Un luogo comune tristemente in uso vede il matrimonio, o la coppia stabile, come la famigerata tomba del sesso.
La passione diventa un lontano miraggio, una chimera, un ricordo, un rimpianto. La lista delle cose da fare e di cui occuparsi sembra non finire mai, partendo dal lavoro sino ad arrivare ai figli, passando dalle infinite incombenze del quotidiano.
Quell’uragano di emozioni e perdita di controllo, arricchito da fantasie e sensi, da fughe romantiche e da una buona dose di intimità che ha fatto sì che la coppia diventasse tale, lentamente, a stabilità raggiunta e a fede al dito indossata, inizia a scemare per lasciare il posto a tanto altro.
Sembra proprio che erotismo e stabilità di coppia non possano coabitare a lungo dentro la stessa coppia. Sembra anche, che prima o poi, debbano scendere in campo gli amanti indossando il mantello dell’afrodisiaco o dell’anestetico per la noia coniugale e le fatiche del vivere.

La quotidianità con i suoi rituali e trappole batte la sessualità uno a zero

Nonostante i buoni propositi, gli sguardi straripanti di desiderio e di passione, il quotidiano con la sua polvere erosiva si impossessa dello spazio e del tempo per l’erotismo, sfrattandolo nella terra dell’oblio. Un amaro retrogusto da insoddisfazione coniugale inonda la coppia e la strada del processo separativo diventa sempre più concreta.

L’appuntamento serale, per i più trasgressivi o fortunati mattutini, viene minato dal quotidiano e dall’urgenza. Intoppi, sgambetti della giornata o del partner, bambini per casa, iper lavoro, stanchezza, sonno. Il desiderio sessuale interrotto e intermittente corre il rischio di essere silenziato: la coppia evita di desiderare piuttosto che non trovare un tempo di qualità per amarsi. La sessualità messa in pausa da qualcos’altro o da qualcun altro, non sempre rinasce, soprattutto dentro la stessa coppia.

Niente sesso, siamo sposati e anche stressati. Desiderio, sessualità e tempo di qualità

L’intimità e la sessualità con il partner amato rimangono i capisaldi di un legame amoroso.
Non è possibile trasformare il coniuge in un coinquilino, in un amico caro o in un partner letargico, prima o poi i nodi vengono al pettine e la coppia ammalata di silenzio dei sensi dovrà fare i conti con il baratro da mancanza di eros.
Per evitare che tutto ciò accada, i partner dovrebbero ritagliarsi un tempo di qualità: esterno e interno. Trovare, quindi, uno spazio-tempo per l’altro e per la sessualità.
Il rapporto con il desiderio, con il diritto al piacere e con il tempo da dedicare alla sua coltivazione è complesso e controverso. Ci sono coppie desideranti, soprattutto in un prima fase della loro vita, che con il trascorrere del tempo smarriscono per strada il desiderio, tra strade impervie e alternative; altre che lo mantengono nonostante gli anni di vita e la longevità della relazione (ma queste sono poche).
Il desiderio sessuale, che ci piaccia o meno, continua a rimanere il vero barometro della salute sessuale di una coppia.

Eros e sessualità, sensualità e passione, pulsione erotica e coppia

Quando parliamo di erotismo pensiamo all’eros, alla componente sessuale e sessuata dell’amore. Alla pelle di chi amiamo, al suo odore, al suo respiro, al suo calore, alle sue mani su di noi. Pensiamo alla sessualità. Alla possibilità di dare corpo al desiderio, alla trasformazione del desiderio in incontro di sensi, corpi, anime. Al toccarsi e al baciarsi, allo stare l’uno dentro l’altro e l’uno accanto all’altro. Alla passione sessuale. Quell’emozione profonda che rapisce tutta la nostra vita, assolutamente ingestibile, incontrollabile, che fa spesso a pugni con la ragione, per avere poi quasi sempre la meglio. Quel motore potente e prepotente che muove le fila di tante scelte, di tanti sbagli, di altrettanti salti nel buio in nome dell’eros.

Quando parliamo di erotismo pensiamo alla sensualità e alla pulsione erotica. La sensualità, che non equivale esclusivamente alla genialità, parte da lontano, da molto lontano. Parte dall’incontro di due menti, di due labbra, e solo dopo, di due corpi.

Quando parliamo di erotismo, infatti, siamo obbligati ad analizzare più ambiti intersecati tra di loro, strettamente correlati con il complesso tema del desiderio sessuale e al suo mantenimento in vita dentro la coppia.

L’amore non è indispensabile al sesso, ma il sesso all’amore sì

Sessualità assente

Oggi si sente molto parlare del calo di desiderio sessuale, più precisamente, “desiderio sessuale ipoattivo”: una sgradevolissima disfunzione sessuale che accompagna la coppia alla sua possibile estinzione. Questa problematica, silente e dolente, abita le camere da letto di molti italiani, compromette la vita intima e attacca senza esclusione di colpi la coppia dalle fondamenta.

Fare finta che la problematica non ci sia, o immaginare che non sia importante, equivale a mantenerla in vita, ben nutrita e tremendamente pericolosa.

Nel silenzio delle lenzuola. Quali cause, quali cure

Le coppie di oggi, fagocitate da un’infinità di cose da fare, vivono il tempo del quotidiano con modalità frettolose, suddividendolo in maniera acrobatica in un tempo lavorativo, uno da dedicare ai figli, e un indispensabile tempo per loro stessi. Il tempo per la coppia e per l’erotismo (nelle coppie longeve) viene, inevitabilmente, fatto slittare in seconda serata, quando stanchezza e sonno prendono il sopravvento rapendo anche il più temerario degli amanti. Così, malsane abitudini, rituali che si ripropongono come dei letali automatismi, qualche inciampo della vita a due, possibili malattie del corpo e del cuore e la sessualità precipita in coda alla lista delle priorità emotive.
Dobbiamo effettuare un importante distinguo diagnostico tra alibi sessuali, impedimenti saltuari ai quali si può porre un cerotto, una possibile crisi di coppia silente non ancora manifesta, noia coniugale o calo del desiderio sessuale.

I disturbi del desiderio sessuale appartengono alla macro-categoria delle disfunzioni sessuali, maschili o femminili, caratterizzate dalla compromissione, o estinzione, del desiderio sessuale.
La coppia, o uno dei due, in prima battuta, dovrebbe prendere coscienza di avere un problema: parteciparlo a sé stesso, all’altro, e a un clinico competente, per evitare di attuare la ridondante pratica di mettere la polvere sotto il tappeto della rassegnazione e del non detto.
La seconda tappa è porre una scrupolosa diagnosi psico-sessuologica per valutare la presenza o meno di possibili disfunzioni sessuali in entrambi i partner, o in uno dei due, di malattie fisiche o psichiche. Si analizzano, inoltre, le dinamiche di coppia: visibili e invisibili. L’eventuale presenza di una crisi di coppia, o di dinamiche di potere non consone alla salute del desiderio sessuale.
Le problematiche del desidero sono complesse e necessitando di più d’una diagnosi clinica; inoltre possono fungere da copertura ad altre disfunzioni sessuali pregresse come l‘anorgasmia maschile o femminile, il deficit erettivo, l’eiaculazione precoce o ritardata, la masturbazione alternativa.

Nel tempo, una latitanza diagnostica e un silenzio prolungato della sfera della sessualità aprono la strada a possibili, rischiose complicanze della sfera dell’affettività e della relazione. In assenza di un’etiologia organica le scuse sono svariate e anche fantasiose: dalla mancanza di tempo alla diversità dei bioritmi dei protagonisti della coppia, dalla stanchezza cronica alla tempistica differente nel raggiungimento del piacere, dai figli piccoli da accudire ai figli adolescenti da arginare.
Ai fini di una “diagnosi clinica del desiderio sessuale ipoattivo” diventa obbligatorio investigare tutte le aree dalla sfera della risposta sessuale, unitamente ad altre eventuali problematiche psichiche o fisiche.

  1. Il tono dell’umore.
  2. L’eventuale presenza di problematiche depressive pregresse o in itinere, o di altre problematiche psichiche o psichiatriche.
  3. L’eventuale assunzione di terapia farmacologica, quindi le cause iatrogene.
  4. L’eventuale presenza di problematiche (ad “etiologia organica, psicogena o mista”) sessuologiche in entrambi i partner come vaginismo, eiaculazione ritardata o precoce, deficit erettivo.
  5. L’eventuale presenza di problematiche ginecologiche o andrologiche nell’altro partner, come dolore sessuale, infiammazioni o infezioni recidivanti, problematiche urologiche.
  6. L’eventuale presenza di problematiche di infertilità ed eventuale terapia conseguente.
  7. La possibile conflittualità all’interno del legame. I problemi che abitano la coppia, se non elaborati e decodificati, si traducono in disfunzioni sessuali. L’ostilità e  la depressione prendono il posto del gioco e dell’empatia. Le cattive abitudini e i silenzi per cena preparano il terreno per un pericoloso quanto possibile processo separativo.
  8. L’eventuale presenza di relazioni extra-coniugali in uno o entrambi i membri della coppia.

Elisir di lunga vita per l’eros coniugale

Le coppie eroticamente infelici sono specializzate in sabotaggi al legame.
Vige da regola della normalità e della quantità dei rapporti sessuali a sigillo di una presunta normalità, a scapito della dimensione del gioco e della fantasia.

La sfera della sessualità svolge tanti compiti: è un motore importante per consolidare un rapporto di coppia. Il tempo da dedicare alla sessualità dovrebbe essere un tempo coltivato e custodito rispetto all’urgenza della vita di tutti i giorni. Il desiderio va nutrito, concimato, innaffiato, con separatezza, mistero, immaginazione e intelligenza, per evitare che possa languire in balìa della routine quotidiana. Molte coppie, però, non sanno come fare, o per lo meno, non come farlo per un lungo periodo.
Quando non sono presenti cause organiche o disfunzioni sessuali che causano il calo del desiderio, la coppia in panne sul piano dell’intimità dovrebbe farsi aiutare da un sessuologo clinico per cercare di preferire l’erotismo al sonno e salvare il legame d’amore dalla deriva chiamata amanti e divorzio.

Qualche ingrediente pro-desiderio

Il tutto e subito può diventare attesa e intrigo.
“L’aspettativa” è un ingrediente chiave del desiderio. Pianificare la vita sessuale aiuta a mantenerla in vita. La pianificazione dell’intimità equivale al costruirne la trama, l’immaginarne i particolari, il sentirne il profumo, immaginarne il sapore. La progettualità, lo “spazio mentale” per la vita sessuale e per l’altro creano aspettativa e incrementano il desiderio.
Nonostante i luoghi comuni sul desiderio sessuale che sostengono fermamente che l’imprevisto e la capacità di cogliere l’attimo sul piano sessuale possano fungere da amplificatori del desiderio, credo che “aspettativa” significhi “non vedere l’ora che quel qual cosa di fortemente desiderato accada”. Esattamente come fanno gli amanti.

La fantasia erotica, spesso anticipatoria dell’incontro, rappresenta le fondamenta su cui si costruirà poi la vita intima sotto le lenzuola. Quando le coppie si lamentano dell’apatia e del grigiore della loro vita sessuale, non cercano una maggiore frequenza, ma qualcosa di più coinvolgente e di più intrigante, anche e soprattutto sul piano emozionale e mentale, oltre che corporeo.
Quello che viene a mancare è l’erotismo. La quantità della vita sessuale entra in conflitto con una qualità sensoriale e immaginativa, nutrita da aspettativa, programmazione e desiderio.
Una sessualità ginnica, quasi a conferma di un obbligo coniugale, uccide il desiderio e l’erotismo, e contribuisce a creare un terreno fertile per tradimenti, guai sessuali e coniugali.

Una “manutenzione” continua del rapporto di coppia rappresenta il vero antidoto alla noia, al calo del desiderio sessuale, al silenzio della sessualità.
Un’attenzione costante e di qualità al proprio mondo interno, alle reali esigenze personali e al mondo dell’altro, una comunicazione emozionale e non esclusivamente di servizio rappresenta la strada maestra verso l’attenzione al corpo e ai suoi piaceri. Nei casi più severi, abitati da conflittualità e incomprensioni di coppia, una consulenza di coppia con uno psico-sessuologo può aiutare i partner a riemergere dalle sabbie mobili del silenzio e dell’astio, per ritrovare gioia, capacità di comunicazione e salute sessuale.

 

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