Oggi single. Festa di divorzio, dalla vergogna al brindisi

Festa di divorzio

Quando inizia un amore, si pensa che sia per sempre.
Il cuore inizia a infervorarsi, a immaginare di consegnarsi per intero al partner amato; così, tra promesse, rituali e simbolismi, molte coppie giungono all’altare, promettendosi amore eterno, finché morte, noia e tanto altro, amanti inclusi, non li separi.
Talvolta, poi, l’amore giunge al capolinea, e dopo svariate fasi, dolorose e ambivalenti, la coppia approda al divorzio. Il divorzio non è un traguardo facilmente raggiungibile, passa da un cammino impervio fatto di soste e di ripartenze, di speranze e di disillusioni, di ex che diventano ex o forse ex  per tornare coniugi, di sintomi psico-somatici e di figli dilaniati dalla sofferenza.
Fino a non troppo tempo addietro, il divorzio veniva avvolto da una nube di vergogna – come se il fallimento di un matrimonio dovesse obbligatoriamente coniugarsi con il fallimento della persona -, sino ad arrivare al festeggiamento.
Così, dal dolore negato e mistificato, siamo giunti al dolore festeggiato.

Le fasi della separazione: dal dolore al festeggiamento

Nello scorso scritto ho parlato delle lettere di addio, quella sorta di riassunto grato nei confronti del partner che non è più partner, con lo scopo di non rinnegare il passato amoroso.
I rituali facilitano la transizione: la rendono meno drammatica e distruttiva.
Con questo scritto parlerò delle feste di divorzio, un nuovo rituale nato in Francia e approdato anche in Italia, grazie al quale si festeggia un nuovo traguardo: la chiusura di un ciclo vitale e il ritorno al proprio destino individuale. Non si festeggiano soltanto le cose belle, ma anche quelle che un tempo erano belle per diventare poi drammaticamente dolorose e claustrofobiche.
Una festa di divorzio è un rito, un rituale, non d’amore ma di addio, e come tutti i riti incarna un simbolismo.

I rituali servono davvero o sono solo una strategia commerciale?

Il divorzio non avviene all’improvviso. I mille volti del divorzio

Il divorzio per diventare tale, attraversa varie fasi, e Bohannan ne ha studiate ben sei. Ne riporto alcune.
Nel 1973 Paul Bohannan ha analizzato sei dimensioni che vedono la coppia coinvolta al momento della separazione, momento – a volte più di un momento – che precede il divorzio, giuridico e soprattutto psichico.

Divorzio emozionale

La coppia prende coscienza di ciò che non va, e decide di mettersi in cammino verso il cambiamento. Il divorzio emozionale rappresenta lo scioglimento del progetto di vita comune, dei progetti e dei delle speranze di un futuro migliore. La coppia attraversa quello che viene detto “lutto della progettualità” e smette di avere dei sogni nel cassetto, o per lo meno, nello stesso cassetto.

Divorzio giuridico

Questo passaggio legale rappresenta il reale scioglimento del vincolo, che non sempre corrisponde al divorzio psichico.

Divorzio economico

La coppia si è separata e va incontro a tanti cambiamenti. Cambiano le regole, cambiano le entrate, cambia il simbolismo di una cassa comune. Colui che un tempo era partner adesso è solo, e si ritroverà a dover badare a se stesso senza fare troppo affidamento sull’ex coniuge. Cambia lo status economico per l’intera famiglia; cambiamento che può avere un effetto a cascata su tutta la famiglia. Attorno al denaro, inoltre, ruota un simbolismo importante, e sappiamo bene che il partner ferito, tradito o lasciato, farà di tutto per rivedersi sull’ex coniuge, che magari avrà ricominciato ad amare altrove, cercando di estorcergli più soldi possibili.

Divorzio psicologico

Questo è davvero l’ultimo atto del processo separativo. Quando un partner si separa psichicamente dal coniuge, quando riprende in carico le proprie parti psichiche precedentemente consegnate al partner, nonché nate grazie a lui.

Dalla morte nel cuore alla festa di divorzio

Quando una coppia inizia a precipitare nel baratro della fine, andrà incontro a umori variabili e malumori, a silenzi protratti o carichi di astio, ad arrabbiature e urla, a spalle girate pur rimanendo sempre nello stesso letto, per proseguire con addormentamenti sempre più in differita temporale, e per concludere con camere e cuori separati. E il silenzio dei sensi impera.
Nel bel mezzo del cammino della vita, però, la coppia può anche decidere di smettere di soffrire, e mettersi in cammino verso la libertà e la qualità di vita.
Costi quel che costi! Quando i tribolati fogli del divorzio sono stati firmati, gli anelli sfilati dai vicendevoli anulari, subentrano le bollicine e i brindisi.
Sopravvivere alla terribile esperienza della separazione o del divorzio è qualcosa che vale la pena di essere festeggiata a prescindere da tutto.
Le feste di divorzio, sempre più in aumento, celebrano la fine di un matrimonio esattamente come il suo inizio.
Gli ospiti saranno più o meno gli stessi, i soliti amici della coppia. Anzi dell’ex coppia. La “lista fine matrimonio”, solitamente, viene fatta un un’agenzia di viaggio. Gli sposi in cima alla torta vengono tristemente decapitati, e gli striscioni recitano “oggi single”.
La festa di divorzio può essere una modalità affettuosa per il neo-divorziato per ringraziare tutte le persone che sono state al suo fianco durante la difficile esperienza della separazione, durante le onde anomale ed emotive della sua vita, e durante l’approdo finale.

Rito che fai, frasi che reciti

Come ogni rito, anche la festa di divorzio recita le sue frasi. Simboliche e cariche di buon auspicio.
Oggi sposi diventa “oggi single”
Finché morte non ci separi diventa “Sono sopravvissuto alla morte del cuore”
E anche in questo caso, quando ci sono dei figli, si recitano delle frasi rassicuranti e simboliche, insomma, delle promesse di civiltà postuma.
“Rimaniamo intimi e fidati amici, nonché i genitori dei nostri splendidi figli, e non ci faremo gli sgambetti”.
Almeno così si spera.

Per ricevere la mia newsletter settimanale potete iscrivervi cliccando sul pulsante sotto se vi fa piacere, vi aspetto.

La newsletter di Valeria Randone

Iscriviti alla mia newsletter

* campo richiesto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.

Menu
error: Il contenuto è protetto