Seducimi più che puoi. La seduzione, tra arte e ricordo del passato

seduzione

Parlare di seduzione ai nostri giorni sembra rappresentare un triste soliloquio, anacronistico e fuori luogo.
Nessuno seduce più nessun altro. La sessualità è diventata un bene di consumo facilmente reperibile e fruibile.
Nessuno indossa l’anima della festa, una gonna lunga o un abito che incanta con il fruscio della sua seta.
Un profumo che incarna un ricordo.
Una pietanza che rappresenta un preliminare d’amore.
Nessuno adopera la spezia dell’attesa e la fascinazione del proibito; nessuno si concede con destrezza e maestria, centellinando la sua presenza.

La seduzione sembra avere più passato che futuro: langue senza nutrimento alcuno.
In un momento storico caratterizzato da uno stravolgimento dei ruoli sessuali, del tutto e subito, della pornografia a scapito dell’erotismo, della donna androgina e richiedente sul piano sessuale, la seduzione non esiste più, e sembra avere smarrito il suo ruolo principale: avvincere in modo inarrestabile e irresistibile.
Come se un filo invisibile muovesse misteriosamente le fila del desiderio altrui.
Oggi abbiamo le app, i social, le foto esplicite che uccidono il desiderio, e nessuna strategia seduttiva.

Il corteggiamento, questo sconosciuto. Dal significato della seduzione al suo utilizzo

In psicologia e in sessuologia, per seduzione si intende quel rituale comportamentale, verbale e non verbale, talvolta poco chiaro, altre volte esplicito e strategico, con cui una persona conduce a sé un’altra.
Il termine deriva dal latino se-ducere e significa letteralmente portare a sé, condurre fuori dalla retta via.
La seduzione può riguardare le ars amatorie o le manipolazioni messe in atto con scopi biechi e politicamente scorretti. Può condurre in luoghi inesplorati della nostra psiche, in burroni e abissi.
Si può sedurre con le parole e con i silenzi: incantare e stregare, come il pifferaio magico o le personalità narcisiste.
Si può sedurre con il comportamento, diventando un leader indiscusso. Anche in questo caso, con scopi aulici o diabolici.
L’obiettivo della seduzione è passare dall’essere uno dei tanti a essere unico per la persona destinataria di un privilegio.
Ciascun partner farà del proprio meglio, cercherà di esibirsi in una danza tra quello che è e quello che vorrebbe essere, o quello che il partner desidera.
Questa esibizione sensuale non è mai del tutto esplicita, altrimenti perderebbe di fascinazione e non sarebbe seduttiva.
La religione cattolica sostiene che “la seduzione è una strategia del diavolo e puzza di zolfo“, additandola come un potenziale nemico dell’integrità morale dell’uomo.
In amore e nella sessualità, però, la seduzione è assolutamente indispensabile.

Seduzione non verbale

C’è chi seduce in silenzio. Chi con lo sguardo profondo e liquoroso. Chi alternando pause e parole, gesti e movimenti nello spazio. Chi, nel silenzio delle parole, abita lo spazio dell’ascolto, lo cattura, lo colonizza. Rimane presente anche nell’assenza, nel ricordo, nel rammarico o nel rimpianto. Chi con la penna e con i congiuntivi.
La prossemica, per esempio, è l’arte di muoversi nello spazio: di occuparlo o di rispettare lo spazio altrui, può sedurre o irritare profondamente.
Un seduttore è senza ombra di dubbio un ottimo comunicatore, uno stratega del linguaggio e del silenzio.
Muove le mani con saggezza incantando e potenziando i suoi contenuti verbali e non verbali.
Adopera lo sguardo con malizia e competenza, niente è lasciato al caso.
Coloro che affinano l’arte della seduzione, in ambito lavorativo o tra le lenzuola, imparano a essere coerenti tra quello che dicono, come lo dicono e quello che sentono, arrivando dritti al cuore e all’inconscio del sedotto.
Quando il canale non verbale e paraverbale utilizzati per comunicare sono in sincronia e sintonia, il seduttore fa leva sui bisogni emotivi e inconsci del partner da sedurre, al fine di appagare le più segrete e inesplorate esigenze emozionali.

Il ruolo dell’empatia nella seduzione

Empatia e seduzione scorrono nelle stesse vene del seduttore.
Il seduttore si mette negli stessi panni del sedotto, diventa vittima della stessa persecuzione, la sente sulla sua stessa pelle; condivide lo stesso dramma esistenziale o amoroso, sposa lo stesso progetto lavorativo, e così via.
La condivisione profonda di un’emozione crea empatia che diventa l’elemento principale della seduzione.
Il sedotto verrà rapito dalle maglie avvolgenti e dai giochi di seduzione del seduttore, e vi rimarrà impigliato a lungo. La seduzione fa spesso rima con manipolazione.

Seduzione femminile, seduzione maschile

Una domanda che più frequentemente abita la mia posta elettronica è: come conquistare un uomo o come conquistare una donna.
In realtà non esistono risposte univoche, perché ognuno di noi ha delle strade soggettive che portava al cuore.
Chi seduce con l’intelletto e chi viene sedotto dai contenuti intellettuali; chi seduce con il corpo e viene sedotto da una fisicità scolpita in palestra; chi seduce con le emozioni e viene sedotto dall’interiorità. Non esiste una strategia univoca per conquistare un uomo o per conquistare una donna, ma l’autenticità dell’essere e del sentire, che nella migliore delle ipotesi, si incontra con l’autenticità altrui.
C’è inoltre chi mi chiede come utilizzare il linguaggio del corpo, maschile o femminile.
Chi come stupire un uomo, chi come provocare e chi ancora come decodificare il linguaggio non verbale del corteggiamento. In realtà tutte queste domande sembrano corrispondere a un’esigenza di manipolazione più che a un reale progetto di seduzione.
In natura la seduzione permette la prosecuzione della specie, facilita l’accoppiamento, ma rimane uno strumento esclusivamente maschile.
Il leone con la sua fluente criniera, il pavone con la sua istrionica coda sono esempi di seduzione in natura, coniugata esclusivamente al genere maschile. 
Antropologicamente, invece, la seduzione è appartenuta al genere femminile.
Le donne durante le varie epoche, un po’ meno ai nostri giorni, si sono adeguatamente abbigliate, accuratamente truccate; hanno abbellito e addolcito la loro pelle con olii profumati per il corpo e affinato ars amatorie per sedurre i loro uomini, per ottenere  da loro amore protezione, sostegno, amore e sessualità.
Un legame di esclusività. 
La confusione e fusione dei sessi, la netta differenziazione dei ruoli sessuali ha modificato le strategie seduttive, rendendo la differenziazione meno marcata e netta.
Abbiamo uomini più armoniosi, che contengono e coltivano parti femminili senza averne alcuna paura, dolci e accuditivi, che non si spaventano delle loro emozioni e del sentire più intimo e profondo.
Uomini che contengono parti primitive e selvagge, unitamente a parti nuove, dolci, femminili e chiaramente comunicative che arrivano dritti al cuore delle loro amate.
L’uomo di oggi ha superato con notevoli difficoltà la rivoluzione sessuale, ha imparato a fare il compagno, il padre, a emozionarsi, a sapere amare a cambiare un pannolino, è sicuramente un uomo più seduttivo dell’uomo con la clava del passato.

Un lupo selvaggio all’interno di un uomo civilizzato è sicuramente l’uomo con un successo amoroso assicurato.

7 Commenti. Nuovo commento

  • Buonasera dottoressa,
    ho letto con molta attenzione questo articolo. Purtroppo, pur essendo molto femminile, non sono dotata di una particolare capacità seduttiva. Forse a causa della mia timidezza, o per paura di rendermi ridicola, o forse perché alla fine non riesco ad essere donna fino in fondo. Fatto sta che, dopo la fine del rapporto con il mio fidanzato (durato tre anni), non faccio altro che mettermi in discussione come donna, come amante, per quanto tra me ed il mio ex compagno ci fosse una bella intesa, (bellissima per quanto mi riguarda) ma magari non abbastanza rispetto ai suoi standard. Io ho sempre pensato che se tra due persone c’è amore, allora ci sia soddisfazione anche nella sfera sessuale, ma probabilmente ho sempre sbagliato. Non sono una donna particolarmente intrigante o misteriosa ma so che lui era attratto dalla mia semplicità e dal fatto che fossi diversa dalle donne a cui era abituato. Nel tempo però temo gli sia mancato questo aspetto. Esiste un modo per imparare a sedurre senza sentirsi ridicole con il proprio uomo? Oramai non faccio altro che guardarmi intorno e chiedermi se tutte le donne che vedo siano sensuali ed intriganti e quindi considerate migliori di me agli occhi degli uomini.
    Grazie.
    Silvia 72

    Rispondi
    • Valeria Randone
      9 Settembre 2019 21:20

      Buonasera,
      non esiste alcun modo, la seduzione si impara in famiglia, in casa, emulando le figure di riferimento affettivo, trovando la propria strada, tra prove ed errori.
      Crescendo, insomma, diventando adulti. Uomini o donne.
      Se lei non sta bene nei suoi panni, non è la seduzione che deve imparare, ma dovrebbe curare le motivazioni della sua insicurezza con un aiuto specialistico.
      La persona più seduttiva é colui, o colei, che sta bene nei propri panni.
      Se ha bisogno di me mi trova a Roma e Catania.
      Auguri per tutto

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      • Dottoressa Randone,
        leggere i suoi articoli è un immenso piacere ed uno spunto alla riflessione.
        Sono d’accordissimo con lei.
        Seducente è chi riesce ad essere sicuro di sé stesso.
        Tutti dunque possiamo esserlo.
        Grazie per i suoi preziosi consigli.
        Buona serata.

        Rispondi
  • Buonasera, dottoressa!

    Rimango incantata dal Suo talento di esprimere e di trasmettere i sentimenti.

    Il tema della seduzione mi interessa molto.

    Come potrei diventare più seduttiva e desiderata da un uomo? Cosa li fa impazzire davvero di una donna?

    Grazie.

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    • Valeria Randone
      9 Ottobre 2019 07:17

      Gentile Lettrice,
      è impossibile darle una risposta univoca. C’è chi se seduce con l’intelligenza, chi sei con il con il corpo, chi con le emozioni, chi con l’interiorità. Ogni essere umano è diverso da un altro e ogni relazione è diversa da un’altra. I sapiosexual, per esempio, seducono con l’intelligenza. La seduzione che più preferisco. Per approfondire il suo stile di seduzione, dovrebbe rivolgersi a un clinico che possa aiutarla a conoscersi meglio.
      Un cordiale saluto

      Rispondi
  • Grazie per la risposta, gentilissima Dottoressa Randone!

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