventano effetti. Il paziente viene rapito da una spirale di ansia e traferito in un doloroso circolo vizioso da cui è difficile venirne fuori velocemente e con modalità indolore per autostima, narcisismo e coppia.

Quando la diagnosi andrologica esclude cause organiche, è opportuno trattare sempre e comunque il sintomo erettivo con la terapia orale o combinata?

Diventa indispensabile e obbligatorio effettuare una diagnosi scrupolosa e completa delle cause “altre” correlate alla disfunzione sessuale per calibrare quale, futuro, percorso terapeutico attuare; da adattare sempre e comunque a quel paziente o a quella coppia. Il sintomo assume nell’economia del paziente un “significato difensivo”, rappresenta a volte il perno attorno a cui ruota la coppia o la struttura di personalità del paziente con conseguenti  meccanismi di difesa.
La mancanza d’erezione, a volte, può rappresentare una strategia per non entrare in contatto con il mondo femminile in generale e vaginale in particolare.
Può anche rappresentare una difesa contro l’omosessualità latente, contro l’ansia, contro l’eccessiva intimità; può ancora salvare il paziente da una possibile dissociazione di tipo psicotico o slatentizzare vissuti di depersonalizzazione e derealizzazione.

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L’assunzione delle pillole dell’amore, Viagra, Cialis o Levitra, per pazienti psicogeni, andrebbe concordata solo dopo un’analisi di tipo psicodinamico della struttura di personalità del paziente, per comprendere a fondo le dinamiche del difensive organizzate inconsciamente affidate al mantenimento del d.e.
Il farmaco scompagina gli equilibri psichici, sapientemente e faticosamente strutturati dalla psiche del paziente con d.e, assicurando e favorendo la meccanica dell’erezione senza però concedergli il vero piacere dell’intimità.
Talvolta il paziente riesce a mantenere l’erezione, ma sviluppa un’ulteriore meccanismo di difesa, mediante l’anorgasmia l’assenza cioè di risposta orgasmica.
La terapia orale andrebbe inserita “soltanto” a un certo punto del percorso psicoterapico o di coppia, per permettere al paziente di fruire a pieno del coito, senza che questo sia per lui un danno, anzichè un vantaggio acquisito solo temporaneamente e farmacologicamente.
La natura multidimensionale della sessualità umana è tale da imporre un inquadramento e un ‘approccio terapeutico integrato’ al soggetto portatore di  un disturbo sessuologico.
Un disagio sessuale, qualunque esso sia, va accuratamente diagnosticato e poi curato.

La prima domanda che i pazienti mi pongono è di chi è la colpa. Quali sono le cause. E soprattutto, mi chiedono rassicurazioni sull’esclusione delle cause psichiche.

La datata scissione tra diagnosi e terapia medica e terapia psico-sessuologica non esiste più.
Non si parla più di diagnosi e terapia medica o di terapia psico-sessuologica: i due aspetti terapeutici sono intersecati tra di loro.
In molte situazioni e condizioni psichiche, i farmaci da soli non funzionano – quando il paziente ha un blocco psichico profondo, il famigerato ipertono adrenergico, o vi è un desiderio sessuale compromesso – così come può capitare che la terapia psico-sessuologica necessiti della sinergia della terapia orale.

Mancanza di erezione. Di chi è la colpa?

Ansia da prestazione

 

Quando qualcosa non funziona in camera da letto, i partner iniziano a darsi la colpa, a evitare l’intimità, a essere ossessionati dal non funzionamento sessuale. E soprattutto, a darsi la colpa a vicenda. La caccia alle streghe in ambito sessuale è tra gli errori più frequenti che i pazienti possano fare; ma è il primo meccanismo che scatta e che si mantiene in vita immodificato sino a quando la coppia giunge in consultazione.

La realtà clinica si intreccia a fantasmi del passato, a potenti meccanismi di difesa della psiche, a liti e manipolazioni della comunicazione. In questo clima nefasto e ansiogeno, il deficit erettivo continua a far parte integrante della vita sessuale della coppia.
La ricerca compulsiva e riparativa della meta – l’erezione e l’orgasmo – compromette il piacere del percorso, danneggiando anima, corpo e coppia; senza mai dimenticare di nutrire le già presenti quote d’ansia.
Questa modalità di affrontare le problematiche sessuologiche è sicuramente la strada più rapida per costruire tra i partner un muro di omertà e di acredine che, lentamente ma costantemente, corrode la comunicazione, il legame d’amore e il più saldo degli apparati psichici.
Il disagio sessuologico non riguarda quasi mai – tranne nei casi di etiologia meramente organica – soltanto il partner portatore del sintomo sessuale, ma anche l’altra metà del cielo: la donna.

Molto spesso nella sessualità e nella coppia, causa ed effetto si confondono e si fondono, nonché si rinforzano nel tempo creando quello che noi clinici chiamiamo fattori di mantenimento della disfunzione.

La diagnosi sessuologica e la terapia per l’ansia da prestazione maschile: come, dove e con chi

La diagnosi clinica andro-sessuologica è sempre il primo step da cui partire.
Si procede, poi, in sede di consultazione con una scrupolosa ricerca dell’etiologia, cioè la ricerca delle cause. Tra le cause del deficit erettivo abbiamo le cause scatenanti e quelle di mantenimento della problematica, spesso molto diverse tra di loro.
Ogni sintomo sessuale va ascoltato, decodificato e solo dopo curato.
La tendenza odierna orienta il paziente verso la più rapida risoluzione dell’ansia da prestazione, al fine di sedare la sintomatologia erettiva; ma la psiche ha un potere enorme e si muove su un reticolo di informazioni che diventano preziose per il paziente che è in cura, e per noi clinici che curiamo.
La sessualità, l’intimità e l’incontro profondo di anima e sensi con il partner non possono essere analizzati  in maniera manichea – organico/psichico -, disgiungendo l’eros dalla dimensione dell’amore; siamo obbligati ad approfondire le dinamiche di coppia, quelle visibili, e ancor di più, quelle invisibili, inconsce.
Come sappiamo, oggi, l’egemonia del principio di prestazione e del piacere ha danneggiato fortemente la dimensione desiderante della sessualità, trasformandola  in una sorta di compito in classe, scevro dal desiderio e soprattutto dalla dimensione reale e profonda del legame di coppia.
Il viagra e simili, con le sue magie e alchimie, da un lato hanno reso l’uomo onnipotente, dall’altro rappresentano la scorciatoia verso il piacere, evitando la conoscenza dell’aspetto psichico, simbolico e relazionale correlato al deficit erettivo.

Il ruolo della donna nell’ansia da prestazione

La donna ha un ruolo centrale nell’insorgenza e nel mantenimento della disfunzione sessuale, così come nel percorso di cura.
In seguito cercherò di riportare qualche esempio di comportamenti disfunzionali al femminile.
La donna, mossa dall’ansia e dalla paura di essere tradita o non più desiderata, non è consapevole di alcune dinamiche comportamentali, che mette in atto come se fossero degli automatismi da disperazione.
In sede di consulenza viene organizzato uno spazio d’ascolto in rosa, per la disamina delle dinamiche inconsce, spesso non volontarie.

Partner colludent

Sono donne che si alleano inconsciamente con il sintomo, mantenendolo in vita.
Non si lamentano, non urlano, non parlano. Subiscono la disfunzione senza batter ciglio.
Si tratta di partner che evitano di far emergere il problema per paura di mortificare il loro uomo.
Donne che nella maggior parte dei casi soffrono di problematiche sessuologiche come per esempio anorgasmia o vaginismo; per le quali il deficit erettivo del partner è un sintomo utile, che possa tutelarle dalla paura di una sessualità adulta e profonda.

Partner ansiogene

Trattasi di donne che con il loro comportamento evitante ed esigente, ambivalente e inconsciamente richiedente, generano ansia nel partner, e rinforzano la disfunzione.
Sguardi indiscreti, parole abusate o fuori posto, verbalizzazioni sbadate o aggressive, atteggiamenti valutanti o indiscreti che mantengono in vita la disfunzione sessuale.

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Partner richiedenti e aggressive

Si tratta di donne consapevoli e sessualmente esigenti; che hanno superato il triste destino che le obbligava a recitare orgasmi inesistenti per rassicurare il partner e nutrire autostima e orgoglio maschile. Sono donne che chiedono, si lamentano e sono scarsamente tolleranti rispetto alle fluttuazione o alle defezioni della sessualità dei loro partner.
Un atteggiamento simile, se la coppia non è collaudata e longeva, diventa fautore di ulteriori disfunzioni sessuali come l’ansia da prestazione e il calo del desiderio sessuale.

Partner evasive-evitanti

Alcune donne portano in dote all’interno della loro coppia emozioni sgradevoli e situazioni pregresse non consone alla salute sessuale come un’educazione rigida o estremamente cattolica, un vaginismo o problematiche psichiche o caratteriali.
In questi casi, faranno di tutto per non fare emergere la problematica sessuale del loro partner.
Questo silenzio della e nella coppia diventa evitamento che diventa ancor di più disfunzione.

Partner colpevolizzanti

Esiste una datata e falsa correlazione  tra orgasmo femminile e mancanza d’erezione.
In realtà, la correlazione non è univoca e dalla facile lettura. La donna che soffre di anorgasmia non raggiunge l’orgasmo con il coito, così, trova più semplice attribuire la colpa o la responsabilità al partner piuttosto che analizzare con un clinico le reali problematiche che hanno mantenuto in vita l’anorgasmia. Non sempre la mancanza di erezione dell’uomo è la causa della mancanza di orgasmo della donna, spesso le cause sono multifattoriali.

E la coppia che ruolo ha?

Un ulteriore elemento da tenere in debita considerazione quando si parla di disfunzioni sessuali maschili è la dimensione diadica, cioè correlata alla coppia in cui si manifestano, tenendo presente il momento storico, emozionale e affettivo di quella coppia che funge da cornice all’insorgenza, e al mantenimento della sintomatologia erettiva.
Una coppia caratterizzata da elementi di conflittualità non elaborati, come difficoltà nella comunicazione,  lotte intestine per elementi come potere, denaro ed educazione dei figli, contiene sicuramente in sé gli elementi per future complicanze orizzontali.

Cause dell’ansia da prestazione

Quando si parla di sessualità e di disfunzioni sessuali, maschili e femminili, è sempre doveroso analizzare tre istanze: corpo, psiche e coppia. Sempre intersecate tra di loro.
Le cause possono dividersi in cause scatenanti, cause da mantenimento e cause ambientali.
Le cause scatenati sono le cause correlate all’esordio della disfunzione sessuale. Quelle di mantenimento sono le cause che contribuiscono al mantenimento della disfunzione immodificata nel tempo, spesso sono da ricercarle dentro la coppia. Le cause ambientali sono spesso sottovalutare e sottostimate. Si possono annoverare come “ambientali”, quelle da “cattivo apprendimento sessuale”. Una prima esperienza sessuale non andata a buon fine genera quote d’ansia, che se non elaborate in terapia, si ripresenteranno durante i rapporti successivi, creando un terreno fertile per il riapparire della disfunzione.
Altre cause importanti sono da ricercarsi all’interno della coppia che, in alcuni casi, può essere portatrice di dinamiche di aggressività e ambivalenza.
In altri casi diventa un contenitore simbolico di situazioni emotive irrisolte o di aggressività latente.

I disturbi dell’erezione, l’imbarazzo del primo contatto

I disturbi dell’erezione

Nonostante la salute sessuale sia un bene per tutti, chi si trova a fare i conti con un corpo anarchico, non sempre cerca aiuto subito. Glissa. Temporeggia. Scappa. Tenta strade impervie e sbagliate. Rinforza la disfunzione perdendo tempo prezioso. Parlare di sessualità, in realtà, spaventa, imbarazza, paralizza.

Quando la sessualità si ammala a chi ci rivolgiamo?

Sino a non poco tempo addietro le sciagure sessuali abitavano la terra di nessuno; nessuno sapeva bene a chi rivolgersi nel caso di un deficit erettivo, di un’anorgasmia o di un vaginismo.
La figura del sessuologo clinico non era né conosciuta né adoperata per la cura delle disfunzioni sessuali. Quando si affrontano tematiche inerenti la sfera della salute sessuale maschile, un velo di imbarazzo e mistero ammanta la comunicazione.
Il paziente, spesso, paralizzato dall’ansia e dalla frequente preoccupazione per la sua sessualità, sposta l’attenzione del clinico dall’argomento centrale ad altro, glissando sui sintomi.
Utilizza inoltre una terminologia che sia chiara  e fedele alle sue difficoltà, che oscilla tra imbarazzo e tentativi di accorciare le distanze.

Il primo colloquio sessuologico: oltre il sintomo

Il primo colloquio psico-sessuologico è un momento di grade importanza, predittivo del percorso che verrà. Durante lo spazio di un incontro si alternano momenti di libera espressione da parte del paziente, con una verbale e un non verbale, e note di estrema rassicurazione da parte del clinico.

Il colloquio prosegue con momenti in cui vengono poste delle domande precise, che vertono su punti ben determinati, accompagnati da opportuni chiarimenti, per evitare ogni possibile malinteso e fraintendimento.

Una tappa di fondamentale importanza diagnostica durante il colloquio è la comprensione dell’etiologia, con particolare attenzione alla “psicogenesi”, che si chiama storia del sintomo.

La storia del sintomo.

Quando il deficit erettivo ha  una causa organica o mista, le complicanze emozionali, umorali e di coppia, sono sempre da analizzare con cura e scrupolosa attenzione, con un approccio che non preveda miopia mentale, ma che tenga conto della multifattorialità etiologica, sia nell’insorgenza che nel mantenimento del disturbo clinico.
Il disturbo sessuale maschile ha solitamente  una struttura poliedrica, difficilmente  riconducibile ad un’unica e univoca causa.
Si tratta di cause ed effetti, che intersecandosi nel tempo e nella coppia, concorrono a mantenere il disturbo clinico.
Tra le cause psicologiche, la più frequente è l’ “ansia da prestazione”, ovvero l’ansia anticipatoria di un fallimento, che pone l’uomo nelle condizioni psico-fisiche affinché il fallimento si realizzi.
L’ansia tenderà a crescere con modalità esponenziali, diventando a sua volta un fattore causale sempre più importante.
I giovani, specialmente, non avendo “memoria corporea” dei pregressi successi orizzontali, tenderanno a reiterare nel tempo rapporti sessuali fallimentari, sia sul piano sessuale, che dell’autostima.

Molti dei miei pazienti portano in studio cospicue quote d’angoscia e di dolore, e mi raccontano di vivere il rapporto sessuale con caratteristiche di  “verifica compulsiva e note di auto-osservazione” della loro capacità erettiva. Atteggiamento mentale che funge da sicuro sabotaggio alla loro sessualità.

La sessualità diventa un vero compito in classe.

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