Con la testa e con il cuore ciao

Ho immaginato di prestare la mia penna a una donna (che ricorda tante donne e uomini che ho il privilegio di ascoltare) stanca di amori malsani, a metà, che navigano a vista, prudenti, ponderati, disturbati, disturbanti, paurosi.

Voglio dire addio agli ipocondriaci sentimentali. A chi ha paura di investire, di crederci, di amare e di essere amato. Agli infingardi del cuore. A chi non sceglie e decide di fare il funambolo amoroso.
A chi usa il solito mantra per non amare. A chi ti dice “domani glielo dico” ma non lascia mai la moglie pur millantando amore a profusione. A chi tenta di possederti e controllarti perché non si fida, perché non dialoga con i suoi mostri interni e li sposta su di te.
Voglio dire addio ai gelosi patologici, a chi non si fida, a chi vede il marcio, il complotto, il nemico dove non c’è ma non osa guardarsi dentro.
Voglio dire addio a chi ti manipola, ti confonde, ti fa sentire una nullità senza la sua presenza presumibilmente scintillante.
A chi baratta l’amore con l’obbedienza, con la sottomissione, con la bravura. A chi ti toglie la tua solitudine senza farti realmente compagnia. Voglio dire addio agli uomini muti, ai ponderati, ai repressi, ai depressi, ai figli cronici, a chi si piange addosso, a chi ti toglie la luce.
Voglio dire addio a chi ti impedisce di crescere, di evolverti, di essere te stessa, soprattutto. A chi ti vuole diversa: più magra, più elegante, più truccata, meno truccata, più sportiva, altro da te.
Voglio dire addio a chi non ti rispetta, a chi ti tradisce, a chi tradisce quel patto iniziale di cura e di fedeltà. A chi non si mette in gioco, a chi perde la rotta alla prima mareggiata, e non si impegna a trovarne una nuova e alternativa. A chi rimane dove si tocca, a chi ha paura dell’altitudine e vola basso anche e soprattutto in amore.
A chi scappa dal litigio, a chi elude il confronto, a chi non modera le parole e ti ferisce con le frasi che puniscono o con il silenzio che fa rumore.
Voglio dire addio a chi ti dà per scontata, a chi ti attraversa con lo sguardo e ti consegna all’invisibilità.
Voglio dire addio ai venditori di fumo che si erigono a detentori del monopolio dell’infallibilità.
In fondo, con la testa che finalmente ragiona e con il cuore che ha ripreso a battermi in petto, dico ciao alla vecchia me. Alla me bisognosa, fragile, dipendente. E in fondo le dico anche grazie perché senza la lei di prima non ci sarebbe mai stata la me di adesso.

P.S: il titolo della riflessione è preso in prestito dal ritornello della canzone “Ciao Ciao” di La Rappresentante di Lista.

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