“E io avrò cura di te”, cantava, regalandoci un sogno, Franco Battiato. Ma la cura nelle e delle relazioni di coppia non è sempre facile. Tavola è chimerica, un vero e proprio miraggio, altre volte uno strazio da cui liberarsi nello stesso istante in cui smette di esistere la coppia. Ci sono persone che hanno un partner, un compagno o un marito (o moglie) e si sentono talmente sole, vuote e anche prosciugate che è come se non lo avessero.
Altre, invece, che pur di non aspettare, prendono come compagno di vita la prima persona che passa e decidono di fare un cammino falsamente condiviso accanto alla persona sbagliata.
Anche se sono chiaramente infelici, sono talmente spaventate della solitudine che non permettono al partner scelto di allontanarsi, lo tengono e si tengono in ostaggio. Anche se non sanno cosa sia la felicità perseverano nell’abitare le sabbie mobili della non coppia, e la solitudine aumenta sino a diventare una morsa che toglie il fiato.
Ci sono persone che portano avanti matrimoni e relazioni ormai distrutti, irrecuperabili, feriti in maniera efferata e profonda, perché in fondo credono che stare da soli sia difficile, impossibile, inaccettabile.
C’è anche chi sceglie le briciole di presenza e decide di indossare i panni del ripiego, della seconda scelta, dell’ambiguità ad oltranza. Bevono dall’amaro calice dell’abbandono, del ricatto – che non diventerà per magia riscatto -, si accontentano, si sottomettono, non scelgono e non si fanno scegliere. In fondo, non si rispettano e non si vogliono bene.
Hanno paura della solitudine anche se la respirano a pieni polmoni durante ogni istante della loro (non) vita di coppia.
Eppure, esistono altre forme di pienezza del vivere oltre la solitudine difensiva e quella più atroce del vivere male in coppia.
La strada alternativa, impervia ma affascinante, è quella della consapevolezza, della pienezza del vivere bene con sé stessi. La strada della luce.
Chi decide di mettersi in cammino verso sé stesso, chi affronta il buio e la luce, le salite e le discese, la calma e la tempesta, un bel giorno, senza quell’affanno da ricerca compulsiva, troveranno al loro fianco una persona luminosa in grado di ricambiare un amore vero, onesto, circolare, pieno. Un amore sano.
Solo perché sei solo, non significa che sei disposto ad amare. E sei in coppia non significa che sei realmente in coppia. Distinguere le due condizioni è la strada per la felicità del cuore.
L’incontro, quello vero, di cuore, di testa e di viscere, è un lusso affettivo da maneggiare con cura.

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1 Commento. Nuovo commento

  • Ciao cara dottoressa,
    più volte apprezzato le sue riflessioni, io sono tra le poche fortunate che ha accanto un uomo splendido più di un anno però non facciamo più l’amore.
    Viviamo insieme e mi riempiono di tenerezza, siamo due migliori amici, complici nel lavoro, stiamo Apparentemente stiamo bene insieme.
    Ma il problema resta.
    Temo che tutto ciò mi cadrà sulla testa al più presto.
    Vorrei aggiungere che sono in menopausa da 1 anno.
    Cordiali saluti
    dottoressa Randone, la leggo sempre.

    V.S

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