Orgasmo femminile: i 10 ambiti da conoscere

//Orgasmo femminile: i 10 ambiti da conoscere
  • Orgasmo femminile: è veramente indispensabile?

“Quando in una donna l’erotico e il tenero si mescolano, danno origine a un legame potente, quasi una fissazione.” A.Niin

Durante la mia pratica clinica quotidiana, mi trovo a contenere e custodire un crescente aumento di richieste di consulenza inerente il ritardo  – nella migliore delle ipotesi – e l’assenza nella peggiore, dell’orgasmo femminile.
La mancanza dell’orgasmo femminile è una disfunzione sessuale detta in clinica “anorgasmia coitale”.

Riflessioni cliniche
Chi non prova piacere.
Chi ha difficoltà di lubrificazione.
Chi lamenta una letargia del desiderio.
Chi invece, la mancanza d’orgasmo.
Chi non si conosce sessualmente

Chi non ha mai praticato l’autoerotismo.
Chi ha un partner con disfunzioni sessuali non diagnosticate e curate.
Chi invece, ha smesso di amare.
Fare di tutta l’erba un fascio non è possibile, così quando si tratta di sessualità diventa obbligatorio andare per gradi ed effettuare una scrupolosa diagnosi differenziale di tipo psico-sessuologica.
Ai fini di un corretto inquadramento dal punto di vista diagnostico, vanno indagati ed approfonditi i seguenti ambiti:

1 – valutare se  la prima fase della risposta sessuale, cioè la fase del desiderio, è presente e conservata.
2 – valutare se la seconda fase della risposta sessuale, cioè quella dell’eccitazione, caratterizzata dalla lubrificazione vaginale e dalla tumescenza di piccole, grandi labbra e della zona clitoridea,  è presente e viene mantenuta durante tutto il tempo del rapporto sessuale.
3 – valutare  se è presente dolore sessuale o se sono presenti pregresse disfunzioni sessuali sia della donna (come vaginismo, dispareunia, calo del desiderio sessuale) che del partner( come eiaculazione precoce, deficit erettivo, calo del desiderio sessuale, anorgasmia coitale).
4- valutare se la donna presenta un quadro di  comorbidità con altre patologie psichiche (depressione, fluttuazioni del tono dell’umore, sindrome premestruale, ansia ecc…) o fisiche.
5 – valutare se è in corso un’ eventuale utilizzo di terapie farmacologiche o  terapia ormonale.
6 – conoscere ed investigare gli “stili di vita” e gli “stili di coppia”.
7 – investigare le dinamiche correlate all’autoerotismo, conoscere se è presente, funzionante e funzionale ad un possibile forma di appagamento o totalmente assente.
8 – conoscere la relazione di coppia nella quale abita la donna, se caratterizzata da una dimensione di conflittualità, incomprensione e\ o solitudine emozionale.
9 – investigare l’ambito dell’immaginario erotico, mediante l’analisi dello scenario fantasmatico ed il suo possibile utilizzo sotto le lenzuola
10 – valutare se l’anorgasmia è primaria, ha sempre fatto parte della vita della donna, secondaria, se è insorta solo in un secondo momento storico, situazionale, quando si manifesta solo con un particolare partner o assoluta, se è sempre dolorosamente presente.

Conclusioni
La donna, la sua coppia e la sua vita emozionale e sessuale, sono ambiti a me  molto cari, che giorno dopo giorno, nutro, approfondisco e  custodisco tra libri, appunti, pc e pratica clinica, ai fini di poter restituire alla donna ed alla sua coppia qualità di vita e salute sessuale.
Ricapitolando: visita medica e terapia psico-sessuologica sono la strada per poter pervenire alla risoluzione del problema.
E’ importante chiedere aiuto  per se stessi – per il proprio benessere psico-fisico – ma anche per salvaguardare la propria relazione, perché le difficoltà sessuali hanno inevitabili ripercussioni sulla vita di coppia, rompendone gli equilibri.
Spesso capita che un muro di imbarazzo o di vergogna obblighi la donna anorgasmica a non riconoscere il problema e, dunque, a non rivolgersi ad un sessuologo clinico.
Il piacere è sempre sentinella di vita, smarrirlo o non conoscerlo, danneggia gravemente la donna e la sua coppia.

Chi  soffre di anorgasmia deve riappropriarsi del piacere, della qualità di vita e della salute di coppia, non permettendo all’anorgasmia di corrodere  l’amore, la psiche ed anche il più saldo dei legami d’amore.

Dottoressa Valeria Randone

By | 2017-03-01T19:04:24+00:00 15 marzo, 2013|Categories: Disfunzioni Sessuali Femminili|Tags: |

2 Commenti

  1. Pamela 22 dicembre 2016 al 0:03 - Rispondi

    È stato davvero interessante questo articolo. . Mi ha dato una conferma in più riguardo la mia vita sessuale un po spenta..Mi piacerebbe provare con il mio ragazzo sensazioni che non ho mai provato, forse solo all inizio della nostra relazione provai vero desiderio, vera voglia di godere.. ora mi sembrano così lontane quelle sensazioni che non so più se mi piace fare l amore con lui. . Vorrei riprovare quelle sensazioni. ..
    Crede siano recuperabili?

    • Valeria Randone 27 dicembre 2016 al 11:20 - Rispondi

      Gentile Utente,
      Non conosco lei, il suo ragazzo, e la vostra sessualità, non posso esprimermi in termini prognostici.
      Una consulenza psico-sessuologica, é già diagnostica, si stabilirà poi il da farsi.
      Un caro saluto.

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