Rose rosse e cioccolatini. Profumo di romanticismo e promesse d’amore eterno. Cene a lume di candela e massaggi di coppia in una Spa. Regali simbolici e personalizzati. Lettere d’amore o email, nella versione più moderna.
Mille pensieri tradotti in gesti, e doni in grado di rappresentare concretamente il sentimento per il partner amato.
Festa di San Valentino, festività romantica e commerciale, che non smette di incantare e di contagiare.

Amore, San Valentino e momento storico. Business o rituale d’amore?

Sembra un paradosso festeggiare l’amore in un momento storico di amori con la data di scadenza, di amici di letto al posto del datato fidanzamento, di tradimenti cronici che sembrano aiutare la coppia a rimanere coppia, di paura coniugata al sentimento, di mancanza di impegno e di progettualità.
Amori a termine, i sempre più frequenti amori touch screen, senza corpo e senza impegno, che si concludono con un risolutivo click nel caso in cui non emozionino più, mal si sposano con le carinerie da quattordici febbraio.
Tradimenti  come terza modalità del vivere in coppia, e la sempre più abusata condizione da separati in casa  come strategia anti-divorzio e anti-felicità, non possono coabitare con una data così simbolica.
La fedeltà, inoltre, sembra essere una chimera relazionale o, forse, un vero e proprio gesto sovversivo, una trasgressione.
Segue il nuovo arrivato, il divorzio breve, per liberarsi frettolosamente del coniuge un tempo amato e ricominciare velocemente altrove.
E, per concludere, una paura imperante e dilagante dell’amore e dell’impegno.
I mal pensanti, non amati delle romanticherie, sostengono che la festa di San Valentino è una festa meramente commerciale, forse, oggi, del tutto acontestuale rispetto al momento storico in cui viviamo.

Alla luce di tutto questo è ancora lecito festeggiare San Valentino, la festa degli innamorati per eccellenza?

A quanto pare sembra proprio di sì.
Vanno festeggiati, inoltre, senza darli mai per scontati, la passione e l’erotismo, la volontà di mantenere un legame in vita senza farlo appassire per inerzia o per l’erosione del tempo che passa.
Bisognerebbe effettuare una sorta di manutenzione del legame d’amore, un tagliando frequente sullo stato dell’arte della coppia.
Il bisogno di amare ed essere amati, di dimostrare concretamente il sentimento provato con gesti, riti e pegni d’amore regna sovrano, soprattutto il quattordici febbraio.
San Valentino, con le sue rose rosse, il suo profumo di romanticismo, con i suoi rituali, rappresenta un momento simbolico per fermarsi un attimo.
È una data che obbliga a riflettere sul sentimento dell’Amore; sul proprio amore, su quello che vorremmo e non abbiamo, su quello che viviamo, per il quale siamo riconoscenti e grati. Insomma, un momento per ascoltare il cuore.
Un giorno che con modalità quasi obbligate e da data sul calendario, ci emoziona ancora.

Dalla festa al bilancio emozionale. La festa di San Valentino, un luogo dell’anima dove fermarsi a riflettere

Questa data così simbolica e, forse, così commerciale ruota attorno a romanticherie e bilanci, ad affascinanti scatole di cioccolatini e aspettative, a rose rosse e tagliandi emozionali.
Seguono, ma non per importanza, il bisogno di conferme, il desiderio di essere desiderati, riconosciuti e pensati, la voglia di sorprese e di attenzioni.
Fare un tagliando amoroso del proprio sentire e, soprattutto, volere.
Questa festa potrebbe rappresentare una sorta di prova del nove delle scelte amorose, la prova del tempo che passa, la prova degli amori longevi, o dei nuovi amori che si candidano alla longevità.
Le coppie non proprio felici, o semi felici, quelle che non sono né felici né tristi, oppure quelle che lo erano un tempo e adesso non lo sono più, insomma, le coppie annoiate, malate di malinconia, separande o fedifraghe, piuttosto che accingersi a festeggiare, effettueranno un triste bilancio amoroso.
Una sorta di bilancio tra costi e benefici del loro amore, a conferma o meno della loro scelta amorosa.
Le date simboliche, come il Natale, Agosto e i compleanni, sono date in cui si effettuano silenti bilanci, soprattutto amorosi e lavorativi. I più pericolosi e destabilizzanti che ci siano.
Come se il rosso del calendario o dell’anima obbligasse, anche per un solo giorno, a essere onesti almeno con se stessi.

Innamorati dell’amore o del partner amato

L’amore seduce, ammalia, muove il mondo.
Amare è decisamente differente dall’essere innamorati.
Quando una persona si innamora non lo fa apposta, non lo prevede, non fa si che accada. Succede e basta. Succede perché sta attraversando un momento di vulnerabilità o di solitudine estrema.
Succede perché viene rapito da una forte attrazione fisica o intellettuale; per i più fortunati da entrambe.
L’innamoramento nasce quando si abbassa il livello di guardia, o perché le frecce di Cupido trafiggono senza preavviso.
Insomma, succede.
Il passaggio successivo dall’innamoramento all’amore – e non c’è San Valentino che tenga – ammanetta alla dimensione della volontà e della cura, al superamento del conflitto tra idealità e realtà.
Il conflitto tra ciò che pensavamo fosse il partner, e quello che in realtà è.
Accade, e anche di frequente, che molte persone siano più innamorate dell’amore che del partner stesso.
L’Amore diventa, talvolta, una supplenza affettiva. Un surrogato. Uno psicologo amatoriale e gratuito. Un compagno di viaggio, ma non di vita.
L’amore, invece, è ben altra cosa.

Amore, tempo e ricorrenze. Qualche strategia

Immaginare di amare con la stessa intensità e, soprattutto, con le stesse modalità il partner dopo anni, è falso e vano.
Ma le attenzioni e la cura aiutano anche il più impolverato dei rapporti di coppia.
Tra le rose rosse e i doni, uno sguardo andrebbe alla seduzione intra coniugale, ben differente da quella extra coniugale.
La prima, di cui siamo spesso deficitari, è quel tipo di corteggiamento e di seduzione dedicata al partner amato, nel tempo e negli anni.
Piccoli gesti, semplici attenzioni quotidiane.
Uno spazio da dedicare esclusivamente all’intimità, senza figli per casa o cellulari invadenti e petulanti. Piccole cortesie, e quella indispensabile manutenzione da dedicare al rapporto di coppia.
Sempre, non soltanto il quattordici febbraio.
La seconda, la seduzione extra coniugale, è quella che ci riesce bene fuori dalla coppia, come se fosse un automatismo del vivere.
Siamo gentili con gli estranei, a lavoro, sorridenti e accoglienti, talvolta, seduttivi.
Ma questo non serve al legame d’amore.

Il bilancio da San Valentino mette a dura prova la coppia

Questa data così simbolica è imbrigliata in rituali, cioccolatini e regali, in aspettative e bilanci. Non sempre dei migliori.
Seguono, ma non per importanza, il bisogno di conferme, il desiderio di essere desiderati e pensati, e la voglia di sorprese e di novità.
Talvolta l’amore non basta, ci vuole il desiderio.
Non tutte le coppie sono realmente coppie, e non tutte le coppie si amano ancora.
Ci sono coppie sofferenti o confuse, altre stanche e malate di malinconia, altre annoiate, così, San Valentino si trasforma nella festa dei bilanci.
La festa di quello che sarebbe potuto essere e non è più o di quello che non è mai stato.
Molti coniugi hanno smesso di amarsi e di rispettarsi da tempo, ma festeggiano ancora, tra cene a lume di candela, rose e gli immancabili Baci Perugina.

È davvero possibile indossare l’anima della festa, per cene e rituali da calendario, senza avere l’Amore nel cuore?

Molte coppie ci provano, ma non sempre ci riescono, così cercano nel regalo o nel rituale una sorta di conferma del sentimento sbiadito.
Un dono ha un valore unico, e correla con la storia della coppia, con il significato che si attribuisce a quel fiore o a quell’oggetto.
Il valore di un regalo dipende, inoltre, da quanto i partner sono attenti al mondo dell’altro, se lo sono spesso, saltuariamente, soltanto per le festività e così via.
Di certo un dono ricevuto per San Valentino non potrà mai sopperire alla mancanza di cure e di gentilezza dei rimanenti giorni dell’anno.
Anzi, corre il rischio di incarnare un significato riparatore più che d’amore.
Quindi, si a fiori e cioccolatini, ma che siano la concretizzazione di un sentimento profondo, non intermittente o data correlato, e longevo.

Il significato del rituale in amore

“Ma qui fate di tutto un rituale, vero?
Questa è l’arte di trasformare  l’abitudine in piacere, colonnello.”
Memorie di una Geisha

Un rituale d’amore è un balsamo per l’anima. È un dolce simbolismo che assume un significato piuttosto di un altro in funzione della storia di vita ed emozionale che caratterizza quella coppia, non omologabile alle altre.
Chi ama scrive lettere d’amore, acquista fiori, o cucina per il partner amato. Chi ama esprime con i priori mezzi l’intensità del sentimento, anche e soprattutto per San Valentino.

La festa di San Valentino concretizza l’importanza di un rituale d’amore.